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    Italia paese piu' rischioso 
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    12:49:21 EUROZONA: RISCHIO ITALIA AL TOP DAL 1999. SPREAD BUND/BTP OLTRE 50 PUNTI

    (ASCA) - Roma, 4 mar - Testa a testa tra Italia e Grecia per la palma di paese piu' rischioso dell'Eurozona. E' questo il verdetto dei mercati dei titoli di stato. Questa mattina, lo spread di rendimento tra il Bund decennale (3,85%) e il Btp decennale ha toccato 50,6 punti base, il top dall'introduzione dell'euro sui mercati finanziari (1 gennaio 1999). Nell' Eurozona, solo la Grecia, con 50,8 punti base, ha un profilo di rischio piu' alto. L'aumento del differenziale con la Germania si e' manifestato dallo scoppio della bolla dei mutui subprime. Prima di luglio, lo spread Btp-Bund era di solo 19 punti base. Nei fatti, gli investitori, a fronte di maggiore incertezza, sviluppano le strategie ''fly to quality''. Cioe', abbandonano i titoli di stato ''periferici'', cioe' quelli con rating minore (tipo Italia e Grecia) per puntare a quelli di paesi con merito di credito massimo (AAA). Tra i big dell'Eurozona, si tratta di Germania, Francia e Spagna. Poi, tra questi paesi, c'e' una maggiore preferenza per la Germania: maggiore economia dell'Eurozona e bilancio pubblico in surplus. Lo spread tra Germania e Francia e' di 16 punti, quello con la Spagna di 21 punti. In soldoni, sulle emissioni di titoli di stato decennali, l'Italia e' costretta a pagare lo 0,50% in piu' della Germania. Anche la Slovenia, new entry dell'area Euro, e' considerata meno rischiosa del Bel Paese e viaggia con un spread sulla Germania pari a 47 punti. L'Italia ha un rating analogo a quello del Portogallo ma Lisbona, avendo un migliore rapporto debito/pil, paga solo 36 punti base di piu' della Germania. ''Lo spread Bund-Btp e' coerente con il rating e il profilo di rischio dell'Italia. Sui mercati gli operatori stanno riprezzando il rischio, si tratta di un processo che continua e di cui, come osservato dalla Bce e dalla Banca di Inghilterra, non e' ancora terminato. E quando sale l'avversione al rischio pagano i paese con maggiore debito pubblico'', spiega Marco Rocchi, analista della Cassa di Risparmio di Firenze.
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    #2
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    13:26:57 EUROZONA: RISCHIO ITALIA A NUOVI PICCHI. SPREAD CON GERMANIA SALE A 54,3

    (ASCA) - Roma, 5 mar - Il rischio Italia sale a nuovi massimi. Il Bpt decennale italiano offre un rendimento del 4,392, il Bund decennale tedesco viaggia a 3,849. Cosi' lo spread Btp-Bund e' salito a 54,3 punti, il top dall'introduzione dell'euro sui mercati finanziari (1 gennaio 1999). Gia' ieri sera, lo spread con la Germania aveva toccato quota 54,1 portando l'Italia al top delle classifica dei paesi piu' rischiosi dell'Eurozona. Superata anche la Grecia, i cui titoli di stato decennali registravano, sempre ieri sera, uno spread con il Bund tedesco di 52,4 punti. Anche oggi posizioni immutate, lo spread tra i titoli di stato greci e quelli tedeschi e' infatti a quota 53,3 punti. Gli investitori, a fronte di maggiore incertezza, sviluppano le strategie ''fly to quality''. Cioe', abbandonano i titoli di stato con rating minore (tipo Italia e Grecia) per puntare a quelli di paesi con merito di credito massimo (AAA), quali Germania, Francia e Spagna. Poi, tra i paesi con rating massimo, c'e' una spiccata preferenza per la Germania, che rappresenta anche la maggiore economia dell'Eurozona. Al momento, per finanziare il debito pubblico con emissioni di titoli di stato decennali, l'Italia dovra' pagare lo 0,542% in piu' della Germania.
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    Tensione sui titoli di Stato. Bund, divario ai massimi
    di Morya Longo

    5 MARZO 2008


    Quello che non hanno fatto gli attentati dell'11 settembre o le crisi di Governo degli ultimi anni, l'hanno causato i mutui subprime e i grandi hedge fund internazionali. I titoli di Stato italiani sono stati infatti bastonati dagli investitori in questi giorni, come non era mai accaduto da quando esiste la moneta unica europea. Ed è anche per questo che il ministero dell'Economia ha deciso in serata di intervenire organizzando un'operazione di concambio, per dare un sostegno indiretto ai titoli italiani e agli investitori. I CcT hanno infatti perso 40 centesimi in pochi giorni. E i BTp – pur guadagnando terreno in termini assoluti – sono stati penalizzati rispetto ai titoli di Stato tedeschi: il differenziale tra i rendimenti di Italiae Germania ha così raggiunto il record dal 1999 a 52 punti base. Questo significa che, per attirare gli investitori, i BTp italiani sono costretti a offrire un rendimento dello 0,52% superiore ai Bund tedeschi. Tradotto in soldoni: se il differenziale rimanesse così per l'intero 2008, quest'anno l'Italia pagherebbe quasi un miliardo di euro in più di interessi sulle nuove emissioni di titoli di Stato rispetto alla Germania. Un regalino dai mercati internazionali al nostro super-debito pubblico.
    Che si tratti di un vero terremoto è l'opinione di tutti gli operatori. È infatti raro vedere i CcT, titoli solitamente immobili, perdere 40 centesimi in pochi giorni. Ed è ancora più raro vedere il differenziale tra i BTp decennali e i Bund tedeschi passare, in soli due mesi, da 23 punti base a 52. Questo differenziale ( chiamato spread) è molto osservato dagli operatori sui mercati internazionali perché funziona un po' come il termome-tro della febbre: più sale e più indica tensione. E, in questi giorni, l'Italia ha una febbre da cavallo. Per vedere uno spread ancora più elevato bisogna infatti tornare ai tempi della lira (arrivò a 769 punti base durante Tangentopoli). Ma si tratta di un'altra era geologica per i mercati europei.
    Quello che più spaventa gli investitori è che nessuno riesce veramente a capire i motivi della debàcle. Perché non riguarda solo i BTp italiani, ma i titoli di Stato di tutti i Paesi cosiddetti "periferici" d'Europa,come Grecia e Portogallo. E riguarda anche Paesi più centrali, come la Francia. Le ragioni, dunque, non vanno cercate in Italia, ma nella congiuntura internazionale e nel comportamento dei grandi investitori. Fino a qui sono tutti d'accordo. Ma nessuno sa individuare i motivi reali.
    Le ipotesi sono tante. Qualcuno punta il dito contro la scarsa liquidità sui mercati obbligazionari. Qualcun'altro sull'incertezza, che spinge gli investitori a puntare sui Paesi centrali come la Germania e a snobbare quelli periferici come l'Italia. Qualcuno accusa invece gli hedge fund, rei già in passato (durante il crack nel 1998 del fondo speculativo Ltcm) di avere venduto a piene mani CcT mentre "smontavano" il cosiddetto carry trade. Con questo termine si indica una tecnica d'investimento tipica dei fondi più aggressivi: prima si indebitano in Giappone (dove i tassi d'interesse sono prossimi allo zero) e poi investono in titoli ad alto rendimento. Il problema è che quando i fondi sono in difficoltà – come sta accadendo ora –, sono costretti a fare il contrario e a vendere i titoli più liquidi che hanno in portafoglio. Così, non potendo scaricare i bond illiquidi, vendono i titoli di Stato. CcT inclusi: così fece Ltcm, e forse così sta facendo qualche hedge fund ora.
    A prescindere dalle motivazioni, il ministero dell'Economia ha deciso ieri sera di intervenire. Per dare maggiore liquidità e rendere più fluido il mercato, ha infatti organizzato un'operazione di concambio attraverso Mts: ha proposto agli investitori di acquistare alcuni BTp e CcT "vecchi", offrendo in cambio Buoni quinquennali di nuova emissione. Gli operatori hanno visto in questo intervento un chiaro segnale di sostegno al mercato dei titoli di Stato. Vedremo oggi quali saranno i risultati.
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    #4
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    16:47:57 *** Btp: Spread Con Bund Sale Ancora E Sfiora I 57 Punti Base

    Liquidita' Molto Bassa, Neanche 100 Mln Scambiati Su 10 Anni (il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 05 Mar - Continua Ad Accentuarsi La Debolezza Dei Titoli Di Stato Italiani. Il Btp Decennale Scadenza Febbraio 2018 Ha Aggiornato I Nuovi Massimi Nello Spread Con Il Bund Tedesco E Nel Primo Pomeriggio Ha Sfiorato I 57 Punti Base. Il Benchmark Decennale Rende Il 4,43% Contro Il 3,86% Del Pari Scadenza Tedesco. Oggi, Dicono I Trader, Rimane Molto Bassa La Liquidita' Sul Mercato: Il Benchmark Decennale Non E' Arrivato A Scambiare Finora Neanche 100 Milioni.
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    #5
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    da cobraf.com, datato inizi febbraio...

    Ci sono due o tre gestori che hanno puntato nel 2007 tutto sulla crisi dei bonds e derivati sui bonds dei mutui americani cartolarizzati famosi ("subprime" e simili) e hanno fatto i miliardi. Uno di loro addirittura non aveva mai gestito ma ha speso un anno a fare ricerca sul tema assumendo investigatori privati e visitando le società immobiliari e poi è andato in giro a raccogliere soldi dicendo che voleva andare al ribasso sui mutui immobiliari, ha trovato i soldi, ha venduto short i derivati sui mutui e ha fatto un paio di miliardi

    Leggi oggi sul WSJ che uno di questi soggetti per il 2008 ha come idea geniale l'Italia nel senso di scomettere tutto sul fatto che i BTP e i bonds italiani collassino. Al momento la differenza tra BTP e BUND si è allargata da 7-8 punti come sarebbe normale fino a 40 punti (0.4%). In teoria dovrebbe essere più o meno ZERO considerando che abbiamo la stessa valuta dei crucchi.

    L'idea è che vendi short i BTP e compri i bund con leva 100, cioè con 100mila euro ne metti su 10 milioni di euro, la differenza andrà a 100 o 200 punti perchè l'Italia è a rischio di essere buttata fuori dall'euro se non si abbassano i tassi o l'euro non scende

    Questi trade li fanno con leva 100. Se tu prendi anche solo 100 punti cioè un 1% con leva 100 è un +100%, se la differenza tra Bund e BTP si allarga a 200 punti fai il 200%. Prima dell'euro era sempre maggiore di 200 punti base...
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    #6
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    Fonte"Il Giornale"

    Il differenziale di rendimento (lo spread) fra il Btp e l’omologo Bund tedesco ha superato ieri i 60 punti base, sfiorando i 61 punti e raggiungendo così il massimo dalla nascita dell’Unione monetaria europea, cioè dal gennaio 1999.
    Il rendimento del Btp decennale, scadenza febbraio 2018, è salito infatti al 4,44% contro il 3,83% del Bund gennaio 2018. Andamenti analoghi si sono riscontrati per i titoli di Spagna, Portogallo e Grecia. «L’allargamento dello spread è una sveglia per le politiche di bilancio - commenta il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet -: bisogna stare molto attenti all’andamento dei conti pubblici, anche se ci sono problemi di liquidità su altri spread di mercato». È la prima volta che il presidente della Bce fa riferimento esplicito ai differenziali dei tassi dei titoli pubblici dell’area euro.
    È dallo scorso agosto, quando è incominciata la crisi di liquidità ai mutui subprime Usa, che il differenziale Btp-Bund si sta allargando. La causa, secondo gli operatori, è questa: la scarsità di liquidi impone la vendita di titoli sul mercato; e così la scelta cade sui bond dei Paesi europei «periferici». Tra questi l’Italia, che segnala problemi di conti pubblici per l’anno in corso (in febbraio il fabbisogno statale di cassa è aumentato di 2,4 miliardi rispetto allo stesso mese del 2007). Il viceministro delle Finanze, Vincenzo Visco, liquida con sufficienza gli avvertimenti di Trichet. «Se è un segnale d’allarme è mal riposto perché i conti pubblici sono in ordine. Se non ci sono variazioni nella politica di bilancio, il problema non si pone».
    Ma è davvero così? Nel 2007, a causa dell’aumento dei tassi d’interesse, la spesa per interessi sul debito pubblico è aumentata di 8,5 miliardi di euro. Un aumento stabile di 100 punti base (pari all’1%) nella curva dei rendimenti di titoli pubblici farebbe spendere 2,5 miliardi in più il primo anno e 5 miliardi in più il secondo.
    La situazione sarà esaminata oggi dal Cicr (il Comitato per il credito e il risparmio), convocato dal ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. Sarà presente, tra gli altri, il governatore di Bankitalia, Mario Draghi. Padoa-Schioppa dovrebbe parlare proprio della questione spread. Secondo fonti estere, il Tesoro sarebbe intervenuto nel mercato secondario a sostegno dei titoli di Stato: interpretazione smentita da via XX Settembre.
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    #7
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    Io mi fido di frodi e schioppo...
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