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mirror
11-07-2011, 01.09.38
Era ora..?:o

"Consob, vendite allo scoperto scatta l'obbligo di comunicare i ribassi

MILANO - Dopo il venerdì nero della Borsa 1, la Consob ha approvato un nuovo regime di trasparenza in materia di vendite allo scoperto. A partire da domani, si legge in una nota della Commissione, "gli investitori che detengano posizioni ribassiste rilevanti sui titoli azionari negoziati sui mercati regolamentati italiani sono tenuti a darne comunicazione" alla Commissione. Il provvedimento ha efficacia da domani e resterà in vigore fino al 9 settembre 2011. Intanto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - ospite al Festival di Spoleto - così risponde ai cronisti che lo interpellano sui rischi della speculazione finanziaria: "Se siamo seri, non ci dobbiamo preoccupare".

I motivi del provvedimento. Con le decisioni assunte oggi, fa sapere la Commissione, "la normativa italiana viene allineata a quella in vigore nei principali Paesi europei, Germania in primis". Il provvedimento, spiega l'autorità di vigilanza sui mercati, "rafforza i poteri di vigilanza della Consob nell'attuale fase di mercato, caratterizzata da un elevato livello di volatilità nell'andamento delle quotazioni.

Gli obblighi di comunicazione. In particolare, dovranno essere rese note alla Consob le posizioni nette corte relative ai titoli azionari delle società quotate in Italia, quando superino determinate soglie quantitative. Il primo obbligo di comunicazione scatta al raggiungimento di una posizione netta corta uguale o superiore allo 0,2% del capitale dell'emittente. Successivamente l'obbligo si attiva per ogni variazione pari o superiore allo 0,1% del capitale".

Che cosa sono le vendite allo scoperto. Altrimenti dette "short selling", sono operazioni che sfruttano la possibilità, prevista sui mercati finanziari, di non avere materialmente in mano un titolo per poterlo cedere. Di solito sono legate all'attesa - o alla speculazione - di un prezzo in calo e per questo possono rappresentare un "pericolo" se effettuate da grandi investitori come gli hedge fund.

Quando si possono effettuare. Si possono effettuare vendite allo scoperto senza possedere del tutto un titolo, oppure dopo averlo ottenuto in prestito da parte di una banca o di un altro intermediario, cui verrà corrisposta una commissione legata anche alla durata del prestito. Nel primo caso si parla di vendite allo scoperto "nude" ("naked short selling"), nel secondo di vendite allo scoperto "ricoperte".

I tempi. In generale chi vende uno strumento finanziario ha tre giorni di tempo per consegnarlo effettivamente: vendendo un titolo il cui prezzo scende, può riacquistarlo a un prezzo inferiore a quello di vendita, con conseguente guadagno, anche nei giorni successivi. Negli attuali sistemi di trading è comunque possibile effettuare delle vendite allo scoperto riacquistando il titolo ceduto in una stessa giornata e contando sul fatto che il conteggio sul possesso effettivo di uno strumento finanziario tra acquisti e vendite verrà fatto alla fine delle contrattazioni.

I precedenti. La Consob già in passato era intervenuta sulle vendite allo scoperto dopo il panico sui mercati generato dal crac di Lehman Brothers. Dopo Sec e Fsa, infatti, anche la Commissione italiana di vigilanza sui mercati avviò nell'autunno 2008 un deciso giro di vite sulle vendite allo scoperto deliberando, in quell'occasione, che la vendita di azioni di banche e imprese di assicurazioni quotate nei mercati regolamentati italiani e qui negoziate "dovesse essere assistita dalla disponibilità dei titoli da parte dell'ordinante al momento dell'ordine e fino alla data di regolamento dell'operazione". In questo modo di fatto veniva impedita la pratica di vendita allo scoperto su quei particolari settori oggetto di attacco speculativo, che consiste appunto nella cessione di titoli che non sono materialmente in possesso del venditore".

Fonte LaRepubblica

lenok
11-07-2011, 06.30.47
Era ora..?:o

"Consob, vendite allo scoperto scatta l'obbligo di comunicare i ribassi

MILANO - Dopo il venerdì nero della Borsa 1, la Consob ha approvato un nuovo regime di trasparenza in materia di vendite allo scoperto. A partire da domani, si legge in una nota della Commissione, "gli investitori che detengano posizioni ribassiste rilevanti sui titoli azionari negoziati sui mercati regolamentati italiani sono tenuti a darne comunicazione" alla Commissione. Il provvedimento ha efficacia da domani e resterà in vigore fino al 9 settembre 2011. Intanto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - ospite al Festival di Spoleto - così risponde ai cronisti che lo interpellano sui rischi della speculazione finanziaria: "Se siamo seri, non ci dobbiamo preoccupare".

I motivi del provvedimento. Con le decisioni assunte oggi, fa sapere la Commissione, "la normativa italiana viene allineata a quella in vigore nei principali Paesi europei, Germania in primis". Il provvedimento, spiega l'autorità di vigilanza sui mercati, "rafforza i poteri di vigilanza della Consob nell'attuale fase di mercato, caratterizzata da un elevato livello di volatilità nell'andamento delle quotazioni.

Gli obblighi di comunicazione. In particolare, dovranno essere rese note alla Consob le posizioni nette corte relative ai titoli azionari delle società quotate in Italia, quando superino determinate soglie quantitative. Il primo obbligo di comunicazione scatta al raggiungimento di una posizione netta corta uguale o superiore allo 0,2% del capitale dell'emittente. Successivamente l'obbligo si attiva per ogni variazione pari o superiore allo 0,1% del capitale".

Che cosa sono le vendite allo scoperto. Altrimenti dette "short selling", sono operazioni che sfruttano la possibilità, prevista sui mercati finanziari, di non avere materialmente in mano un titolo per poterlo cedere. Di solito sono legate all'attesa - o alla speculazione - di un prezzo in calo e per questo possono rappresentare un "pericolo" se effettuate da grandi investitori come gli hedge fund.

Quando si possono effettuare. Si possono effettuare vendite allo scoperto senza possedere del tutto un titolo, oppure dopo averlo ottenuto in prestito da parte di una banca o di un altro intermediario, cui verrà corrisposta una commissione legata anche alla durata del prestito. Nel primo caso si parla di vendite allo scoperto "nude" ("naked short selling"), nel secondo di vendite allo scoperto "ricoperte".

I tempi. In generale chi vende uno strumento finanziario ha tre giorni di tempo per consegnarlo effettivamente: vendendo un titolo il cui prezzo scende, può riacquistarlo a un prezzo inferiore a quello di vendita, con conseguente guadagno, anche nei giorni successivi. Negli attuali sistemi di trading è comunque possibile effettuare delle vendite allo scoperto riacquistando il titolo ceduto in una stessa giornata e contando sul fatto che il conteggio sul possesso effettivo di uno strumento finanziario tra acquisti e vendite verrà fatto alla fine delle contrattazioni.

I precedenti. La Consob già in passato era intervenuta sulle vendite allo scoperto dopo il panico sui mercati generato dal crac di Lehman Brothers. Dopo Sec e Fsa, infatti, anche la Commissione italiana di vigilanza sui mercati avviò nell'autunno 2008 un deciso giro di vite sulle vendite allo scoperto deliberando, in quell'occasione, che la vendita di azioni di banche e imprese di assicurazioni quotate nei mercati regolamentati italiani e qui negoziate "dovesse essere assistita dalla disponibilità dei titoli da parte dell'ordinante al momento dell'ordine e fino alla data di regolamento dell'operazione". In questo modo di fatto veniva impedita la pratica di vendita allo scoperto su quei particolari settori oggetto di attacco speculativo, che consiste appunto nella cessione di titoli che non sono materialmente in possesso del venditore".

Fonte LaRepubblica
se la storia si ripete...l'ultima volta il short vietato sui bancari nn ha dato esiti positivi....:cool: :cool:

pitt
11-07-2011, 21.06.14
Era ora..?:o

"Consob, vendite allo scoperto scatta l'obbligo di comunicare i ribassi

MILANO - Dopo il venerdì nero della Borsa 1, la Consob ha approvato un nuovo regime di trasparenza in materia di vendite allo scoperto. A partire da domani, si legge in una nota della Commissione, "gli investitori che detengano posizioni ribassiste rilevanti sui titoli azionari negoziati sui mercati regolamentati italiani sono tenuti a darne comunicazione" alla Commissione. Il provvedimento ha efficacia da domani e resterà in vigore fino al 9 settembre 2011. Intanto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - ospite al Festival di Spoleto - così risponde ai cronisti che lo interpellano sui rischi della speculazione finanziaria: "Se siamo seri, non ci dobbiamo preoccupare".

I motivi del provvedimento. Con le decisioni assunte oggi, fa sapere la Commissione, "la normativa italiana viene allineata a quella in vigore nei principali Paesi europei, Germania in primis". Il provvedimento, spiega l'autorità di vigilanza sui mercati, "rafforza i poteri di vigilanza della Consob nell'attuale fase di mercato, caratterizzata da un elevato livello di volatilità nell'andamento delle quotazioni.

Gli obblighi di comunicazione. In particolare, dovranno essere rese note alla Consob le posizioni nette corte relative ai titoli azionari delle società quotate in Italia, quando superino determinate soglie quantitative. Il primo obbligo di comunicazione scatta al raggiungimento di una posizione netta corta uguale o superiore allo 0,2% del capitale dell'emittente. Successivamente l'obbligo si attiva per ogni variazione pari o superiore allo 0,1% del capitale".

Che cosa sono le vendite allo scoperto. Altrimenti dette "short selling", sono operazioni che sfruttano la possibilità, prevista sui mercati finanziari, di non avere materialmente in mano un titolo per poterlo cedere. Di solito sono legate all'attesa - o alla speculazione - di un prezzo in calo e per questo possono rappresentare un "pericolo" se effettuate da grandi investitori come gli hedge fund.

Quando si possono effettuare. Si possono effettuare vendite allo scoperto senza possedere del tutto un titolo, oppure dopo averlo ottenuto in prestito da parte di una banca o di un altro intermediario, cui verrà corrisposta una commissione legata anche alla durata del prestito. Nel primo caso si parla di vendite allo scoperto "nude" ("naked short selling"), nel secondo di vendite allo scoperto "ricoperte".

I tempi. In generale chi vende uno strumento finanziario ha tre giorni di tempo per consegnarlo effettivamente: vendendo un titolo il cui prezzo scende, può riacquistarlo a un prezzo inferiore a quello di vendita, con conseguente guadagno, anche nei giorni successivi. Negli attuali sistemi di trading è comunque possibile effettuare delle vendite allo scoperto riacquistando il titolo ceduto in una stessa giornata e contando sul fatto che il conteggio sul possesso effettivo di uno strumento finanziario tra acquisti e vendite verrà fatto alla fine delle contrattazioni.

I precedenti. La Consob già in passato era intervenuta sulle vendite allo scoperto dopo il panico sui mercati generato dal crac di Lehman Brothers. Dopo Sec e Fsa, infatti, anche la Commissione italiana di vigilanza sui mercati avviò nell'autunno 2008 un deciso giro di vite sulle vendite allo scoperto deliberando, in quell'occasione, che la vendita di azioni di banche e imprese di assicurazioni quotate nei mercati regolamentati italiani e qui negoziate "dovesse essere assistita dalla disponibilità dei titoli da parte dell'ordinante al momento dell'ordine e fino alla data di regolamento dell'operazione". In questo modo di fatto veniva impedita la pratica di vendita allo scoperto su quei particolari settori oggetto di attacco speculativo, che consiste appunto nella cessione di titoli che non sono materialmente in possesso del venditore".

Fonte LaRepubblica


Palliativi inutili

Albert
11-07-2011, 22.13.04
Palliativi inutili

Gia me lo vedo un hedge fund che manda il fax alla consob:

"Egregi signori siamo un rispettabile fondo di investimento che ha deciso di vendere allo scoperto 10 milioni di azioni di alcune vostre importanti banche". Ovviamente le nostre vendite non avverranno in unica soluzione , ma con ordini spacchettati al solo fine del rispetto delle leggi sulla privacy. Prrrrrrrr :p

Ma che pagliacciate!!!

briz
11-07-2011, 23.11.18
Gia me lo vedo un hedge fund che manda il fax alla consob:

"Egregi signori siamo un rispettabile fondo di investimento che ha deciso di vendere allo scoperto 10 milioni di azioni di alcune vostre importanti banche". Ovviamente le nostre vendite non avverranno in unica soluzione , ma con ordini spacchettati al solo fine del rispetto delle leggi sulla privacy. Prrrrrrrr :p

Ma che pagliacciate!!!

ahahahahahah...fantastico albert:D ;)

pdilorenzo
12-07-2011, 08.00.42
''Ad una prima analisi, ancora provvisoria e soggetta a verifica, sembra che le vendite allo scoperto abbiano avuto un ruolo marginale nella seduta di oggi. Dai riscontri che la Consob ha avuto, l'impressione e' che non si tratti di vendite allo scoperto, ma di vendite effettive''.

Cosi' un portavoce della Commissione, ha commentato l'impatto che le vendite allo scoperto hanno avuto nel crollo odierno di Piazza Affari. Domenica la Consob ha approvato un nuovo regime di trasparenza in materia di vendite allo scoperto, obbligando quelli investitori che detengano posizioni ribassiste sui titoli azionari negoziati in Italia a darne comunicazione alla Commissione.

Le informazioni definitive sull'andamento delle vendite allo scoperto nella seduta odierna arriveranno mercoledì alle 15.00, ma da una prima analisi sembra che il fenomeno dello short selling sia stato solo marginale nella corsa alle vendite di oggi. Non saremmo quindi di fronte ad un fenomeno puramente speculativo, ma alla presenza di investitori che hanno titoli italiani in portafoglio e se ne vogliono effettivamente liberare: una situazione quindi nata sul mercato obbligazionario per riverberarsi poi su quello azionario. Un po' come se il rischio Paese finisse per prevalere su quello associato ai singoli titoli azionari. Si dovra' comunque attendere domani per conoscere l'effettivo impatto delle vendite allo scoperto, come previsto dalla norma di legge.