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delaurentis
22-05-2008, 09.03.13
Boccata d'ossigeno per un milione e duecentocinquantamila famiglie italiane, oppresse da un mutuo a tasso variabile che spesso non sono più in grado di pagare: grazie all'accordo raggiunto ieri, infatti, sarà possibile "risparmiare" sulle rate circa 850 euro all'anno su un mutuo ventennale da 80 mila euro - da 70 a 120 euro al mese nel caso di un finanziamento più lungo e per importi maggiori - e nello stesso tempo bloccare l'importo della rata per tutta la durata del prestito. Quello che invece cambierà sarà la durata del mutuo, e questa dipenderà dall'andamento dei tassi di interesse.

L'accordo si riferisce a quei mutui a tasso variabile (sulla prima casa) stipulati prima del gennaio 2007. Ebbene, quando la convenzione sarà operante - e per chi vorrà rinegoziare il mutuo - ci sarà una sorta di trasformazione da tasso variabile a tasso fisso: la cedola infatti sarà calcolata in base al parametro già scelto - poniamo l'Euribor ad un mese più una maggiorazione - ma ai valori della media del 2006, cioè quando i tassi erano saliti ma senza raggiungere i valori stellari di adesso. Mediamente, questo significherà pagare (a partire da 90giorni dopo la rinegoziazione del mutuo) una rata più bassa, anche di parecchio.

Un un mutuo trentennale stipulato a fine 2005, per 150 mila euro, la rata mensile calcolata a maggio 2008 sarebbe stata di 861 euro mentre con le nuove condizioni si pagano 740 euro. Questa, in caso di rinegoziazione, diventerà la nuova rata a tasso fisso, per i prossimi 27 anni e mezzo.

Ma ovviamente una banca non fa beneficenza e quello che eventualmente si risparmierà su ogni rata diventa un debito futuro, accantonato su un conto apposito intestato al cliente. È una sorta di nuovo finanziamento che il cliente restituirà, quando avrà finito di pagare il mutuo "principale", con altre rate.
Di quanto sarà il nuovo debito? Dipende da come andranno i tassi di interesse da qui ad allora. L'unico punto fermo resta il tasso medio 2006. Il che significa che le rate future saranno tutte uguali. Se i tassi aumenteranno salirà il debito futuro; se invece scenderanno, il debito si ridurrà e diventerà addirittura un guadagno per il cliente se i tassi caleranno sotto il livello del 2006.

Comunque, alla fine del mutuo, si vedrà quanto resta eventualmente da pagare e aumenterà il numero delle rate fino a saldare il debito. Ma siccome di debito si tratta, su questa somma si paga un interesse, calcolato in base ad un tasso prestabilito: il tasso Irs a dieci anni più mezzo punto, che oggi è del 5,13%. Quello che invece non è stato ancora stabilito è come saranno calcolati questi interessi: se solo alla fine, o di volta in volta. Questi - ed altri aspetti - faranno parte della convenzione vera e propria, che governo ed Abi dovranno firmare entro trenta giorni: ieri è stato raggiunto l'accordo politico, anche se spesso, come ha ricordato ieri Giulio Tremonti, sono proprio i dettagli che fanno la differenza.

StrongSELL
22-05-2008, 11.00.20
Cioè in pratica una semplice contrattazione che fa passare dal variabile puro al variabile rata costante. AHAHAHAHAH
Incredibile, è una sola ancor + grande; perchè è vero che paghi con certezza sempre la stessa somma, ma è anche vero che alla scadenza ci potrebbero essere delle sorprese. L'aumento dei tassi comporta una minor restituzione della quota capitale, per cui il mutuo si allunga. Il problema è che solitamente questa tipologia di contratto non permette di allungare il mutuo di oltre 3-5 anni dalla scadenza prevista; per cui alla scadenza (30+5 anni ad esempio) se non hai rimborsato anticipatamente il capitale residuo dovrai fare un altro mutuo per pagare la maxirata finale. ;)

StrongSELL
22-05-2008, 11.04.36
Chiaro che se i tassi scendono non si pone questo scenario; ma dimenticavo di dire che questa tipologia di contratto prevede che la durata non può nemmeno accorciarsi di + di 3 anni. Quindi nell'esempio precedente se anche i tassi andassero allo 0% tu continui a pagare la stessa somma per min 27 anni, max 33-35 anni. Ciò significa che non si va a beneficiare di eventuali tagli se non in minima parte.

pdilorenzo
18-06-2008, 15.54.49
MUTUI continua senza sosta il rialzo del tasso sui mutui applicato dalle banche italiane. A maggio, secondo l'ultimo bollettino mensile dell'Abi, il tasso sui prestiti alle famiglie per l'acquisto di abitazioni si è posizionato al 5,75%, record degli ultimi cinque anni.