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pitt
07-11-2007, 16.18.15
Se tra 15 minuti i dati sulle scorte dovessero essere deludenti prepariamoci ai 100 e oltre.....

bramantino
07-11-2007, 16.30.34
ma uno dei progetti dell' amministrazione americana non era il raddoppio delle scorte di greggio fino a 600 mln di barili??

fedifraghi:mad: :mad: :mad:

594000
07-11-2007, 16.42.36
Se tra 15 minuti i dati sulle scorte dovessero essere deludenti prepariamoci ai 100 e oltre.....



USA, SCORTE SETTIMANALI USA GREGGIO -800.000 BARILI, BENZINA -800.000, DISTILLATI +100.000 -EIA
Reuters - 07/11/2007 16:31:30

alderix
07-11-2007, 16.50.13
ma uno dei progetti dell' amministrazione americana non era il raddoppio delle scorte di greggio fino a 600 mln di barili??

fedifraghi:mad: :mad: :mad:

Non ci sono riusciti, hanno avuto delle difficolta' in Iraq! :eek:
Tra un po' vanno a far spesa in Iran ;) non ci sono limiti ai fabbisogni energetici! :D

bramantino
07-11-2007, 16.51.59
Non ci sono riusciti, hanno avuto delle difficolta' in Iraq! :eek:
Tra un po' vanno a far spesa in Iran ;) non ci sono limiti ai fabbisogni energetici! :D

al diavolo gli orsi in alaska..:D :D

trivellate! :mad: :mad:

alderix
07-11-2007, 17.14.24
al diavolo gli orsi in alaska..:D :D

trivellate! :mad: :mad:


Sei piu' ecologo di Bush (e delle lobbies che lo hanno eletto) :D :D

Il SOLE, Il SOLE, Il SOLE! :mad: Cosa c'e' a fare? Solo per abbronzarci d'estate? :mad: :mad: :mad:

frankmastino
07-11-2007, 17.39.55
Secondo me grossa bolla speculativa........................
e prima o poi le bolle scoppiano!

vedremo....................

pitt
08-11-2007, 12.24.18
12:15:37 Petrolio: Opec, 'pronti Alzare Produzione Ma Problema E' La Speculazione'

(il Sole 24 Ore Radiocor) - Vienna, 08 Nov - L'opec E' Pronta Ad Alzare La Produzione In Occasione Del Meeting Del 5 Dicembre Ad Abu Dhabi, Ma Solo Se Dalla Riunione Dovesse Emergere Che A Spingere Al Rialzo I Prezzi E' Una Strozzatura Dell'offerta. Cosa Che Appare Del Tutto Improbabile. Lo Ha Detto Oggi A Vienna Il Segretario Generale Dell'opec Abdullah Al-badri. 'in Questo Momento Sono I Fondi E Gli Speculatori Che Investono Nel Petrolio A Interferire Con Il Corretto Funzionamento Del Mercato'.

pitt
12-11-2007, 09.15.06
12/11/07 09.10.27
MET N/OIL ITNS
Codice MF
Codice ISIN
Codice Mercato
Settore Mercato

LONDRA (MF-DJ)--L'Arabia Saudita sta spingendo per un rialzo della
produzione Opec di 500.000 barili al giorno se il prezzo si spingesse
ancora verso i 100 usd/barile.

E' quanto ha riferito una persona vicino alla situazione a Dow Jones
Newswires, aggiungendo che la decisione potrebbe essere presa
nell'incontro a porte chiuse che si terra' giovedi' e venerdi' in vista
del summit dei capi di Stato dell'Opec in agenda il prossimo fine
settimana a Riyadh.

alderix
12-11-2007, 09.25.28
Strano si proprio l'Arabia Saudita a non aver capito che e' una speculazione finanziaria! :o :o

Non e' che per caso la famiglia Bin Laden ha ricevuto una telefonata dall'amico Georg dabbliu'? :o

bramantino
12-11-2007, 09.43.14
Strano si proprio l'Arabia Saudita a non aver capito che e' una speculazione finanziaria! :o :o

Non e' che per caso la famiglia Bin Laden ha ricevuto una telefonata dall'amico Georg dabbliu'? :o

loro guadagnano in ogni caso.

vendere 500.000 barili in più al dì a questo prezzo fa una cifra che mi vien male a calcolare..ed in più fanno una buona figura con tutti venendo in contro a richieste di maggiore offerta per calmare la speculazione..

alderix
12-11-2007, 09.48.53
loro guadagnano in ogni caso.

vendere 500.000 barili in più al dì a questo prezzo fa una cifra che mi vien male a calcolare..ed in più fanno una buona figura con tutti venendo in contro a richieste di maggiore offerta per calmare la speculazione..


Bisogna vedere cosa penseranno gli altri, magari un po' meno intrallazzati con la famiglia bush e con quelli che stanno speculando! ;)

Per me dovrebbe andare a 1000$ al barile, ma credo non servirebbe nemmeno quello per far capire alle 7 sorelle che stanno portando il pianeta all'agonia!:mad:

pitt
12-11-2007, 15.15.50
Petrolio: future Wti in calo di oltre 2 usd/barile a 94,15 usd

pitt
12-11-2007, 15.18.29
Secondo me grossa bolla speculativa........................
e prima o poi le bolle scoppiano!

vedremo....................
Leggevo la settimana scorsa l'estrazione costa 15$ al barile...

bramantino
12-11-2007, 15.25.35
Leggevo la settimana scorsa l'estrazione costa 15$ al barile...

i costi di estrazione variano notevolmente, ad esempio estrarre petrolio dalle sabbie bitumose del canada è economicamente vantaggioso solo con prezzi superiori ai 50-60$, altrove, tipo nei giacimenti di Baku sul mar caspio alcuni pozzi fanno segnare costi di gestione attorno ai 2$/barile

pitt
12-11-2007, 15.43.17
Domani al NYMEX scad opzioni call a 100$ per il future....

pitt
13-11-2007, 15.11.47
15:06:39 Petrolio: Apre In Calo Al Nymex A 94,04 Dollari Al Barile

(il Sole 24 Ore Radiocor) - New York, 13 Nov - Il Petrolio Ha Aperto In Calo Le Contrattazioni Al Nymex Allontanandosi Dai Livelli Record Degli Ultimi Giorni. Il Contratto Sul Light Sweet Crude Consegna Dicembre In Avvio Ha Perso 58 Centesimi A 94,04 Dollari Al Barile.

pitt
13-11-2007, 15.19.20
15:15:25 Energia/wec: Aramco, Nel Mondo Ci Sono Riserve Per Altri 200 Anni

pitt
13-11-2007, 16.38.08
Greggio Usa e Brent perdono oltre 2 dollari dopo notizia Iea



NEW YORK, 13 novembre (Reuters) - I futures a dicembre sul Greggio Usa e sul Brent perdono oltre 2 dollari dopo la notizia secondo cui l'Agenzia Internazionale per l'Energia (Iea) ha abbassato le previsioni di crescita di domanda globale di petrolio alla luce di un clima atteso più mite del normale per l'ultimo mese dell'anno.

Alle 16,25 il contratto sul Brent cede oltre 2 dollari a 89,78 dollari, dopo aver toccato punte minime a 89,38 dollari.

Il derivato sul greggio Usa perde 1,94 dollari a 92,68.

pitt
13-11-2007, 22.07.15
La flessione della vigilia ha trovato terreno fertile anche oggi sul circuito del Nymex a New York, dove i prezzi del petrolio hanno vissuto una seduta tutta al ribasso, allontanandosi sempre più dai massimi segnati ad un passo dalla soglia dei 100 dollari al barile. Le vendite hanno preso il sopravvento sin da subito, costringendo le quotazioni ad una rapida discesa che ha portato a segnare un minimo di seduta a 90,13 dollari. Da questo livello si è avuto un rimbalzo nel finale, che ha portato il future con scadenza dicembre a terminare gli scambi a quota 91,2 dollari, con un pesante calo del 3,6% rispetto alla chiusura di ieri.
A pesare sull’andamento odierno delle quotazioni ha contribuito la decisione dell’AIE di rivedere al ribasso le stime sui consumi per il 2008. La domanda per il prossimo anno è stata rivisitata di 300mila barili in meno rispetto alle precedenti indicazioni, mentre la riduzione per il quarto trimestre del 2007 è di circa 500mila barili giornalieri, di riflesso ad un clima più mite del solito.
Intanto in merito alle previsioni sui prezzi dell’oro nero si è espresso quest’oggi il numero uno di ENI il quale ha dichiarato di attendersi un calo delle quotazioni dai picchi attuali. Di riflesso però si avrà un incremento del prezzo del gas che segue con sei mesi di ritardo l’andamento di quelli dell’oro nero.
Per il presidente del Venezuela, Chavez, i prezzi del petrolio invece si dovrebbero stabilizzare in una fascia compresa tra gli 80 dollari e i 100 dollari, quasi raggiunti durante la scorsa settimana.

pitt
14-11-2007, 15.13.12
15:09:05 Petrolio: Apre In Rialzo Al Nymex A 92,40 Dollari Al Barile

(il Sole 24 Ore Radiocor) - New York, 14 Nov - Recupera Terreno Il Petrolio Dopo Lo Scivolone Della Vigilia. Al Nymex Il Wti Ha Aperto In Rialzo Di 1,23 Dollari A 92,40 Dollari Al Barile.

pitt
15-11-2007, 15.26.37
15:06:29 Petrolio: Barile Apre In Lieve Ribasso Al Nymex A 93,81 Usd

(il Sole 24 Ore Radiocor) - New York, 15 Nov - Apertura In Ribasso Per Il Prezzo Del Greggio Sulla Piazza Di New York. Un Barile Di Petrolio Consegna Dicembre Viene Trattato A 93,81 Dollari, In Ribasso Di 30 Centesimi Rispetto All'ultima Rilevazione Di Ieri.

pitt
16-11-2007, 16.27.39
Teleborsa) - Roma, 16 nov - Il petrolio rialza la testa a fine ottava, dopo le pesanti perdite registrate nei giorni scorsi, a seguito dei deludenti dati sugli stocks pubblicati dal DOE e del taglio delle stime sulla doamnda da parte dell'AIE e dell'OPEC. A sostenere il greggio concorrono oggi alcune ricoperture, ma anche le dichiarazioni del Ministro del petrolio venezuelano, Rafael Ramirez, che ha escluso un possibile aumento dell'output dell'OPEC. Il contratto di dicembre sul light crude balza così a 95,13 dollari, in rialzo dell'1,96%.

pitt
21-11-2007, 15.18.47
15:08:59 PETROLIO: ANALISTI, SPECULAZIONE PESA PER 20-25 $ AL BARILE

(ASCA-AFP) - Beijing, 21 nov - La sete di petrolio della Cina non e' l'unica ragione per spiegare l'aumento del prezzo del petrolio: ci sono anche la debolezza del dollaro, la domanda legata alla ricostituzione delle riserve degli Stati Uniti e la speculazione che, da sola, pesa per 20-25 dollari al barile. E' quanto sottolineano gli analisti. ''Molti usano la Cina come un pretesto'' segnala alla France Presse l'analista indipendente Alain Sepulchre ''la domanda cinese cresce ma non in modo esplosivo''. Infatti, aggiunge Liu Youcheng della Hongyuan Securities, ''la domanda da parte dell'Europa e degli Stati Uniti resta molto consistente e gli Usa stanno anche cercando di riempire le loro riserve strategiche''. La domanda petrolifera cinese e' stata pari a 7,16 milioni di barili al giorno l'anno scorso mentre quella degli Usa, da sola, ha contato per 20,69 milioni di barili al giorno. ''In questo momento la principale ragione dietro l'aumento dei prezzi del petrolio e' il dollaro - spiega un analista della Maike Futures di Shangai - la domanda cinese e' un elemento di lungo termine. Con gli scambi basati sul dollaro, il suo indebolimento ha avuto un'ampia influenza sugli aumenti del barile''. La speculazione, poi, pesa per un 25% sul prezzo del greggio, secondo il capo della societa' di analisi e consulenza Petro Asian, Albert Kwong con ''un premio di almeno 20-25 dollari pagato alla speculazione dai trader di petrolio''.

christian
21-11-2007, 15.20.11
io entro l'anno mi aspetto una correzione dell'ordine del 20%.

boma
21-11-2007, 15.23.39
Come sempre il cerino resterà in mano a qualche pollastrone .
Ma trattandosi di petrolio la vedo ... grave come scottatura :eek:

christian
21-11-2007, 15.24.15
:d

pitt
23-11-2007, 15.33.04
(Teleborsa) - Roma, 23 nov - Il WTI prosegue un movimento di correzione nel primo pomeriggio, dopo il rally messo a segno nel corso della settimana. Nelle contrattazioni elettroniche, il contratto di gennaio sul lght crude segna un calo dello0,63% a 96,68 dollari al barile.

pitt
26-11-2007, 10.32.48
10:30:02 Petrolio: Brent Tocca Nuovo Record A 96,55 $

(il Sole 24 Ore Radiocor) - Londra, 26 Nov - Il Petrolio Del Mare Del Nord, Il Brent, Ha Toccato A Meta' Mattinata Il Nuovo Massimo Assoluto. La Consegna Di Riferimento Gennaio Si E' Arrampicata Fino A 96,55 Dollari Al Barile (95,76 La Chiusura Di Venerdi'), Migliorando Di Due Centesimi Il Record Toccato Il 21 Novembre Scorso. A Sostenere I Prezzi Contribuiscono Le Tensioni Geopolitiche, I Timori Di Problemi Di Approvvigionamento Con L'inverno In Corso E Le Basse Scorte Ufficiali

pitt
26-11-2007, 10.56.31
(Teleborsa) - Roma, 26 nov - Nuova impennata del petrolio, che si riporta sopra i 99 dollari a New York, siglando nuovi record storici in Europa. Il contratto di gennaio sul light crude ha toccato un massimo di 99,01 dollari, poco sotto i record segnati la scorsa settimana, per poi correggere attorno ai 98,7 usd/b (+0,53%). Nuovi record vengono segnati dal Brent all'ICE di Londra a 96,55 dollari, prima di riportarsi attorno ai 96,23 usd (+0,49%).

pitt
26-11-2007, 21.55.24
Al pari di quanto accaduto sui mercati azionari, anche sul circuito del Nymex a New York si è avuta una giornata a due facce per i prezzi del petrolio. In mattinata le quotazioni hanno continuato a guadagnare terreno, sulla scia del rialzo segnato in chiusura della scorsa ottava. I rialzisti però si sono progressivamente tirati indietro, cedendo la mano ai loro antagonisti che hanno dominato la scenda nella seconda parte della seduta. Al termine di una giornata vissuta all’insegna della volatilità, con le quotazioni che si sono mosse all’interno di un range di quasi tre dollari, il future con scadenza gennaio è stato fotografato a 97,67 dollari, con un calo dello 0,5% rispetto al close di venerdì scorso.
A favorire la flessione ha contribuito l’attesa per il vertice dell’Opec che si terrà il 5 dicembre prossimo e che potrebbe portare ad un aumento della produzione per frenare la corsa pazza dei prezzi dell’oro nero. A pesare inoltre sugli scambi odierni è stata anche la prospettiva di un rallentamento generalizzato dell’economia, che inevitabilmente porterebbe con sé una contrazione dei consumi di petrolio.

pitt
27-11-2007, 15.21.54
15:18:19 Petrolio: Apre In Forte Ribasso A New York, Wti -2% A 95,53 Dollari

Su Attese Di Aumento Produzione Opec (il Sole 24 Ore Radiocor) - New York, 27 Nov - Prezzo Del Petrolio In Forte Calo All'apertura Del Mercato Newyorchese. Il Future Gennaio Sul Wti Fa Segnare Una Flessione Del 2,22% A 95,53 Dollari Al Barile. A Londra, Intanto, L'analoga Consegna Sul Brent Cede Il 2,13% A 93,29 Dollari. A Deprimere I Corsi Del Greggio, Spiegano Gli Operatori, Sono Le Attese Di Un Incremento Della Produzione Da Parte Dei Paesi Opec Nel Corso Della Riunione Della Prossima Settimana.

pitt
28-11-2007, 16.48.17
Usa: -400.000 barili scorte settimanali petrolio
28/11/07 16.38.48


WASHINGTON (MF-DJ)--Le scorte di greggio statunitensi nella settimana al
23 novembre sono risultate pari a 313,2 mln di barili, in calo di 0,4
mln/barili rispetto alla settimana precedente.

Lo ha reso noto il Dipartimento dell'Energia Usa, aggiungendo che le
scorte di benzina sono risultate pari a 196,4 barili (+1,2 mln rispetto
alla settimana precedente) e quelle di carburante distillato a 130,9
mln/barili (-0,1 mln/barili rispetto alla settimana precedente).

La capacita' di utilizzazione delle raffinerie e' salita all'89,4%
dall'87% della settimana precedente.

pitt
28-11-2007, 17.02.57
17:00:27 PETROLIO: SCENDE SOTTO I 93 $ A NEW YORK DOPO DATO SCORTE USA

(ASCA) - Roma, 28 nov - Il petrolio accelera la sua discesa dopo il dato sulle scorte degli Stati Uniti scese meno delle attese la scorsa settimana. Il contratto di riferimento di New York, il light sweet crude con consegna a gennaio, ha ceduto un altro dollaro e mezzo per attestarsi a 92,84 dollari al barile. Il contratto sul Brent quotato a Londra con consegna a gennaio ha ceduto 70 centesimi a 91,83 dollari al barile.

pitt
28-11-2007, 22.13.08
Nuovo raid ribassista sul circuito del Nymex a New York, dove i prezzi del petrolio hanno vissuto una seduta molto simile a quella della vigilia, con un bilancio negativo ancora più corposo. Le quotazioni si sono mosse all’interno di un range di quasi cinque dollari e dopo aver tentato di riportarsi al di sopra dei 95 dollari, hanno dato il via ad un movimento discendente piuttosto violento. A fine giornata infatti, il future con scadenza gennaio è stato fotografato a 90,71 dollari, con una flessione del 3,9%.
Le vendite hanno avuto la meglio grazie anche alla diffusione del report sulle scorte strategiche che ha segnalato una flessione minore delle attese nell’ultima ottava. A mettere di buonumore gli operatori ha contribuito anche la crescita delle riserve di carburanti, accompagnati da una discesa frazionale degli stock di distillati.
Il mercato intanto continua a scommettere su un aumento della produzione giornaliera da parte dell’Opec, che potrebbe essere deciso in occasione del meeting in calendario la prossima settimana.

pitt
29-11-2007, 09.18.18
Petrolio: Wti in rialzo di 3 usd/barile su esplosione oleodotto Usa

pitt
29-11-2007, 15.19.29
15:12:25 Petrolio: A New York Wti Apre In Rialzo Del 2,1% A 92,54 Dollari

(il Sole 24 Ore Radiocor) - New York, 29 Nov - Rimbalzo Del Prezzo Del Petrolio All'apertura Del Mercato Newyorchese. Il Future Gennaio Sul Wti Guadagna Il 2,1% A 92,54 Dollari Al Barile Dopo Lo Scivolone Di Ieri. Ancora Giu' Invece L'analoga Consegna Sul Brent, Che Segna -1,53% A 91,1 Dollari.

pitt
03-12-2007, 13.56.50
13:53:51 Petrolio: Prezzi Ancora Giu', Wti Sotto 88 $, Minimi Da Fine Ottobre

Su Attese Aumento Produzione Opec E Timori Di Frenata Usa (il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 03 Dic - Continua La Discesa Dei Prezzi Del Petrolio, Su Cui Pesano Le Attese Per Un Prossimo Aumento Della Produzione Da Parte Dei Paesi Opec E I Timori Di Rallentamento Dell'economia Usa. Il Future Gennaio Sul Wti Perde Lo 0,9% A 87,9 Dollari Al Barile, Livelli Minimi Dalla Fine Di Ottobre E In Calo Dell'11% Dal Top Di 99,29 Dollari Toccato Il 21 Novembre. L'analoga Consegna Sul Brent, Intanto, Scivola Dello 0,8% A 87,55 Dollari.

pitt
12-12-2007, 21.29.18
(ANSA) - ROMA, 12 DIC - Prezzo del petrolio in volo a New York in chiusura, sopra i 94 dollari, a 94,37 (+4,8%).

12 Dic 21:01

pitt
22-01-2008, 13.46.41
13:40:02 Petrolio: In Forte Calo A 86,73 Dollari Nel Premercato Al Nymex

In Ribasso Di 3,19 Dollari Rispetto A Chiusura Di Venerdi' (il Sole 24 Ore Radiocor) - New York, 22 Gen - Forte Ribasso Per Il Prezzo Del Greggio Negli Scambi Del Premercato Al Nymex. Un Barile Di Petrolio Con Consegna A Marzo Viene Trattato A 86,73 Dollari, In Ribasso Di 3,19 Dollari Rispetto Alla Chiusura Di Venerdi'. Ieri Il Nymex E' Rimasto Chiuso In Osservanza Del Martin Luther King Day

pitt
22-01-2008, 13.46.46
13:40:02 Petrolio: In Forte Calo A 86,73 Dollari Nel Premercato Al Nymex

In Ribasso Di 3,19 Dollari Rispetto A Chiusura Di Venerdi' (il Sole 24 Ore Radiocor) - New York, 22 Gen - Forte Ribasso Per Il Prezzo Del Greggio Negli Scambi Del Premercato Al Nymex. Un Barile Di Petrolio Con Consegna A Marzo Viene Trattato A 86,73 Dollari, In Ribasso Di 3,19 Dollari Rispetto Alla Chiusura Di Venerdi'. Ieri Il Nymex E' Rimasto Chiuso In Osservanza Del Martin Luther King Day

sugacanal
06-11-2008, 10.55.21
PETROLIO: AIE; TORNERA' SOPRA 100 DOLLARI, 200 NEL 2030

(ANSA) - PARIGI, 6 NOV - L'Agenzia internazionale
dell'Energia si attende che il prezzo del petrolio superi
nuovamente i 100 dollari a barile per raggiungere i 200 dollari
nel 2030. Nel suo rapporto sulle prospettive energetiche
mondiali pubblicate oggi, l'agenzia che cura gli interessi
energetici dei paesi dell'Ocse, prevede che tra il 2008 e il
2015 il prezzo del barile restera' in media attorno ai 100
dollari. A suo avviso inoltre la crisi finanziaria potrebbe
ritardare alcuni investimenti.

bramantino
24-11-2008, 00.01.36
Dal sole24ore online di oggi

Nella prima metà di luglio, quando le quotazioni nelle borse petrolifere stazionavano oltre i 140 dollari al barile, nessuno avrebbe immaginato che il West Texas Intermediate (Wti), il greggio di riferimento del Nordamerica, avrebbe perso due terzi del suo valore in poco più di 4 mesi. E soprattutto nessuno avrebbe immaginato che una discesa sotto quota 50 dollari, come è avvenuto giovedì scorso, sarebbe stata considerata una iattura.

L'impatto sugli investimenti
Invece è accaduto. A lamentare la precipitosa retromarcia dei prezzi non è soltanto il fronte dei grandi produttori. Anche l'Agenzia internazionale dell'Energia (Aie), che rappresenta gli interessi di 28 Paesi consumatori dell'Ocse, mostra preoccupazione: la debolezza del mercato si confermerà anche nel 2009, in linea con gli indicatori economici, «ma se il trend al ribasso proseguirà – sostiene Fatih Birol, chief economist dell'Aie – sarà un pessimo segnale».
Infatti molti investimenti necessari per garantire adeguate risorse nei prossimi anni saranno cancellati, specialmente nei Paesi esterni al Cartello dei produttori, quelli dove è maggiormente avvertibile la severa contrazione del credito. Lo scenario descritto da Birol per il 2010 è allarmante. L'economia in ripresa farà ripartire la domanda di greggio e di fronte alla carenza di offerta si rischia che i prezzi superino, e di molto, i picchi visti quest'anno. Un nuovo shock petrolifero potrebbe dunque essere scatenato dalle ceneri di quello a cui abbiamo appena assistito.

Previsioni negative
Che il 2009 sia destinato a far stringere la cinghia ai Paesi produttori, dopo un quadriennio faraonico, è ormai opinione diffusa. È opportuno però ricordare che le previsioni sono quanto di più flessibile esista al mondo. All'inizio dell'estate Alexej Miller, ceo della major russa Gazprom, si diceva convinto di vedere entro un paio di anni le quotazioni del barile volare verso i 250 dollari. Un pronostico che non si può ancora accantonare con sollievo, ma al quale si è sovrapposto, oscurandolo, il parere espresso un paio di settimane orsono dal ministro russo delle Finanze, Alexei Kudrin, secondo cui il prezzo medio del greggio l'anno prossimo sarà di 50 dollari.
Anche i più accesi fautori del Toro si stanno convertendo. Gli analisti della Goldman Sachs, ascoltatissimi da quando, nel marzo 2005, predissero il sorpasso dei 100 dollari in pochi anni, oggi sostengono che la media del 2009 dovrebbe assestarsi intorno a 80 dollari, ma non escludono «lunghi periodi» a quota 50. Il gruppo, dopo le traversìe e il forzato assottigliamento delle attività sui derivati, ha cancellato qualunque raccomandazione call, all'acquisto, disconoscendo sia la previsione di giugno (Wti a 200 dollari entro due anni) sia quella di metà settembre, quando Goldman Sachs parlava ancora di una quotazione media di 148 dollari nel 2009.

Opec in difficoltà
L'Opec guarda con attenzione alla situazione critica, dimostrando che ha tutta l'intenzione di piegare il mercato alle sue necessità. Prima ha prosciugato l'offerta che eccedeva il tetto produttivo che si era autoimposto, poi al meeting tenuto a Vienna il 24 ottobre ha tagliato l'estrazione di un milione e mezzo di barili al giorno, infine ha indetto un nuovo incontro per la settimana prossima al Cairo.
Nella capitale egiziana si verificherà se si stia allargando la frattura tra "falchi" e "colombe", due partiti in cui si fronteggiano di fatto i Paesi più ricchi e quelli a cui, invece, sarebbe necessario un greggio a 90-100 dollari per sanare i bilanci e per coprire costi di produzione in ascesa. A sentire il presidente del Cartello, il ministro algerino Chakib Khelil, al Cairo non sarà presa nessuna decisione, anche se «la domanda di petrolio è calata molto e gli stock sono troppo alti».
Ma al meeting che presiederà il 17 dicembre "in casa", nella città algerina di Oran, Khelil promette da parte dell'Opec «una decisione importante», che sia essa una nuova forte chiusura dei rubinetti (2 milioni di barili in meno?) o un'ipotesi diversa, capace di agire sui prezzi di vendita.

Consumi in discesa
Lo schieramento dei consumatori nel frattempo lancia segnali negativi dal fronte della domanda. Quando, nel maggio 2005, il Wti si avvicinava ai 50 dollari al barile, il Fondo Monetario Internazionale temeva severi contraccolpi sull'economia mondiale. Oggi, con prezzi allo stesso livello, ma in fase discendente, è la crisi dell'economia che esercita una spinta negativa sui prezzi.
La domanda di petrolio sta cominciando a calare anche in Asia e in Australia, ma è la situazione negli Stati Uniti quella più preoccupante, oltre a essere quella più influente in termini di volume. Al Nymex, la borsa americana dell'energia, il Wti ha perso quasi il 67% rispetto ai massimi storici di luglio, ma il future sulla benzina Rbob (reformulated blendstock for oxygenate blending) è passato addirittura dai 3,571 $/gallone del 3 luglio a 1,007 $ di giovedì, cedendo quasi il 72%. Gli automobilisti americani ora possono contare su un prezzo medio alla pompa che è inferiore a 2 dollari per gallone, ma ciononostante disertano le strade.
Quel che resta della speculazione sui mercati a termine è oggi tutto short, al ribasso. Le opzioni che davano il diritto di acquistare futures sul Wti per consegna in dicembre a 200 dollari erano uno sfizio equiparabile a un tagliando (perdente) del Superenalotto, e ora sono nel cestino. Ma lo sono anche molte opzioni call a 55 dollari, il cui esercizio era da dichiarare lunedì scorso.

Nafta senza acquirenti
Il mercato fisico non presenta però un panorama così depresso, se si esclude la scarsissima richiesta di nafta, segnale, almeno all'apparenza, di un grave malessere per tutta l'industria petrolchimica. Per il resto invece i margini della raffinazione sono quasi nulli negli Usa e ancora positivi in Europa. E gli stoccaggi in molti Paesi produttori non sembrano stracolmi di petrolio, come si potrebbe pensare. Certamente però gli acquirenti sono in grado di cercare le offerte migliori, trascurando quelle che considerano troppo costose (come quelle libiche) o quelle assottigliate da una crisi del credito più acuta che altrove (come in Iran).
Per una volta, le speranze sono comuni a produttori e consumatori: per entrambi l'auspicio è che non si verifichi la previsione di Deutsche Bank, secondo cui in primavera il "grande Orso" schiaccerà i prezzi sotto quota 40 dollari. Un livello, vale la pena ricordarlo, inferiore quasi del 50% al costo marginale del greggio, quello dei nuovi progetti per le sabbie bituminose del Canada. Progetti che, non a caso, si stanno fermando.