Discussione: Tolleranza zero!!!

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    Tolleranza zero!!! 
    #1
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    Torino, tutto lo spaccio minuto per minuto
    Operazione della Gdf: dieci nordafricani in manette, sette sono minorenni

    Li hanno videoregistrati e tenuti d’occhio per mesi, ricostruendo nel dettaglio la loro giornata e i vari ruoli, quello del leader, i cassieri, le sentinelle, le vedette, i custodi e gli spacciatori. Dieci le ordinanze di custodia cautelare, di cui sette a carico di minorenni con un’età media di 16 anni, eseguite al termine di una lunga e complessa indagine dei baschi verdi della Guardia di finanza di Torino, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura subalpina e dalla Procura per i minori, sul fenomeno sempre crescente dei baby pusher nella zona dei Murazzi del Po. Un’indagine iniziata nel mese di novembre e che aveva già portato a 17 arresti in flagranza, nove denunce, 113 segnalazioni alla Prefettura di assuntori di stupefacenti e al sequestro di quasi 650 grammi di hashish. L’operazione aveva l’obiettivo di disarticolare l’organizzazione criminale dedita allo spaccio di droga sfruttando minorenni che provengono dai paesi poveri, in particolare dalle zone più degradate del Marocco. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori la giornata tipo dei baby spacciatori iniziava verso mezzogiorno. Dopo essersi riforniti della droga nella zona di Porta Palazzo i giovanissimi pusher, in autobus, a piedi o addirittura in taxi, arrivavano sul “posto di lavoro”, effettuavano un sopralluogo per scoprire se la zona fosse pattugliata, poi nascondevano lo stupefacente in locali abbandonati o in mezzo alle aiuole mettendosi ad aspettare i numerosi clienti, almeno 300 al giorno. Una dose veniva venduta a 10 euro e ognuno dei baby pusher arrivava fino a 40-50 cessioni al giorno con un guadagno fra i 50 e i 100 euro, mentre il resto veniva tenuto da quello che aveva il ruolo di cassiere e consegnato poi agli sfruttatori.
    Un’attività quasi frenetica, con un’impressionante frequenza delle vendite. Le registrazioni fatte con le telecamere di sorveglianza lo testimoniano: in una sola giornata, ad esempio, uno degli arrestati è stato filmato mentre era impegnato nella vendita di 8 dosi, in appena mezz’ora. Delle sette ordinanze a carico dei minorenni, quattro sono state notificate a giovani già in carcere o in comunità. Un fenomeno, quello dello sfruttamento dei giovani stranieri, in alcuni casi bambini di appena 10 o 11 anni, non nuovo nel capoluogo piemontese dove spesso i ragazzini, che vivono in tuguri a volte abbandonati, utilizzano le fognature per sfuggire ai controlli.
    Ultima modifica di ciut : 24-05-2007 alle ore 00.34.28
    Il solo modo per non pensare ai soldi è averne tanti
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    magistrato komunista!!! 
    #2
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    Uccise rom che non si fermò all’alt Carabiniere condannato a tre anni
    Roma - Tre anni di reclusione e circa 200mila euro di risarcimento alla famiglia della vittima, È stata questa la condanna inflitta al vicebrigadiere dei carabinieri Domenico Serafino, che il 2 febbraio del 2002 uccise, vicino al campo nomadi di via Salone a Roma, con un colpo di pistola un nomade di 16 anni, Fabio Halilovic, il quale, con altre quattro persone era a bordo di un’automobile rubata che non si fermò all’alt in un posto di blocco.
    Secondo quanto emerso durante il processo al momento dello sparo Halilovic era seduto nella parte posteriore dell’auto venne ferito da un colpo di pistola sparato dal carabiniere, colpo che perforò la targa posteriore dell’auto raggiungendo il ragazzo.
    La sentenza è stata pronunciata dal giudice monocratico Maria Rosaria Brunetti, che ha accolto la richiesta del pubblico ministero Roberto Saffa e anche le tesi degli avvocati Bruno Andreozzi e Alessandro Cassiani, che si erano costituiti parte civile per conto di cinque familiari della vittima. La pena stabilita dal giudice che, grazie all’indulto, non spedirà il carabiniere in carcere, ha deciso inoltre l’interdizione per cinque anni Serafino dai pubblici uffici e lo ha condannato a risarcire i danni ai genitori e ai tre fratelli di Halilovic in separata sede, fissando comunque una provvisionale complessiva di 195 mila euro.
    Ad assistere l’imputato è stato l’avvocato Pier Francesco Bruno, il quale ha sostenuto che il colpo parti accidentalmente e che non si poteva parlare nè di omicidio colposo e tantomeno di omicidio volontario, come in un primo momento avevano sostenuto gli avvocati di parte civile. Secondo il difensore, il colpo partì accidentalmente perchè durante l’inseguimento Serafino era caduto a terra.
    Nella vicenda era stata implicata anche con l’accusa di ricettazione dell’automobile rubata la madre del nomade ucciso, Sefica Ahmetovic. Rinviata a giudizio due anni fa la donna ha patteggiato una condanna a sei mesi di reclusione e una multa di 120 euro.
    Il solo modo per non pensare ai soldi è averne tanti
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    arghhhhhhhhhh 
    #3
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    «Stupratori della tabaccaia, ore contate per gli altri due»

    di Michele Perla - mercoledì 23 maggio 2007, 07:00

    Non si erano accontentati di mettere a segno la rapina che aveva fruttato loro un bottino complessivo, fra soldi, sigarette e oggetti preziosi prelevati in cassa, di circa 50mila euro. Visto che le vittime erano due donne, hanno approfittato della titolare dell'esercizio pubblico, una signora di 45 anni, violentandola in due sotto gli occhi della madre settantenne. Dopo serrate e complesse indagini i carabinieri della compagnia di Legnano hanno arrestato quattro dei sei componenti il commando, responsabile del raid violento avvenuto il 6 marzo scorso, nel bar «Lino» di Magnago. «Anche gli altri due hanno però le ore contate – ha spiegato il capitano Leonardo Acquaro che con i colleghi di Monza ha condotto l’attività investigativa -. Quelli finiti in manette, così come gli altri, fanno parte di una banda di romeni (una trentina di persone circa) specializzata in furti a danno di bar e tabaccherie». E se all'appello manca uno dei violentatori, l'altro, Gheorghe Dumbrava di 21 anni, è già finito in cella.
    Quella sera, poco dopo le 22.30 passando da una porta di servizio che si affaccia in cortile, fecero irruzione in sei, fra cui un minorenne, nel bar ricevitoria. Nel locale chiuso al pubblico, c'era soltanto la pensionata che stava effettuando le pulizie. Dopo averla aggredita, picchiata e imbavagliata con del nastro adesivo, i romeni iniziarono a vuotare la cassa e le slot machine. Ma le grida dell'anziana vennero avvertite dalla figlia che abita sopra al bar, e che attraverso il circuito di telecamere interne si rese conto di quanto stava succedendo nel bar. Scese subito di sotto per cercare aiutare la madre, ma i malviventi che, tutti accusati di rapina e violenza sessuale di gruppo, vollero punire l'imprevista irruzione con lo stupro, prima di finire la razzia nell'alloggio di famiglia e fuggire con l'auto della vittima. La donna violentata finì in ospedale. I militari si attivarono subito alla ricerca dei malviventi, partendo dall'identikit di due di loro che, prima della rapina e per effettuare l'ultimo sopralluogo, si erano trattenuti al bar consumando una birra. «Dai filmati abbiamo potuto ricavare ben poco – hanno aggiunto gli investigatori -, la vera svolta all'indagine è arrivata dai riscontri delle impronte digitali rilevate nel locale, insieme ai reperti biologici. I Ris di Parma hanno sono potuti risalire al dna di alcuni dei componenti della banda. Un paio dei quali, Gheorghe Dumbrava, uno dei violentatori, e Ion Stoinovinc di 30 anni, alcuni giorni dopo erano stati arrestati a Verbania per un furto». Stessa sorte per gli altri due romeni, catturati in un appartamento di Sesto San Giovanni dove tenevano la refurtiva di altre rapine.
    Il solo modo per non pensare ai soldi è averne tanti
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    #4
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    Ne leggevo una incredibile l'altra mattina...a Roma un ragazzo aveva rubato un Rolex ad un turista americano e nella fuga le persone che si trovavano sul luogo hanno difeso il ladro e spintonato la polizia ostacolandone la cattura.Alla fine il ladro è stato preso per fortuna...roba da pazzi.
    Invece di aiutare le forze dell'ordine e la giustizia si rema contro...dov'è la logica?
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    25/05/2007 08:53
    Sorprende moglie con ospite e la uccide

    Un uomo ha scoperto la moglie in intimità con un loro ospite in casa e l'ha uccisa a botte. E' accaduto a Cassina de' Pecchi, a pochi chilometri da Milano. L'uxoricida, un boliviano di 24 anni, ha sorpreso la moglie a letto con un ecuadoriano loro ospite. Ha perso il controllo e ha cominciato a picchiarla fino a ucciderla. Poi, ha chiamato i carabinieri. L'altro uomo è riuscito a fuggire.

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    #6
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    #7
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    sono daccordo con il titolo del post....tolleranza zero...
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    #8
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    Citazione Orginalmente inviato da SAP
    sono daccordo con il titolo del post....tolleranza zero...
    ...concordo, ci vuole un repulisti generale.
    ...se sei straniero e non rispetti le regole...camel e careta e te turnet a ca!
    "I translate creativity into reality"
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    #9
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    Citazione Orginalmente inviato da EtcTrad
    Ne leggevo una incredibile l'altra mattina...a Roma un ragazzo aveva rubato un Rolex ad un turista americano e nella fuga le persone che si trovavano sul luogo hanno difeso il ladro e spintonato la polizia ostacolandone la cattura.Alla fine il ladro è stato preso per fortuna...roba da pazzi.
    Invece di aiutare le forze dell'ordine e la giustizia si rema contro...dov'è la logica?
    era napoli.....
    ero io....
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    #10
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    Eh bravo tonimanero meriti le manette anche tu!
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