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Il bestio
20-05-2008, 16.21.07
BANCHE & ASSICURAZIONI La scure di Tremonti
- 20/05/2008 17:12:46

Anche i ricchi piangeranno: Giulio Tremonti è pronto a colpire banche e assicurazioni. Secondo fonti governative e bancarie, il neo ministro dell'economia è a caccia di 1,5-2 miliardi e sta valutando un aumento della tassazione su banche e assicurazioni per raccogliere circa un miliardo di euro con cui coprire parte degli interventi a favore dell'abolizione dell'Ici (2 miliardi circa) e la detassazione di straordinari e premi di produttività fino alle fine dell'anno (1 miliardo).

Il dialogo con i maggiori rappresentati del mondo finanziario è già cominciato. Tanto che già oggi arrivano già i primi commenti: "Tremonti è un uomo intelligente e.. avrà buon senso, altrimenti si taglia la gallina delle uova d'oro", ha dichiarato Enrico Salza, presidente del consiglio di gestione Intesa San Paolo, e ha poi aggiunto: "Le banche forse non sono sempre simpatiche ma servono alle famiglie, alle piccole e grandi imprese e alla pubblica amministrazione".

Con un colpo, dunque, si annullerebbero i benefici ottenuti dal settore bancario e assicurativo con il taglio della pressione fiscale deciso dal governo Prodi con la Finanziaria 2008, una cifra che gli analisti valutano attorno a 1,5-2 miliardi di euro.

Non potendo annullare l'ultima Finanziaria targata centrosinistra, che ha tagliato l'Ires, l'imposta sul reddito delle imprese, dal 33% al 27,5%, il governo starebbe pensando di limitare la deducibilità degli interessi passivi. Altre vie, infatti, potrebbero incontrare l'opposizione della Commissione europea che già in passato aveva obbligato Prodi a estendere il taglio del cuneo fiscale anche alle banche e assicurazioni.

A farne le spese non saranno tutte le banche e le assicurazioni in maniera uguale. A guardare la geografia delle zone dove operano le banche italiane, emerge una forte differenziazione. "Se infatti il 50% dell'utile di Unicredit è originato da attività all'estero, per Intesa-San Paolo questa cifra scende al 20% mentre l' utile delle popolari è prodotto per il 100% in Italia", spiega un analista.

Di fronte a un provvedimento di questo tipo, la presenza geografica è importante. Infatti, sempre secondo i calcoli degli analisti, un eventuale inasprimento della tassazione di 1,5 miliardi di euro avrebbe un effetto negativo sugli utili di Unicredit solo del 3%. Gli utili di Intesa si ridurrebbero di circa il 4%. Ma il conto più salato sarà quello delle popolari, Banco Popolare e Popolare di Milano si troverebbero l'utile decurtato del 6%.

Per quanto riguarda le assicurazioni, i conti sono più complessi ma rimane la stessa regola: a pagare di più saranno le compagnie con una forte presenza nazionale, dunque una buona notizia per Generali (G.MI) meno per Alleanza (AL.MI) e Fondiaria-Sai.