WASHINGTON - Sono accusati di diverse violenze e omicidi, l'"incidente" più grave è la strage del 16 settembre a Bagdad, che è costata la vita a 17 persone, tra le quali un bambino di nove anni, ma le guardie di sicurezza della Blackwater non dovranno risponderne: gli investigatori del Dipartimento di Stato americano hanno offerto loro l'immunità proprio in merito all'inchiesta sulla morte dei 17 iracheni. La notizia è pubblicata dal New York Times che sottolinea - citando funzionari governativi - come di fatto si frenino così tutti gli sforzi per perseguire gli uomini coinvolti nell'episodio.

Secondo il quotidiano Usa, gli agenti del braccio investigativo dell'agenzia, il Bureau Diplomatic Security, non hanno il potere di concedere l'immunità, mentre i procuratori del dipartimento della Giustizia che, invece, questo potere lo hanno non hanno ricevuto alcuna informazione sul dispositivo. Una fonte ufficiale del dipartimento di Giustizia ha commentato: "Se c'è una qualche verità in questa storia, la decisione è stata assunta senza consultare alcun responsabile di Washington".

Fonti confidenziali, sotto anonimato, riferiscono che comunque alla maggior parte delle guardie della Blackwater, implicate nel tragico episodio del 16 settembre, è stata offerta una immunità limitata alle conseguenze degli interrogatori. E cioè è stato promesso che non sarebbero stati perseguiti per quel avrebbero detto durante i colloqui se avessero affermato la verità.

La questione dell'immunità ha rappresentato una sgradita sorpresa per il Dipartimento della Giustizia che stava già valutando le possibilità offerte dalla legge di intraprendere azione penali su civili americani in Iraq. I dipendenti della Blackwater e altri contractor non possono essere, naturalmente, giudicati da tribunali militari e non è ancora chiaro - scrive il New York Times - come le leggi penali americane possano coprire reati commessi in territorio iracheno.

D'altra parte gli americani non possono essere giudicati dalla legge irachena anche in base a un accordo siglato dall'autorità d'occupazione degli Usa nel 2003 e che non è stato abrogato dal Parlamento iracheno.

(30 ottobre 2007)

della serie... si permettono di fare quel c...o che vogliono