Discussione: Dpef 2009-13

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    Dpef 2009-13 
    #1
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    Il primo Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef) di una legislatura serve a tracciare un programma di politica economica pluriennale. Con l'approvazione del decreto nanovra estiva che anticipa la legge Finanziaria, la programmazione economica ha fatto un passo avanti epocale. Insieme al Dpef, abbiamo già oggi informazioni su di una quota significativa di norme che tradizionalmente entrano nella legge Finanziaria. Ma il tracciato di politica economica individuato da questo Dpef è avvilente nella sostanza. L'aggiustamento nel 2009 avverrà attraverso un significativo aumento della pressione fiscale e una riduzione delle spese in conto capitale, tutto il contrario di ciò di cui il paese avrebbe bisogno per uscire dalla stagnazione. Inoltre l'aggiustamento nel 2010 e nel 2011 avverrà mantenendo la pressione fiscale al di sopra del quadro a legislazione vigente e con un leggero contenimento delle spese correnti e in conto capitale.

    LA SVOLTA FORMALE NELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

    Da ormai un decennio il Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef) era diventato un esercizio semi-accademico. I diversi governi in carica, nel presentarlo, indicavano soltanto l'aggiustamento di politica economica che si sarebbe effettuato nei mesi successivi, mentre erano quasi sempre silenti sui modi con cui tale aggiustamento sarebbe stato ottenuto. Dopo aver elaborato un quadro a legislazione vigente (il cosiddetto "tendenziale"), il Dpef non indicava mai se l'aggiustamento sarebbe avvenuto attraverso nuove tasse o minori spese. La mancanza di trasparenza generava incertezza e inutili tensioni che si trascinavano almeno fino alla presentazione della legge Finanziaria a fine settembre. Con la presentazione del decreto fiscale contestualmente al Dpef, il ministro dell'Economia ha invece indicato un quadro programmatico. In altre parole, sappiamo già oggi quali sono le macro, se non proprio le micro, intenzioni della politica economica. Una vera svolta. Sarebbe ancora più significativa se le misure del decreto fiscale fossero quantificate nel Dpef. Bisognerà aspettare la relazione tecnica del decreto. Nel frattempo non è dato sapere cosa ci si può attendere dai singoli provvedimenti della manovra d'estate.

    LA CONTINUITÀ NELL'AUMENTO DELLA PRESSIONE FISCALE

    La delusione sta nei dettagli del sentiero di aggiustamento proposto dal governo. Rispetto al quadro tendenziale, l'esecutivo intende nel 2009 reperire circa dieci miliardi. Il Dpef prevede che circa due terzi di questo aggiustamento avverranno grazie a inasprimenti fiscali.
    In altre parole, la prima Finanziaria del nuovo governo Berlusconi aumenta le entrate di più di 6,5 miliardi di euro. Non a caso, la pressione fiscale crescerà nel 2009 dal 42,6 per cento al 43 per cento. È una brutta e inaspettata sorpresa. Dopo avere tuonato per tutta la campagna elettorale contro gli aumenti delle tasse del governo Prodi, si procede, come se niente fosse, a un ulteriore incremento delle imposte. Nei dettagli, l'aumento deriva da una crescita delle imposte dirette ed è ben superiore a qualunque stima della ormai celebre Robin tax su banche e petrolieri, che finirà per gravare in grande misura sulle famiglie. Nel Dpef si fa più volte riferimento a forme di perequazione fiscale. La realtà è che si tratta di un nuovo aumento delle imposte.
    Il resto dell'aggiustamento del 2009 verrà da un contenimento delle spese in conto capitale di circa 3,5 miliardi di euro. Gli investimenti fissi lordi scenderanno infatti di circa tre miliardi rispetto al quadro tendenziale. Tutti conosciamo il deficit infrastrutturale dell'Italia e sappiamo che, se possibile, le spese in infrastrutture dovrebbero aumentare. L'aggiustamento dovrebbe avvenire attraverso le spese correnti. Qui abbiamo invece un'altra brutta sorpresa, in quanto il Dpef stabilisce che le spese in conto corrente al netto degli interessi rimarranno invariate. Siamo ben consci che l'annunciata rivoluzione del ministro Brunetta richiederà del tempo, ma eravamo convinti di vedere risparmi rispetto alla legislazione vigente già nei primi diciotto mesi di azione del nuovo governo, quando si possono prendere le misure più difficili. Invece, i provvedimenti sin qui intrapresi, tra cui la rimozione del divieto di cumulo tra pensione e reddito da lavoro, sembrano proprio andare nella direzione opposta: causeranno un incremento della spesa previdenziale.
    Quel che è peggio, non si intravvede un cambiamento di tendenza negli anni a venire. La pressione fiscale aumenterà ulteriormente nel 2010 e sarà comunque sempre sopra al tendenziale (di circa un terzo di punto di Pil) per tutta la legislatura. È un quadro quanto meno avvilente


    Da lavoce.info
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    #2
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    O' citrullo!
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    #3
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    mi sembra abbastanza ovvio che in un paese in cui il debito
    è maggior del pil la pressione fiscale possa scendere, ma
    la gente crede alle favole..

    via l'ici, via il bollo, robin tax...
    Ultima modifica di ToxicAvenger : 28-06-2008 alle ore 21.30.11
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    #4
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    mi mandi in MP il link esatto dove hai preso queste due cose?

    grazie mille
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    #5
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    Debito pubblico e saldo primario come certificato sul DPEF
    Ecco come sono andate le cose in questi anni (chiacchiere a parte)
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    #6
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    Tremonti: taglio tasse avverrà con federalismo fiscale

    ROMA (Reuters) - La riduzione delle tasse si realizzerà attraverso il federalismo fiscale, ma ora, con la crescita verso lo zero e il deficit in salita, "i soldi non ci sono per nessuno, neanche per il governo". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti in un'intervista al Corriere della Sera.

    "La riduzione delle tasse verrà come dividendo del federalismo fiscale — meno spese e meno tasse - e con una crescita socialmente concertata", ha detto il ministro dell'Economia.

    "Da qui potrà uscire nuova ricchezza che dovrà essere destinata alla prioritaria riduzione del carico fiscale sul lavoro dipendente, le pensioni e le famiglie."

    Rispondendo alle critiche del Pd che il deficit di quest'anno sia sovrastimato e che il governo non mantiene la promessa di ridurre la pressione fiscale, Tremonti ha risposto che il suo compito primario è di difendere il bilancio dello stato.


    "Con la crescita che è andata verso lo zero e il deficit in salita, i soldi non ci sono per nessuno, neanche per il governo. Io ho solo il dovere di mettere in sicurezza il bene pubblico superiore che è il bilancio dello Stato e, dentro questo, il risparmio delle famiglie".




    Peggio der padoa scoppia
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    #7
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    Nei primi nove mesi del 2008 si sono raggiunti i 39,4 miliardi, 9,8 in più del 2007
    A spingere la spesa le uscite della Pubblica Amministrazione
    Conti pubblici, a settembre il fabbisogno sale a 12,1 miliardi


    ROMA - Sale a 12,1 miliardi il fabbisogno del settore statale del mese di settembre 2008, a causa di una nuova espansione della spesa della Pubblica Amministrazione. Risulta, in via provvisoria, superiore di circa 7,1 miliardi rispetto a quello del mese di settembre del 2007, pari a 4.881 milioni. Nei primi nove mesi del 2008 si è registrato complessivamente un fabbisogno di circa 39,4 miliardi, superiore di circa 9,8 miliardi a quello dell'analogo periodo del 2007, pari a 29.548 milioni.

    Il Tesoro spiega che l'aumento è dovuto ad "una accentuata evoluzione della spesa. Sono stati registrati, infatti, maggiori pagamenti in tutti i settori della Pubblica Amministrazione che, nel mese di settembre 2007, avevano registrato una dinamica particolarmente contenuta, nonché un'accelerazione dei rimborsi fiscali.
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    #8
    sugacanal Guest
    BANKITALIA: MANOVRA ESTIVA, ENTRATE +1,8 MLD, SPESE -1,5 MLD

    ROMA, 15 OTT - La manovra estiva varata dal Governo
    comportera' un aumento netto delle entrate di 1,8 miliardi nel
    2008 e una riduzione netta delle spese di 1,5 miliardi con una
    riduzione dell'indebitamento netto di 337 milioni.
    Lo evidenzia la Banca d'Italia nell'ultimo Bollettino
    economico pubblicato. L'aumento e' determinato in larga parte
    da misure come la Robin tax (1,7 miliardi da banche e
    assicurazioni) solo in parte compensato dalla voce 'minori
    entrate' (240 milioni) dovute, ad esempio, al nuovo regime di
    detraibilita' dell'Iva per le prestazioni alberghiere.
    Sul fronte spesa, sempre per l'anno in corso, ci sara' una
    riduzione netta di 1,5 miliardi. Tra le varie voci viene
    contabilizzata anche quella di 'razionalizzazione e
    riorganizzazione della P.a. che fara' risparmiare allo Stato 348
    milioni.
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    #9
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    Dopo il record del 2007 nuovo aumento delle tasse
    Tra un paio d'anni si arriva al 45%!
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    #10
    sugacanal Guest
    Trenta milioni di euro di risparmi e mille impiegati in più a disposizione ogni anno. È questo l’obiettivo del decreto emanato ieri dal ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che sta proseguendo l’opera di disboscamento dei privilegi sindacali e di ritorno all’efficienza del pubblico impiego. Il decreto, infatti, stabilisce la riduzione dei distacchi e dei permessi sindacali. Trova così una prima applicazione il dl sulla manovra triennale che prevede la riduzione del 45% dei contingenti attualmente in vigore nel periodo 2009-2011.
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