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Visualizza versione completa : Banche popolari



gbellelli
21-01-2015, 09.13.09
Il governo ha licenziato un decreto legge in base al quale entro 18 mesi le principali banche popolari dovranno trasformarsi in società per azioni.
Non entro in questo post nei tecnicismi ma le banche coinvolte da questa trasformazione sono:

Ubi
Banco Popolare
Bpm
Bper
Creval
Popolare di Sondrio
Banca Etruria
Popolare di Vicenza
Veneto Banca
Popolare di Bari

( le ultime tre non sono quotate )

Attenzione però ad un dettaglio: il fatto che il governo abbia varato un decreto legge questo non significa che sia già legge.
Per chi non lo sapesse infatti il decreto legge è un atto che produce effetti solo provvisori e che quindi necessita del passaggio parlamentare per assumere piena e continua attivazione.
Il parlamento ha 60 giorni dalla pubblicazione in gazzetta ufficiale per convertirlo in legge, altrimenti decade.

Il NCD si è già detto perplesso e contrario ma non sono certo gli unici.
Le lobby sono già alla carica per sabotare questo decreto.

Io sono come San Tommaso, fin che non vedo non ci credo....

Gionny
21-01-2015, 09.15.32
Caro Gab, In Italiaoramai ci sono solo decreti legge:biggrin_old:
soprattutto a cazzo:biggrin_old:

gbellelli
21-01-2015, 09.25.22
>In Italiaoramai ci sono solo decreti legge

io li chiamerei piuttosto slogan da campagna elettorale.... :mad_old:

tfly
23-01-2015, 06.48.22
... i primi no...dalle stesse banche popolari :rolleyes_old:


http://www.soldionline.it/notizie/azioni-italia/la-rivolta-delle-banche-popolari-pronti-a-tutto-contro-il-decreto-corriere-della-sera

gbellelli
24-01-2015, 11.53.38
Il passaggio parlamentare non sarà una passeggiata.... :biggrin_old:

alcuni articolo di stampa... ce ne sono decine, ne riporto giusto un paio per non essere pesante.
Cmq il punto è che quei cagnacci dei poteri forti mica lo vogliono mollare il loro osso...


http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/23/banche-popolari-lupi-demolisce-riforma-i-titoli-crollano-in-borsa/1365606/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/22/banche-popolari-duello-poteri-riforma-lega-m5s-tutti-contro/1361241/

http://economia.ilmessaggero.it/flashnews/banche-popolari-contro-la-riforma-di-renzi/1138461.shtml

Fulmine maremmano
24-01-2015, 17.33.39
Il passaggio parlamentare non sarà una passeggiata.... :biggrin_old:

alcuni articolo di stampa... ce ne sono decine, ne riporto giusto un paio per non essere pesante.
Cmq il punto è che quei cagnacci dei poteri forti mica lo vogliono mollare il loro osso...[/url]

Dipende da chi intendi come "poteri forti".....:cool_old:

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2015/01/il-governo-annuncia-lestinzione-delle-banche-popolari.html

gbellelli
24-01-2015, 18.19.55
>Dipende da chi intendi come "poteri forti".....:cool_old:


Pd, Ncd e Pdl sono pieni di franchi tiratori su questo decreto...

brigantino
24-01-2015, 18.24.17
Io credo che ognuno giudichi l'operato dei politici in base alle proprie convinzioni e non a dati oggettivi.
Mi risulta però che il sistema del voto capitario non faccia il gioco dei piccoli risparmiatori ma piuttosto di gruppi di potere interno.
Tutto il contrario di una economia di mercato sana e trasparente....

gbellelli
24-01-2015, 18.31.23
Io credo che ognuno giudichi l'operato dei politici in base alle proprie convinzioni e non a dati oggettivi.
Mi risulta però che il sistema del voto capitario non faccia il gioco dei piccoli risparmiatori ma piuttosto di gruppi di potere interno.
Tutto il contrario di una economia di mercato sana e trasparente....


condivido il tuo punto di vista, ma il mio non era un giudizio positivo o negativo sul decreto legge ma solo un ragionamento sull'impatto che le lobby possono avere sul decreto e di conseguenza sulle quotazioni dei titoli azionari

brigantino
24-01-2015, 18.34.16
scusa Gabriele, temo di essermi espresso male :apologetic:
sono perfettamente d'accordo con te, il mio commento era indirizzato ai giudizi (di parte, temo) che si leggono al riguardo sui giornali e su internet in questi giorni

gbellelli
24-01-2015, 18.40.52
scusa Gabriele, temo di essermi espresso male :apologetic:
sono perfettamente d'accordo con te, il mio commento era indirizzato ai giudizi (di parte, temo) che si leggono al riguardo sui giornali e su internet in questi giorni



si, tutto ok !
l'avevo capito dopo...gli anni passano, gli ultimi neuroni mi stanno abbandonando... ho i miei tempi di reazione :-)

brigantino
24-01-2015, 18.42.54
si, tutto ok !
l'avevo capito dopo...gli anni passano, gli ultimi neuroni mi stanno abbandonando... ho i miei tempi di reazione :-)

ehehe :wink_old: sapessi i miei...li ultimi li ho accompagnati all'aeroporto direzione Canarie

asvin
25-01-2015, 12.29.02
lo sapevate che il padre del Min. Boschi è vicepresidente del Banco pop. Etruria e Lazio? Tocca fargli i complimenti per la clamorosa salita di questi giorni :rolleyes_old:

daquilaz
25-01-2015, 12.51.39
Si', ne sono a conoscenza da un po' ...ma concordo con Gab : le popolari sono una scommessa specie Etruria e non mi piace scommettere ...secondo me papà Boschi ha sbolognato tutte le azioni che aveva :rolleyes_old:

tfly
26-01-2015, 10.43.21
http://www.wallstreetitalia.com/article/1799917/decreto-popolari-consob-indaga-su-speculazioni-sospette.aspx

mauro342
26-01-2015, 11.23.17
Long siamo app partiti
okkio ad etruria

tfly
26-01-2015, 11.27.09
Long siamo app partiti
okkio ad etruria

...devi averne un bel pacchetto di etruria.... sei mica imparentato con quelli del governo e poi fai il Tsipras qua...:eek_old::tongue_old:

danidit
28-01-2015, 12.34.09
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/decreto-popolari-quella-fuga-notizie-che-ha-galvanizzato-93338.htm

DAGOREPORT

E adesso sono tutti – auguri! - alla caccia della gola profonda: quella che ha spifferato in giro la riforma delle banche popolari, facendo fare un sacco di soldi agli speculatori. Tanti soldi, eh. Ma proprio tanti. State tranquilli, la Consob ha acceso il suo faro. M5S e Adusbef, Assopopolari e il ministro Lupi stanno facendo il diavolo a otto. E come dargli torto?


Già prima dell’approvazione del dl Investment Compact il 20 gennaio, come segnalava Gerevini sul Corsera, «alcuni soggetti con base a Londra» avevano «creato posizioni anche rilevanti in azioni delle banche popolari». E tra le banche che hanno maggiormente beneficiato delle speculazioni londinesi (il Banco Popolare ha avuto un balzo del 21%, Ubi del 15, la Popolare Emilia del 24 e Banca Popolare di Milano del 21), «lo scatto più spettacolare è quello della Popolare Etruria e Lazio di cui è vicepresidente Pier Luigi Boschi, il padre del ministro per le Riforme Maria Elena Boschi».

Secondo il Fatto quotidiano, tenetevi forte, «in quattro giorni la Banca Popolare dell’ Etruria ha registrato un balzo del 66 per cento, nonostante i ripetuti stop alla negoziazione per eccesso di rialzo, mettendo fine così ad anni di profonde difficoltà che l’hanno portata sull’orlo del commissariamento. Nel gennaio 2010, un’azione valeva 10,69 euro, mentre il 12 gennaio scorso ha registrato il minimo storico: 0,358 euro».

E’ tutto chiaro?

Insomma: qualcuno ha passato in giro la notizia della riforma favorendo un sacco di operatori finanziari che hanno base a Londra - come l’amico del cuore di Renzi, il finanziere Davide Serra con il suo fondo Algebris - e beneficiando soprattutto la banca dove lavorano il padre e il fratello della ministra Boschi. E chi è quel qualcuno? si chiede giustamente Gerevini. «Come si è sviluppato l’iter tecnico che ha portato al varo di quel testo? Per quante mani è passato? Raramente un provvedimento legislativo ha avuto un impatto così immediato e violento su una parte del listino. E mentre la norma prendeva forma, a Londra qualcuno preparava le munizioni per la grande speculazione.»

In attesa che il faro acceso dalla Consob faccia un po’ di luce su tante questioni fondamentali, dai corridoi del Mise ci arriva qualche notizia interessante. C’è una caccia in corso, dicevamo, che è particolarmente spietata, visto che le nuove «Norme in materia di banche popolari», e dunque la gola profonda che le ha spifferate, sono nate proprio lì. Attenzione, però: all’inizio le norme bancarie non facevano parte dell’Investment Compact ma del ddl Concorrenza. Ed entrambi i testi avrebbero dovuto andare in Consiglio dei Ministri il 20 gennaio.

Bene. A scrivere, a blindare, a covare il ddl Concorrenza con grandissima gelosia era il gabinetto del ministro dello sviluppo economico, e in particolare colui che Federica Guidi ha confermato come capo della sua segreteria tecnica: Stefano Firpo. Firpo non è un uomo della Guidi, ma di Passera: è un quarantenne torinese e brillante, un ex London School of Economics che è stato l’ombra di Passera in Intesa San Paolo per molti anni e che è arrivato a Roma nel 2011, quando a Passera hanno affidato il Mise col governo Monti. Al Mise è rimasto con Flavio Zanonato. Oggi lavora con la Guidi.

Cambiano i ministri ma ormai è lui, dicono, la vera eminenza grigia del palazzo. Proprio Firpo ha partorito il decreto Destinazione Italia e i decreti Crescita 1 e 2, si è occupato di start-up, di agenda digitale, di Fondo centrale di garanzia e pagamenti della Pa. Non solo: ha curato, attenzione, anche i rapporti del ministero col Fondo monetario e la Bce, con la World Bank e con l’Abi, l’associazione delle banche italiane.


Insomma, è uno che di banche – e di banchieri - mastica parecchio, proprio come il suo mentore Passera, che il 31 gennaio a Roma presenterà un’Italia Unica che ai temi bancari è particolarmente sensibile. Quindi non poteva non sapere, il nostro Firpo, che la riforma delle popolari che stava scrivendo per Renzi sarebbe stata «altamente price sensitive», con effetti clamorosi a Piazza Affari.

Dicono al Mise che, infatti, il testo era blindatissimo. Così blindato che al Mef non ne sapevano nulla, e il buon Pier Carlo Padoan, benchè ministro dell’Economia, dormiva, sull’argomento, molti sonni profondi e tranquilli.

La blindatura era tale e tanta che le pochissime bozze distribuite ai piani altissimi del ministero guidato (si fa per dire) dalla Guidi erano “tracciate”, cioè erano state contraddistinte ognuna con qualche particolare differente, in modo da poter identificare a colpo sicuro la fonte di un’eventuale fuga di notizie.


Com’è possibile, allora, che molti lobbisti della capitale ne avessero già una bozza a disposizione il 13 gennaio? Ai ben introdotti bastava andare alle pagine 22 e 23 per trovare le nuove norme sulle popolari e sulle fondazioni bancarie, e poi muoversi sul mercato di conseguenza. L’hanno fatto.

Giovedì 15 gennaio, infatti, cominciavano gli acquisti da Londra. Venerdì 16 per le banche popolari era già allarme rosso. Lunedì 19, verso sera, Renzi annunciava ai senatori Pd che con l’Investment compact avrebbe trasformato le popolari in società per azioni. Il 20 gennaio il CdM approvava il decreto.

E la storia al momento finisce qui.


Lasciando a noi miseri parecchi dubbi che non hanno ancora risposta. Per esempio: chi, al Mise, ha fatto uscire la bozza? E’ già stata identificata la copia tracciata, e dunque la mano che l’ha ricevuta e distribuita? A chi l’ha data? E non è, forse, che la distribuzione a tanti beneficiari, sia pure molto selezionati, serviva a coprire qualche operazione più mirata e massiccia?

D’accordo, siamo incontentabili. Ma vorremmo sapere anche qualcos’altro. Per esempio: perché Palazzo Chigi ha spostato le norme sulle banche popolari dal ddl Concorrenza al dl Investment Compact? Forse il Concorrenza era in ritardo. Forse non sarebbe arrivato in Consiglio dei Ministri il 20 gennaio. Forse. E così infatti è stato. Ma perchè le banche, diteci, non potevano aspettare? Perchè è stato necessario fare questo po’ po’ di blitz? Matteo, rassicuraci. Non è perché i giochi, a Londra, erano già stati fatti, e per qualcuno era venuto il momento di passare all’incasso? No, vero?

tfly
28-01-2015, 12.43.32
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/decreto-popolari-quella-fuga-notizie-che-ha-galvanizzato-93338.htm

DAGOREPORT

E adesso sono tutti – auguri! - alla caccia della gola profonda: quella che ha spifferato in giro la riforma delle banche popolari, facendo fare un sacco di soldi agli speculatori. Tanti soldi, eh. Ma proprio tanti. State tranquilli, la Consob ha acceso il suo faro. M5S e Adusbef, Assopopolari e il ministro Lupi stanno facendo il diavolo a otto. E come dargli torto?


Già prima dell’approvazione del dl Investment Compact il 20 gennaio, come segnalava Gerevini sul Corsera, «alcuni soggetti con base a Londra» avevano «creato posizioni anche rilevanti in azioni delle banche popolari». E tra le banche che hanno maggiormente beneficiato delle speculazioni londinesi (il Banco Popolare ha avuto un balzo del 21%, Ubi del 15, la Popolare Emilia del 24 e Banca Popolare di Milano del 21), «lo scatto più spettacolare è quello della Popolare Etruria e Lazio di cui è vicepresidente Pier Luigi Boschi, il padre del ministro per le Riforme Maria Elena Boschi».

Secondo il Fatto quotidiano, tenetevi forte, «in quattro giorni la Banca Popolare dell’ Etruria ha registrato un balzo del 66 per cento, nonostante i ripetuti stop alla negoziazione per eccesso di rialzo, mettendo fine così ad anni di profonde difficoltà che l’hanno portata sull’orlo del commissariamento. Nel gennaio 2010, un’azione valeva 10,69 euro, mentre il 12 gennaio scorso ha registrato il minimo storico: 0,358 euro».

E’ tutto chiaro?

Insomma: qualcuno ha passato in giro la notizia della riforma favorendo un sacco di operatori finanziari che hanno base a Londra - come l’amico del cuore di Renzi, il finanziere Davide Serra con il suo fondo Algebris - e beneficiando soprattutto la banca dove lavorano il padre e il fratello della ministra Boschi. E chi è quel qualcuno? si chiede giustamente Gerevini. «Come si è sviluppato l’iter tecnico che ha portato al varo di quel testo? Per quante mani è passato? Raramente un provvedimento legislativo ha avuto un impatto così immediato e violento su una parte del listino. E mentre la norma prendeva forma, a Londra qualcuno preparava le munizioni per la grande speculazione.»

In attesa che il faro acceso dalla Consob faccia un po’ di luce su tante questioni fondamentali, dai corridoi del Mise ci arriva qualche notizia interessante. C’è una caccia in corso, dicevamo, che è particolarmente spietata, visto che le nuove «Norme in materia di banche popolari», e dunque la gola profonda che le ha spifferate, sono nate proprio lì. Attenzione, però: all’inizio le norme bancarie non facevano parte dell’Investment Compact ma del ddl Concorrenza. Ed entrambi i testi avrebbero dovuto andare in Consiglio dei Ministri il 20 gennaio.

Bene. A scrivere, a blindare, a covare il ddl Concorrenza con grandissima gelosia era il gabinetto del ministro dello sviluppo economico, e in particolare colui che Federica Guidi ha confermato come capo della sua segreteria tecnica: Stefano Firpo. Firpo non è un uomo della Guidi, ma di Passera: è un quarantenne torinese e brillante, un ex London School of Economics che è stato l’ombra di Passera in Intesa San Paolo per molti anni e che è arrivato a Roma nel 2011, quando a Passera hanno affidato il Mise col governo Monti. Al Mise è rimasto con Flavio Zanonato. Oggi lavora con la Guidi.

Cambiano i ministri ma ormai è lui, dicono, la vera eminenza grigia del palazzo. Proprio Firpo ha partorito il decreto Destinazione Italia e i decreti Crescita 1 e 2, si è occupato di start-up, di agenda digitale, di Fondo centrale di garanzia e pagamenti della Pa. Non solo: ha curato, attenzione, anche i rapporti del ministero col Fondo monetario e la Bce, con la World Bank e con l’Abi, l’associazione delle banche italiane.


Insomma, è uno che di banche – e di banchieri - mastica parecchio, proprio come il suo mentore Passera, che il 31 gennaio a Roma presenterà un’Italia Unica che ai temi bancari è particolarmente sensibile. Quindi non poteva non sapere, il nostro Firpo, che la riforma delle popolari che stava scrivendo per Renzi sarebbe stata «altamente price sensitive», con effetti clamorosi a Piazza Affari.

Dicono al Mise che, infatti, il testo era blindatissimo. Così blindato che al Mef non ne sapevano nulla, e il buon Pier Carlo Padoan, benchè ministro dell’Economia, dormiva, sull’argomento, molti sonni profondi e tranquilli.

La blindatura era tale e tanta che le pochissime bozze distribuite ai piani altissimi del ministero guidato (si fa per dire) dalla Guidi erano “tracciate”, cioè erano state contraddistinte ognuna con qualche particolare differente, in modo da poter identificare a colpo sicuro la fonte di un’eventuale fuga di notizie.


Com’è possibile, allora, che molti lobbisti della capitale ne avessero già una bozza a disposizione il 13 gennaio? Ai ben introdotti bastava andare alle pagine 22 e 23 per trovare le nuove norme sulle popolari e sulle fondazioni bancarie, e poi muoversi sul mercato di conseguenza. L’hanno fatto.

Giovedì 15 gennaio, infatti, cominciavano gli acquisti da Londra. Venerdì 16 per le banche popolari era già allarme rosso. Lunedì 19, verso sera, Renzi annunciava ai senatori Pd che con l’Investment compact avrebbe trasformato le popolari in società per azioni. Il 20 gennaio il CdM approvava il decreto.

E la storia al momento finisce qui.


Lasciando a noi miseri parecchi dubbi che non hanno ancora risposta. Per esempio: chi, al Mise, ha fatto uscire la bozza? E’ già stata identificata la copia tracciata, e dunque la mano che l’ha ricevuta e distribuita? A chi l’ha data? E non è, forse, che la distribuzione a tanti beneficiari, sia pure molto selezionati, serviva a coprire qualche operazione più mirata e massiccia?

D’accordo, siamo incontentabili. Ma vorremmo sapere anche qualcos’altro. Per esempio: perché Palazzo Chigi ha spostato le norme sulle banche popolari dal ddl Concorrenza al dl Investment Compact? Forse il Concorrenza era in ritardo. Forse non sarebbe arrivato in Consiglio dei Ministri il 20 gennaio. Forse. E così infatti è stato. Ma perchè le banche, diteci, non potevano aspettare? Perchè è stato necessario fare questo po’ po’ di blitz? Matteo, rassicuraci. Non è perché i giochi, a Londra, erano già stati fatti, e per qualcuno era venuto il momento di passare all’incasso? No, vero?

...secondo me la speculazione è stata fatta in short... mi spiego... quando le popolari hanno perso terreno magari con qualcuno che spingeva in short sapendo che "necessariamente" un riforma delle popolari andava fatta.... e se il necessariamente è dato dalla richiesta delle riforme fatta dall'europa ci sta anche poter contare sulla sicurezza che viene dagli amici.... guardiamo Etruria Lazio: Vicenza voleva prenderla ad un euro, il titolo è andato a oltre 0,80 e... niente.... giù giù fino al minimo suddetto..... ora la riforma va fatta e hai voglia che ritorni al minimo.... almeno penso...:rolleyes_old:. storie simili per le altre popolari? :confused_old:

Fulmine maremmano
05-02-2015, 19.37.51
https://www.altroconsumo.it/finanza/default.aspx?show=225533&src=5266184

A sorpresa, con un decreto legge, il governo scardina uno dei capisaldi delle banche popolari: il voto capitario. Cosa c’è dietro questa decisione? La ricerca di maggior efficienza o un “regalo” ai grandi investitori? (Analisi al 21/1/2015)
In base al decreto varato ieri dal governo, entro 18 mesi le principali banche popolari (quelle con un totale delle attività superiore a 8 miliardi – in tutto sono 10, tra cui Bpm, Ubi Banca e Banco Popolare) dovranno trasformarsi in società per azioni e rispettare, di conseguenza, il principio secondo cui a ogni azione corrisponde un voto (oggi, invece, in queste società il voto è capitario, cioè a ogni socio corrisponde un voto indipendentemente dalla quota di azioni posseduta).
Una notizia accolta con entusiasmo dai mercati, con rialzi tra l’8% e il 15% nel giorno in cui si è diffusa la notizia. Due i motivi del rialzo. Primo, i mercati hanno sempre considerato (molto spesso a ragione) le banche popolari meno efficienti rispetto alle “colleghe” strutturate come società per azioni: il peso dei piccoli azionisti, spesso anche dipendenti delle stesse banche, è visto come un freno ai tagli ai costi. Per questo, le banche popolari hanno in Borsa un prezzo “scontato” rispetto alle altre: il rapporto tra prezzo e patrimonio della società viaggia tra 0,4 e 0,6, mentre per titoli come Unicredit è di circa 0,9. Ora, con la trasformazione in società per azioni, non c’è (o non dovrebbe esserci) più motivo per applicare alle banche popolari questo “sconto”.
Secondo motivo del rialzo, è il fatto che la trasformazione in società per azioni facilita le aggregazioni e le fusioni: il mercato scommette su operazioni straordinarie in questo senso.
Tutto bene quindi? Niente affatto. Prima di tutto, c’è ancora da capire se la riforma andrà a buon fine: sono ormai 15 anni che si parla di riformare il sistema delle banche popolari, e finora non si è mai arrivati a un dunque. Temiamo che anche stavolta, tra conversione del decreto in legge e possibili rinvii, possano nascere degli intoppi. In un’ottica di lungo termine le azioni Bpm (0,69 euro), Banco Popolare (11,44 euro) e Ubi Banca (6,33 euro) restano quindi care e da vendere.
Secondo, perché ricorrere a uno strumento “d’urgenza” come il decreto per una riforma così importante? Il sospetto è che il vero scopo sia prima di tutto risolvere (a tue spese) il problema di banche problematiche come Mps e Carige, spingendo le banche popolari ad acquisirle.
Non è secondo noi un caso che Mps, nel giorno della notizia, abbia guadagnato il 4%. Invece di risanare queste banche con un intervento pubblico, rischi insomma di pagare tu: d’altronde, i problemi della stessa Mps (e dei suoi azionisti) erano cominciati con un’acquisizione mal indovinata, quella di Antonveneta.
E una volta pagato questo “dazio” accollandoti la zavorra delle banche in perdita, potrai finalmente goderti i frutti del tuo investimento in una società più efficiente? Macché: la trasformazione delle banche popolari in società per azioni apre la strada alla finanza estera (e in particolare britannica) che da tempo cerca nuovi spazi in Italia, ma che difficilmente può abbordare “prede” delle dimensioni di Intesa e Unicredit. Su questo fronte si aprono quindi le “grandi manovre”; peccato che, spesso, il piccolo investitore ne resti escluso. Anche in un’ottica speculativa, rischi di rimetterci. Stai alla larga.

tfly
05-02-2015, 21.09.21
https://www.altroconsumo.it/finanza/default.aspx?show=225533&src=5266184

A sorpresa, con un decreto legge, il governo scardina uno dei capisaldi delle banche popolari: il voto capitario. Cosa c’è dietro questa decisione? La ricerca di maggior efficienza o un “regalo” ai grandi investitori? (Analisi al 21/1/2015)
In base al decreto varato ieri dal governo, entro 18 mesi le principali banche popolari (quelle con un totale delle attività superiore a 8 miliardi – in tutto sono 10, tra cui Bpm, Ubi Banca e Banco Popolare) dovranno trasformarsi in società per azioni e rispettare, di conseguenza, il principio secondo cui a ogni azione corrisponde un voto (oggi, invece, in queste società il voto è capitario, cioè a ogni socio corrisponde un voto indipendentemente dalla quota di azioni posseduta).
Una notizia accolta con entusiasmo dai mercati, con rialzi tra l’8% e il 15% nel giorno in cui si è diffusa la notizia. Due i motivi del rialzo. Primo, i mercati hanno sempre considerato (molto spesso a ragione) le banche popolari meno efficienti rispetto alle “colleghe” strutturate come società per azioni: il peso dei piccoli azionisti, spesso anche dipendenti delle stesse banche, è visto come un freno ai tagli ai costi. Per questo, le banche popolari hanno in Borsa un prezzo “scontato” rispetto alle altre: il rapporto tra prezzo e patrimonio della società viaggia tra 0,4 e 0,6, mentre per titoli come Unicredit è di circa 0,9. Ora, con la trasformazione in società per azioni, non c’è (o non dovrebbe esserci) più motivo per applicare alle banche popolari questo “sconto”.
Secondo motivo del rialzo, è il fatto che la trasformazione in società per azioni facilita le aggregazioni e le fusioni: il mercato scommette su operazioni straordinarie in questo senso.
Tutto bene quindi? Niente affatto. Prima di tutto, c’è ancora da capire se la riforma andrà a buon fine: sono ormai 15 anni che si parla di riformare il sistema delle banche popolari, e finora non si è mai arrivati a un dunque. Temiamo che anche stavolta, tra conversione del decreto in legge e possibili rinvii, possano nascere degli intoppi. In un’ottica di lungo termine le azioni Bpm (0,69 euro), Banco Popolare (11,44 euro) e Ubi Banca (6,33 euro) restano quindi care e da vendere.
Secondo, perché ricorrere a uno strumento “d’urgenza” come il decreto per una riforma così importante? Il sospetto è che il vero scopo sia prima di tutto risolvere (a tue spese) il problema di banche problematiche come Mps e Carige, spingendo le banche popolari ad acquisirle.
Non è secondo noi un caso che Mps, nel giorno della notizia, abbia guadagnato il 4%. Invece di risanare queste banche con un intervento pubblico, rischi insomma di pagare tu: d’altronde, i problemi della stessa Mps (e dei suoi azionisti) erano cominciati con un’acquisizione mal indovinata, quella di Antonveneta.
E una volta pagato questo “dazio” accollandoti la zavorra delle banche in perdita, potrai finalmente goderti i frutti del tuo investimento in una società più efficiente? Macché: la trasformazione delle banche popolari in società per azioni apre la strada alla finanza estera (e in particolare britannica) che da tempo cerca nuovi spazi in Italia, ma che difficilmente può abbordare “prede” delle dimensioni di Intesa e Unicredit. Su questo fronte si aprono quindi le “grandi manovre”; peccato che, spesso, il piccolo investitore ne resti escluso. Anche in un’ottica speculativa, rischi di rimetterci. Stai alla larga.

Sarò stanco stasera ma lo trovo genericamente fumoso... Uno spunto di riflessione ma è un ragionamento buttato lì ... Mauro docet.... Speriamo l'autore entri più nel dettaglio con un altro articolo...

Fulmine maremmano
06-02-2015, 08.03.32
Sarò stanco stasera ma lo trovo genericamente fumoso... Uno spunto di riflessione ma è un ragionamento buttato lì ... Mauro docet.... Speriamo l'autore entri più nel dettaglio con un altro articolo...

Ai tempi sono stato abbonato al servizio di finanza di Altroconsumo ed ho sempre ritenuto che i loro consigli fossero diretti soprattutto al popolo dei cassettisti. Alcuni spunti possono essere effettivamente interessanti e degni di riflessione e approfondimento.

tfly
10-02-2015, 10.38.39
https://it.finance.yahoo.com/notizie/banche-nagel-popolari-no-fusioni-interesse-per-quote-102530020--finance.html :confused_old:

tfly
16-02-2015, 19.57.54
http://intermarketandmore.finanza.com/banche-italiane-con-183-miliardi-di-sofferenze-arriva-la-bad-bank-71214.html?_ga=1.225023642.1455868505.1423683324

tfly
18-02-2015, 15.27.49
https://it.finance.yahoo.com/notizie/banche-popolari-fermento-borsa-si-scommette-su-risiko-152124819.html

...peccato che la mia Ferrari l'abbiano bloccata ai box.... :heart-borken:


...dimenticavo, però ho ancora una Mc Laren....

Fulmine maremmano
18-02-2015, 15.41.23
https://it.finance.yahoo.com/notizie/banche-popolari-fermento-borsa-si-scommette-su-risiko-152124819.html

...peccato che la mia Ferrari l'abbiano bloccata ai box.... :heart-borken:


...dimenticavo, però ho ancora una Mc Laren....

Perchè non cambi nickname in....TFLINK ?:biggrin_old:

tfly
18-02-2015, 15.42.41
Perchè non cambi nickname in....TFLINK ?:biggrin_old:

...sei proprio una saetta :biggrin_old:

tfly
27-02-2015, 08.14.11
...la riforma delle banche popolari non basta se non si crea la bad bank....
:rolleyes_old:
https://it.finance.yahoo.com/notizie/bad-bank--cos-è-e-perché-serve-170831989.html

tfly
03-03-2015, 09.56.57
...discussione sempre più ampia... :rolleyes_old:

http://www.formiche.net/2015/03/02/bpm-ubi-bper-banco-popolare/



http://www.soldionline.it/notizie/azioni-italia/sulle-popolari-si-chiude-venerdi

tfly
12-03-2015, 10.34.40
..avanti dritto.... :rolleyes_old:

https://it.finance.yahoo.com/notizie/ok-camera-decreto-banche-con-290-sì-passa-102131299.html

mauro342
12-03-2015, 12.17.34
LONG SICURO sono piene di BTP a 142....comperi oggi a 142 e prenderai 100 fra 10 anni

tfly
16-03-2015, 06.46.32
...niente bad bank???? :confused_old:

http://www.soldionline.it/notizie/economia-politica/bad-bank-di-stato-in-archivio

Gionny
16-03-2015, 10.01.47
non i fermano piuùùùùù:biggrin_old:
anche andarle a prenderle su rintracciamento viene difficile:biggrin_old:

mauro342
20-03-2015, 07.20.34
BANCA CARIGE
come ti svaligio una banca legalmente con le leggi italiane e vivere tranquillo con il malloppo dopo aver pagato qualche tangentina

tfly
25-03-2015, 09.02.59
...giusto per chiudere un argomento:

:rolleyes_old:
Il Senato vota la fiducia sul decreto Popolari: la riforma ora è legge (La Repubblica)Nella giornata di ieri il governo ha chiesto e ottenuto al Senato la fiducia sul cosiddetto decreto popolari. Un decreto che, ricorda La Repubblica, contiene anche altre misure sulla portabilità dei conti correnti ...

Leggi tutto: http://www.soldionline.it/notizie/economia-politica/notizie-economiche-25-marzo-2015?cp=1

tfly
26-03-2015, 11.02.54
...avanti tutta... nonostante la scorrettezza.... :rolleyes_old:


https://it.finance.yahoo.com/notizie/bce-approva-riforma-popolari-italia-ma-boccia-tempi-105419736.html

tfly
27-03-2015, 11.01.24
...pronti partenza via.... alle fusioni e incorporazioni...:cool_old:


http://www.soldionline.it/notizie/azioni-italia/secondo-draghi-in-italia-ci-sono-troppe-banche

tfly
08-09-2015, 06.48.03
...decolla la Bad bank?... quindi si parte per il risiko popolari?!


http://www.soldionline.it/notizie/azioni-italia/svolta-sulla-bad-bank-domani-e-giovedi-vertici-decisivi


:cool_old:

tfly
08-09-2015, 14.55.12
...intanto la discussione parte...
:rolleyes_old:

http://www.soldionline.it/notizie/azioni-italia/bancari-da-monitorare-tra-risiko-e-bad-bank


...nell'articolo si son dimenticati di etruria....va a finire che la piazzano al monte paschi (anche se non è una popolare).... però la vedo meglio con la popolare di vicenza...per via della clientela nelle attività di lavorazione dell'oro :rolleyes_old:

stiamo a vedere.... :confused_old:

tfly
11-11-2015, 06.40.37
...bad bank, ci siamo? :confused_old:


http://www.soldionline.it/notizie/economia-politica/per-l-italia-bad-bank-alla-coreana

mauro342
11-11-2015, 08.27.54
ci siamo ci siamo...alcune volano di oltre 4%...se si liberano della zavorra si vola

tfly
11-11-2015, 14.03.11
.. i soliti italiani.... :rolleyes_old:


..

Banche,Commissione Ue attende da mesi proposta italiana su Bad Bank
Da Loc | Askanews – 11 minuti fa..

Banche,Commissione Ue attende da mesi proposta italiana su Bad BankBruxelles, 11 nov. (askanews) - La Commissione europea aspetta da mesi che il governo italiano le notifichi il testo delle misure annunciate per liberare le banche dai crediti deteriorati tramite la creazione di una "Bad Bank".

A quanto si apprende a Bruxelles, da lungo tempo l'Esecutivo Ue non ha più avuto notizie da Roma su queste misure. Dopo aver chiarito che la "Bad Bank" non dovrà fare ricorso ad aiuti di Stato, o potrà farlo solo se si tratta di particolari tipi di aiuto ammessi dall'Ue, la Commissione continua ad aspettare che le giunga la proposta tecnica del governo.

mauro342
12-11-2015, 07.50.25
ci siamo ci siamo...alcune volano di oltre 4%...se si liberano della zavorra si vola

okkio a uni che ritorna a volare sopra i 6
okkio a intesa---si va a 3,30
okkio a telecom si va a1.30
okkio a popolare
okkio a spmib che andiamo a 22800 oggi e sopra i 23000 x venerdi

mauro342
12-11-2015, 08.35.32
okkio a unicredito
che volaaaaaaaaaaaaaaaaaaa sopra 6
io accumulo e ringrazio a questi prezzi

asvin
03-12-2015, 10.34.50
continuano le fregature ai risparmiatori a ritmi che non ricordo nel passato recente.
In seguito alla questione della conversione delle Popolari in spa, Veneto Banca fissa le nuove azioni a 7,3 Euro. Isoci, molti dei quali ci hanno messo sopra parte (o tutti?) dei risparmi di una vita, perdono l'81%

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/economia/2015/3-dicembre-2015/veneto-banca-azioni-valgono-73-euro-pagate-soci-non-d-accordo-la-spa-2302275303646.shtml

tfly
05-01-2016, 13.41.41
...per non dimenticarci delle popolari per chi ha voglia di leggere....:rolleyes_old:

https://it.finance.yahoo.com/notizie/risiko-popolari-salirà-sullaltare-prima-131300940.html