PDA

Visualizza versione completa : Riduzione della Tassazione sui Gains - Parte II



CityTrader
12-03-2006, 18.28.56
Ciao a tutti da Londra!

Vorrei cominciare con il ringraziare "StrongSELL" e "alanise" per aver chiarito i miei dubbi sulla mia precedente discussione "Riduzione della Tassazione sui Gains con una Società".

Mi piacerebbe continuare la discussione con le seguenti domande:

1) Mi sembra di capire che non c'è nessun vantaggio nel costituire una società per ridurre la tassazione delle plusvalenze derivanti da redditi finanziari ed in particolare, nel mio caso, da operazioni di compravendita di azioni su i vari mercati mondiali (in particolare UK Index FT-SE 350). Al contrario si rischia di pagare l'aliquota del 27% invece che quella del 12,50% sulle plusvalenze.

Giusta interpretazione?

Avrei comunque dei dubbi sulla questione e mi sembra che potrebbe ancora essere una soluzione. Due opzioni da chiarire:

Opzione A

Io continuo a fare operazioni di compravendita di azioni per conto proprio cioè utilizzando capitale proprio o al limite di familiari.

Sarebbe vantaggioso costituire una società per detrarre i costi operativi della stessa? Ad esempio, acquisti di PC, software ecc.

La società ovviamente non avrebbe nessun cliente comunque, sarebbe possibile registrare la società per richiedere il rimborso IVA su i vari acquisti?

Quali acquisti potrebbero essere detratti e beneficiare del rimborso IVA? Quale aliquota si applicherebbe alle plusvalenze, il 12,50% o quella del 27%?

Opzione B

Io vorrei fare operazioni di compravendita di azioni non solo per conto proprio ma anche per terzi (clienti). Come si dovrebbe procedere in questo caso?

Ho bisogno di particolari registrazioni o qualifiche? A quale aliquota sarebbe soggetta questa società?

2) Lasciando perdere la società, e tenendo in conto il fatto che io sono residente a Londra e quindi soggetto ad una aliquota del 40% sulle mie plusvalenze (al disopra della franchigia di £ 8,500 per l'anno fiscale 6 Aprile 2005 - 5 Aprile 2006), mi è stato consigliato un conto comune (joint account) con un familiare in Italia o ancora meglio operare con due conti individuali e trasferire le azioni tra i due conti al fine di utilizzare la franchigia Inglese e pagare, in Italia il 12,50% sul resto delle plusvalenze.

È questo tipo di operazione consentito e legale in Italia? Il mio dubbio è sul trasferimento di azioni tra i due conti (quello intestato a me e quello intestato ad un familiare residente in Italia su cui io avrei una procura a gestire [completamente legale] tutte le operazioni di compravendita di azioni).

In Italia, è consentito regalare/donare dei soldi/azioni ad amici o parenti? Questi regali/donazioni sono soggetti ad alcuna tassazione e devono essere dichiarati alle autorità?

3) Il punto 2) mi crea un altro dubbio sulla possibile tassazione del capitale investito in azioni. Che cosa succede in caso di morte? Come viene tassata l'eredità?

Mi sembra di capire che essendo cittadino Italiano io ho diritto a rimanere domiciliato in Italia anche se residente a Londra. Questo significa che in caso di morte i miei beni (case, terreni, capitali investiti in azioni ecc.) sarebbero tassati in Italia. Giusto? Quali sono le aliquote da considerare? È possibile ridurre questa tassazione donando parte dei beni in vita?

Cosa succederebbe se io donassi un bene a mio padre e poi lui morisse prima di me? Il bene ritornerebbe "indietro" anche se credo ridotto a seconda degli eredi nominati da mio padre. Giusto? Bel casino?!?! :(

4) A questo punto penso di procedere con l'opzione discussa al punto 2) cioè operare con due conti individuali entrambi aperti con una SIM Inglese anche se ho dei familiari in Svizzera (Cantone di Zurigo) e mi chiedo se converrebbe aprire i due conti con il familiare residente in Svizzera anziché che con quello residente in Italia.

Infatti, mi sembra di capire che le plusvalenze delle persone fisiche derivanti dalla cessione di azioni non sono soggette a nessuna imposta federale o cantonale. È giusto o troppo bello per essere vero?

5) L'apertura di un conto di trading on line è vincolata, per legge, al riconoscimento del cliente da parte della Banca/SIM. Ovvero la Banca/SIM ha l'obbligo di assicurarsi che il cliente sia effettivamente colui che dichiara di essere. A tal proposito, se procedessi con l'opzione discussa al punto 2) la SIM Inglese ha chiesto la compilazione di un certificato di riconoscimento del cliente (il mio familiare). Sapete suggerire dove potrei completare il certificato in conformità con la Financial Action Task Force On Money Laundering (FATF)? Il mio familiare si è recato in banca ma non è riuscito a farsi completare il certificato. Chi potrebbe farlo? Forse, le Poste Italiane? Il certificato non mi sembra possa essere completato dal Comune ma debba essere completato da un Istituto abilitato a svolgere operazioni finanziarie.

6) Per concludere, mi chiedevo se i dividendi sono soggetti alla stessa aliquota delle plusvalenze. Qui in Inghilterra, i dividendi sono normalmente pagati dalle Società quotate in Borsa al netto di una trattenuta del 10% che potrebbe diventare, all'atto della dichiarazione dei redditi, del 32,50% a seconda del reddito. Cosa succede in Italia?

Cosa dovrebbe pagare in Italia il mio familiare sui dividendi ricevuti da Società Inglesi al netto della trattenuta del 10%?

Grazie a tutti coloro che saranno in grado di chiarire alcuni dei mie dubbi.

CityTrader :)

StrongSELL
12-03-2006, 22.06.37
WE.... se qualcuno riesce a rispondere a tutti i punti del tuo quesito, come minimo bisogna conferirgli una Laurea.....
intanto ti dico qualcosa che so, ma è bene sempre approfondire....

1) hai ragione sulle aliquote, l'eventuale esenzione dal pagamento dell'imposta sulla plusvalenza deve rispettare una serie di condizioni stabilite dall'art.87 TUIR che tratta della "partecipation exemption". Tra queste condizioni, il possesso ininterrotto delle azioni che la società vende da almeno il primo giorno del dodicesimo mese antecedente la cessione e l'iscrizione in bilancio di tali azioni tra le "Immobilizzazioni Finanziarie"......

OPZIONE A
Al di là del fatto che mantenere una società (magari a responsabilità limitata) ha un costo rilevante.... sappi che per registrarla tra le altre cose devi dichiarare un oggetto sociale. Inoltre la società è soggetto distinto da te, per cui volendo gestire i tuoi soldi mediante la società che vai a costituire, è necessario che tale società vada iscritta nell'albo degli intermediari finanziari, per fare ciò è necessario che vi lavorino persone iscritte all'albo dei promotori finanziari.... altrimenti dovresti conferire i tuoi soldi nel capitale sociale e operare in nome e per conto della società.
Attento che, stando alla legge, se non sei iscritto all'albo nè tu nè la società potete gestire i soldi dei tuoi familiari... anche se è cosa nota che aumma aumma tutto si possa fare....
Altra considerazione, se la tua società non fa altra attività, quindi non fattura, non vedo in quale modo si possa recuperare l'IVA.... infatti qui in Italia lo Stato se sei a credito di IVA mica te la rimborsa.... ti lascia il credito e poi sta a te con la tua fatturazione compensare con l'IVA a debito (che raccogli da coloro che ti pagano per un servizio o un prodotto da te acquistato).

OPZIONE B
Sicuramente devi essere registrato (necessiti di superare un esame) all'albo dei promotori finanziari. Per quanto riguarda la tassazione non so come funzioni di preciso, tuttavia per certo dovrai pagare le imposte sulle fatture dei tuoi servigi.... ma qui non so cosa dirti.... soprattutto perchè se investi i soldi degli altri bisogna vedere se lo fai tu materialmente mettendo i loro soldi sul tuo conto, oppure semplicemente facendo loro firmare un mandato, nel qual caso agisci in nome e per conto loro e vieni ricompensato con una percentuale (che va in dichiarazione dei redditi).

StrongSELL
12-03-2006, 22.14.12
Con riferimento al punto 2
non so come sia disciplinata la materia in campo internazionale, tuttavia ci saranno sicuramente degli accordi tra i 2 Stati.
Posso solo dirti però che qui in Italia puoi trasferire tranquillamente i tuoi titoli mantenendo eventuali minusvalenze maturate solo tra due conti aventi lo stesso intestatario (non è ammesso trasferire le azioni dal conto di Mario Rossi al conto cointestato di Mario Rossi e Carlo Bianchi, almeno al fine del riconoscimento del credito di imposta su eventuali minusvalenze maturate).

StrongSELL
12-03-2006, 22.31.00
Con riferimento al punto 3
(come si dice da me "grattam li patane".... ;) )
Berlusconi ha abrogato la tassa di successione, quindi no problem....
Tuttavia per i beni immobili rimangono da pagare le imposte ipotecarie e catastali (ammontano al 4% del valore catastale dei beni rivalutato per certi coefficienti, ma rimane sempre un imponibile inferiore al valore venale).... poi ci sono le volture, insomma tante piccole formalità burocratiche.... da svolgere entro 1 anno dal decesso del de cuius....
Il discorso delle donazioni è particolare.... sempre Berlusconi ha fatto sì che qualora la donazione avvenga tra genitori e figli (o viceversa) si ha una sorta di "successione anticipata", cioè il passaggio di proprietà comporta il pagamento delle sole imposte catastali e ipotecarie (4%). E' una pratica particolarmente diffusa in questo periodo perchè molta gente, preoccupata dal fatto che se vincesse la Sinistra potrebbe immediatamente ripristinare la tassa di successione, corre dai notai a intestare la roba ai figli.
Se tu donassi a tuo padre un bene, qualora egli dovesse venire a mancare prima di te ovviamente il bene entrerebbe nell'asse ereditario, se hai fratelli non ti conviene di certo, perchè esistendo la cosiddetta "legittima" tuo padre non potrebbe avere spazi di manovra per tutelarti con un testamento. Ovvero quello che gli doni andrà diviso tra tutti, a meno che l'eredità sia così ampia che restituendoti ciò che gli avevi donato e la tua quota del resto del patrimonio, non venga ad intaccarsi la legittima di tua madre e dei tuoi fratelli

StrongSELL
12-03-2006, 22.40.27
Punto 4
Mi sembra troppo bello....
Punto 5
Non so proprio, cerca su internet
Punto 6
12,50% per persone fisiche

StrongSELL
12-03-2006, 22.43.34
Ritorno un attimo sul punto 1....
vedi che quello che ti ho detto vale per investimenti rilevanti, immobilizzazioni finanziarie, quindi partecipazioni quialificate, di una certa rilevanza... non credo ci azzecchi molto col tuo caso.... poi magari sei De' Paperoni... :D ;)

alanise
13-03-2006, 10.13.24
ciao Citytrader,

No ho idea di quanta iva avresti a credito ma credo che non valga la pena mettere su una società.

Se poi devi operare anche con soldi di terzi ... diventeresti un promotore finanziario?

2) Il costo del trasferimento del dossier titoli dipende dalla tua banca.

3) non esiste + la tassa di successione. Se il bene entra nel patrimonio di tuo padre, sarà soggetto alla divisione ereditaria. Le quote dipendono dal n. di figli (bisogna considerare anche la moglie). Esiste una "quota disponibile" che tuo padre potrebbe decidere di donare in un testamento.

.... continua

ciao

redhawk
13-03-2006, 12.05.23
ciao Citytrader,

3) non esiste + la tassa di successione. Se il bene entra nel patrimonio di tuo padre, sarà soggetto alla divisione ereditaria. Le quote dipendono dal n. di figli (bisogna considerare anche la moglie). Esiste una "quota disponibile" che tuo padre potrebbe decidere di donare in un testamento.

.... continua

ciao

Per ora non esiste più...se dovesse andare al governo il centro-sinistra la ripristinerebbe per i patrimoni oltre un certo valore (ne hanno già parlato), che ancora non si sa di preciso (forse 400000-500000 euro), cosi come la franchigia sul capital gain sotto al quale non ci sarà l'aumento al 20% circa. Ciao