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24-07-2008, 21.10.46
Le Popolari trattano per CartaSi

Trattativa esclusiva all'Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane (Icbpi) per acquisire il controllo del gruppo CartaSi. Secondo indiscrezioni, infatti, proprio in queste settimane sarebbe stata intavolata una corsia preferenziale con l'istituzione finanziaria.
L'Istituto Centrale delle Banche Popolari avrebbe superato le offerte di altri concorrenti, in particolare alcuni gruppi di private equity internazionali ed italiani, che già da alcuni anni avevano messo nel loro radar l'azienda.
A vendere le loro quote azionarie di CartaSi saranno probabilmente gli attuali azionisti Intesa Sanpaolo (che possiede circa il 42%), Monte dei Paschi (24,4%) e UniCredit che ha in portafoglio un altro 9% della compagine.

CartaSi, che è nata nel 1985, sarebbe stata valutata tra i 300 e i 400 milioni di euro. Secondo fonti finanziarie, l'Istituto Centrale delle Banche Popolari sarebbe assistito in questa operazione da Mediobanca.
La cessione di CartaSi avviene in un momento in cui i grandi gruppi bancari stanno trasferendo al proprio interno il parco carte di credito. Molti istituti azionisti di CartaSi, dopo le recenti fusioni bancarie, non ritengono inoltre più strategica la partecipazione e non hanno interesse a restare.
CartaSi ha chiuso l'ultimo esercizio con ricavi che hanno raggiunto circa un miliardo di euro, frutto di commissioni attive. Nell'assemblea della società dello scorso maggio, il gruppo presieduto da Pier Luigi Fabrizi ha inoltre indicato di aver emesso nel 2007 un milione di nuove carte, raggiungendo quota 7 milioni di titolari e una spesa media per carta pari a 3.700 euro, in rialzo del 2,8% rispetto all'anno precedente.

CartaSi ha inoltre rafforzato la propria posizione di mercato nell'accettazione e negoziazione delle transazioni elettroniche con carte di credito, in cui già nel 2006 aveva toccato una quota di mercato del 50%, mettendo a segno una crescita del 7,6% dei volumi del negoziato complessivi, con un valore di 31 miliardi di euro. La società nel 2007 ha anche cercato di migliorare la redditività, lavorando sull'efficienza operativa come del resto previsto dal piano industriale triennale.
È proprio per raggiungere questo obiettivo che, nel 2007, sono stati ridotti i costi operativi di 33 milioni di euro a fronte di stime di risparmi di spesa per 50-55 milioni di euro già nel prossimo anno. Il margine operativo lordo (Ebidta) è invece più che raddoppiato nel 2007 passando da 23,2 milioni a 49 milioni di euro, mentre l'utile netto è sceso da 7,6 a 4,4 milioni a causa degli effetti fiscali riconducibili alla Finanziaria 2008.
Il bilancio 2008 di CartaSi, secondo le ultime previsioni del management, dovrebbe puntare a un raddoppio dell'utile ante imposte: quindi una previsione in linea con il piano industriale del triennio.

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