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Visualizza versione completa : Chi viene a Napoli con Bollinger???



pdilorenzo
14-11-2007, 09.13.10
Mi aspetto una presenza massiccia di "maidireborsisti" a Napoli!
Abbiamo organizzato un evento davvero interessante con la "ciliegina" Bollinger...

Per maggiori info sull'evento e iscrizioni gratuite : http://www.italiantradingforum.com/incoming.php?idfrom=SOS_ML

Sono a disposizione per qualsiasi domanda sull'evento o supporto logistico... ;)

danarolettera
14-11-2007, 16.02.53
mi sono iscritto
dovrei esserci

pasdaq
15-11-2007, 15.41.19
Ciao Pietro, mi sono iscritto anch'io.
Ci vediamo il 7 sperando di incontrare tanti utenti del forum.
Un saluto a tutti :)

pdilorenzo
21-11-2007, 21.46.03
Allego una invervista che ho rilasciato alla newsletter Italian Trading Forum. Per consultarla integralmente: http://www.italiantradingforum.com/napoli2007/newsletter/index.php?to=newsletter&idfrom=LB

Domanda: Come di consueto, a Dicembre, ITF sbarca al sud, in particolare a Napoli. Come nasce questa idea di portare nel meridione un evento così importante?
Risposta: Sono nato e lavoro a Napoli e sin dall’inizio della mia attività ho sognato di portare nella mia città un evento legato al trading e agli investimenti. Grazie a Traderlink e Tradinglibrary, aziende leader nel mondo del trading, abbiamo reso questo evento sempre più ricco e interessante: erano 60 “curiosi” stipati in una piccola sala qualche anno fa, oltre 350 presenze dell’anno scorso in un ampio centro congressi, e quest’anno abbiamo raddoppiato gli spazi espositivi e invitato ospiti di assoluto rilievo, per essere all’altezza di una piazza come Napoli, molto interessante.

D.: Cosa dovrebbe spingere i traders a venire all’ITF di Napoli?
R.: Stiamo portando il meglio del trading a Napoli, per quei traders meridionali che non sempre possono raggiungere le fiere di Rimini e Milano e desiderano conoscere le novità del del trading e della finanza, raccontate da trader e e analisti di grande spessore. In particolare quest’anno ci onorerà della sua presenza John Bollinger, uno dei traders americani più popolari e apprezzati dal pubblico, che mostrerà le sue tecniche e si confronterà con i partecipanti.
Avremo due grandi sale didattiche: la prima dedicata all’educational di base e ai neofiti del trading; la seconda nella quale si affronteranno argomenti di analisi tecnica avanzata e strategie di trading professionale. È un’ occasione unica per vedere all’opera notissimi traders come Saverio Berlinzani, Davide Biocchi, Giuseppe Di Vittorio, Stefano Fanton e tanti altri. Oltre a questo ci saranno importanti sponsor che faranno conoscere al pubblico molte novità del mondo del trading e dell’investimento. E poi uno scenario come questo crea per tutti le condizioni migliori per conoscere persone con cui si condivide la stessa passione per i mercati e scambiando idee, e esperienze, che per i traders sono importantissime.

D.: Come mai nel mezzogiorno d’Italia il “movimento trading” sembra meno vivo che nel resto dell’Italia?
R.: Le ragioni sono diverse a cominciare da un tessuto economico oggettivamente meno vivo e da una certa diffidenza tipica dei meridionali nell’accogliere le novità. Dalle nostre parti si fatica a concepire il “mestiere di trader”, non a caso le trading room nel meridione incontrano enormi difficoltà. C’è da dire però, che da un’ analisi più accurata, emerge che certamente in termini quantitativi il meridione è indietro, meno in termini qualitativi, in quanto molti dei migliori traders italiani provengono dal centro-sud dell’Italia e vi assicuro che diversi traders meridionali, sconosciuti al grande pubblico per loro esigenze di riservatezza, ogni giorno tradano i mercati con eccellenti risultati.

D.: Nel suo intervento didattico all’Itf (ore 9 in sala 1) affronterà l’argomento del trading sui future? Non le sembra un mercato troppo rischioso per chi svolge questa attività part time?
R.: Durante il mio intervento cercherò di dimostrare che è possibile realizzare significativi profitti investendo sul mercato dei futures senza la necessità di seguire l’andamento dei mercati durante le ore di negoziazione, utilizzando capitali iniziali ridotti e soprattutto tenendo sempre il rischio sotto controllo. Attraverso un approccio scientifico e rigoroso è possibile fronteggiare mercati rischiosi come quello dei futures, in quanto viene annullato il fattore emozionale che spesso influenza negativamente il trader inesperto. Cercherò di abbattere il luogo comune secondo cui il mercato dei futures, ovvero quello più affascinante e potenzialmente profittevole, sia ad esclusivo appannaggio dei traders full time e dei professionisti. Finalmente anche i traders part time possono utilizzare gli strumenti e i mercati dei professionisti utilizzando un approccio scientifico e profittevole. Per quanto sia vero che quello dei futures sia un mercato rischioso, dimostreremo che con il nostro approccio è possibile dedicare pochi minuti al giorno alla cura dei propri investimenti in derivati, immettendo semplicemente alcuni ordini condizionati in mattinata. Con la metodologia giusta è possibile conciliare l’impegno del trading con qualsiasi altra attività lavorativa, e saremo lieti di spiegare come.

D.: Trading part time o trading a tempo pieno. In cosa sono simili e in cosa sono diversi?
R.: Sono un grande fautore del trading part time che spesso viene visto come una modalità di serie B, ma che a mio avviso, per ragioni operative e soprattutto di carattere mentale-comportamentale, è un'eccellente soluzione per la maggior parte delle persone. Mi piace utilizzare un paragone ludico: il trading part time è come una partita a scacchi. È necessaria concentrazione, tecnica e capacità di attendere il momento giusto per sferrare l'attacco, mentre il trading full time è una sorta di flipper moderno: estremamente rapido, intrigante all'inizio, ma alla lunga piuttosto monotono e ripetitivo. Qui sono quindi necessarie doti come la rapidità di pensiero e d'azione, la prontezza di riflessi e l'intuito. Se si vuole usare l'intelligenza e mettere alla prova le proprie capacità contro un avversario difficile ed ostico da battere come il mercato, il trading part time è ciò che fa per voi!

Part time o tempo pieno, nel trading c’è poco spazio per l’improvvisazione. Che peso ha lo studio nel mantenimento di buone performance? È possibile continuare a guadagnare senza studiare?
R.: Come in qualsiasi attività la ricerca e lo studio sono alla base del successo. Può capitare talvolta il colpo di fortuna del principiante, che non ha alcuna nozione e conoscenza, ma che guadagna tanti soldi sulla singola operazione. Però nel medio lungo termine un atteggiamento superficiale e disinvolto porta al 99% al disastro finanziario. Lo studio e la ricerca sono gli unici modi per aver successo sui mercati finanziari nel lungo termine.

Il suo libro sul Trading part-time, pubblicato da Trading Library, è stato un successo in entrambe le edizioni. Se lo aspettava? Come se lo spiega?
R.: Mi aspettavo una buona accoglienza, ma francamente non pensavo che potesse diventare un best seller che venisse acquistato molto più dei libri dei "mostri sacri americani" o di famosi autori italiani. Le ragioni di questo successo sono essenzialmente tre:
1. Una vasta domanda potenziale: i traders part time sono la maggior parte delle persone che apre un deposito titoli con l'intento di investire parte dei propri capitali in maniera autonoma
2. da 7 anni gestisco un sito Web di finanza molto visitato, e questo mi ha consentito di rivolgermi a tante persone che già mi leggevano tutti i giorni da anni e quindi avevano piacere a “tenere sul comodino” un testo che sintetizzasse il mio pensiero
3. Il passaparola (o come dicono quelli che "parlano bene" il Viral marketing) che si è innescato a seguito della pubblicazione. Credo che i lettori hanno apprezzato il fatto che sia un libro "onesto", che non dà false illusioni, ma che cerca di essere realista spiegando alle persone opportunità, ma soprattutto rischi, di questo mestiere.

Una buona parte dei traders di alto livello scrivono libri, e sugli altri c'è chi scrive libri. A cosa serve questo (a parte i diritti d'autore)? A chiarirsi le idee, a diventare più famosi, a far parte di una comunità più ampia? Puro narcisismo?
R.: Non mi definirei un trader "di alto livello" comunque, in quanto parte in causa, parlo per me, non sapendo quale sia il movente per gli altri autori. Il denaro non è certo la ragione che mi induce a scrivere, semplicemente perché i diritti girati all'autore ammontano nella migliore delle ipotesi al 10-15% del prezzo di copertina. È possibile arricchirsi con i libri solo se si scrive un best seller e non un libro su una materia che per sua natura è di nicchia come il trading. Per quanto mi riguarda scrivere libri mi aiuta a cercare sempre nuove motivazioni per continuare il lavoro di studio e ricerca, con l'idea di poter condividere le mie conclusioni insieme ai lettori. È estremamente stimolante cercare nuovi approcci e strategie che poi possono essere condivisi con altri traders che magari forniscono il loro contributo all'ulteriore miglioramento ed affinamento di una metodologia.

Un’altra domanda un po’ provocatoria… Può venire naturale chiedersi: che necessità c’è di creare un sito internet che fornisce a pagamento segnali operativi su azioni, Etf, derivati e costruisce strategie di investimento? Se un trader è così bravo e profittevole che bisogno ha di dedicarsi ad altre attività?
R.: Diciamo che nel mio DNA ho una certa propensione verso l’imprenditoria venendo da una famiglia il cui lavoro da diverse generazioni viene giudicato ogni giorno dal mercato. Amo imprendere e cercare ogni giorno nuove sfide non solo confrontandomi con i mercati finanziari, ma anche con problematiche legate allo sviluppo di altri business. Inoltre, ritengo saggio diversificare i propri interessi in varie attività, evitando di legare il proprio destino finanziario solo all’andamento dei propri investimenti. Il fatto di implementare strategie di trading che consentono di evitare di seguire le evoluzioni del mercato durante la seduta, mi consente di dedicare buona parte della giornata allo studio e all’approfondimento dei mercati e allo sviluppo di prodotti e servizi di supporto alle decisioni di investimento dei traders part time. In questo modo riesco a fare sinergia fornendo i mie strumenti e le mie analisi anche all’esterno. Poi come al solito, chi decide è il mercato! Se pubblichi un buon prodotto viene naturale sviluppare e incrementare questa attività; se al contrario fai “molto fumo e poco arrosto” nel medio termine sei destinato a scomparire. Non a caso, il mercato, negli ultimi anni, ha fatto una sana selezione “darwiniana”! Ricordo che nel duemila, in piena formazione della bolla speculativa, spuntavano come funghi siti web che si occupavano di trading e finanza. Dopo alcuni anni la stragrande maggioranza di quelli è sparita a dimostrazione che fare proclami mirabolanti può servire nel breve termine a calamitare l’attenzione di qualche investitore sprovveduto, ma alla lunga se non dimostri qualità e serietà sei destinato a scomparire.

Quindi lei crede molto nella rete e nell’ informazione finanziaria on line?
R.: Ritengo il web l’unico strumento di informazione davvero totalmente libero. Anche in ambito finanziario i media tradizionali spesso non forniscono un approfondimento esaustivo su faccende particolarmente scottanti e non danno il giusto risalto a notizie rilevanti per i traders. Ad esempio, poche volte mi capita di leggere notizie di una banca on line che tiene off line il sito per ore, o una piattaforma di trading che si impalla di continuo, o un call center di un broker on line che risponde in tempi troppo lunghi e in maniera imprecisa. Eppure questi sono fatti che spesso accadono! Inoltre, anche a livello imprenditoriale, ritengo che in Italia il mercato della pubblicità on line ha un potenziale di crescita ancora grandissimo che condurrà a quote di mercato non troppo lontane da quelle attuali in Usa .

Lei gestisce una community finanziaria on line. Come vive questo ruolo?
R.: Le confesso che per me questa è una grande responsabilità: prima di scrivere qualsiasi cosa penso alle diverse culture e obiettivi finanziari delle persone a cui ci rivolgiamo. Per questo spesso utilizzo un approccio prudente e conservativo che certamente in termini commerciali non è premiante, ma che alla lunga da’ i suoi risultati. Avere un grande bacino di utenza, se da un lato mi responsabilizza dall’altro mi gratifica, in quanto se in tanti ci leggono ogni giorno, evidentemente abbiamo fatto qualcosa di buono nel recente passato

pdilorenzo
27-11-2007, 09.56.29
Segnalo che attualmente sono disponibili gli ultimi posti per partecipare a ITF NAPOLI
Dunque se desiderate venire, affrettatevi a procedere all'iscrizione attraverso questo link: http://www.italiantradingforum.com/napoli2007/index.php?idfrom=SOS_ML

pdilorenzo
03-12-2007, 09.01.33
Buongiorno,
segnalo che a breve chiuderemo le iscrizioni in quanto già siamo in "overbooking".
Consiglio quindi ai "ritardatari" di affrettarsi a iscriversi attraverso questo link: http://www.italiantradingforum.com/napoli2007/index.php?idfrom=SOS_ML
A presto