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    Pienamente d'accordo.. 
    #61
    sugacanal Guest
    Da Kennedy a Reagan l’aliquota fi*scale marginale negli Stati Uniti scese dal 91% al 28%, eppure il contributo dei «ricchi» alla raccolta fiscale americana si moltiplicò. Sempre Reagan (che non le faceva tutte giuste) decise di alzare le tasse sui guadagni da capitale dal 14% al 28%. Ebbene, il gettito si ridusse stabil*mente a un terzo. Le tasse sono una cosa delicata e una riforma, per essere tale, dev’essere radicale. Se la riforma fiscale che ha in mente il governo è rappresenta*ta dalle anticipazioni che vengono di*scusse in questi giorni tanto vale essere sinceri e dire che per la «prudenza» tan*to cara a Tremonti (e che in effetti in pas*sato ci ha servito bene) non si tocca nul*la.
    Una riforma vera, come quelle realiz*zate in passato da altri Stati, deve rappresentare un voltare pagi*na, una rivoluzione, una disconti*nuità seria. Tagliare di uno o due punti un’aliquota (specialmente quella minore, che ospita felice*mente tutti gli evasori) per alzare l’Iva o peggio alzare la tassazione sui titoli, rimarrà solo nella storia delle perdite di tempo e non porte*rà né benefici né un solo voto in più nelle urne della maggioranza. Per avere speranze di successo oc*corre mettere in gioco decine di punti percentuali e di nuovi modi di intendere il rapporto con lo Sta*to. In Italia peraltro la diagnosi e la cura sembrerebbero di disarman*te semplicità: da noi le tasse sono altissime e le pagano pochissimi, basterebbe che le tasse fossero basse e pagate da tutti per risolve*re il problema.
    Quello che non si capisce è che l’abbassamento dra*s*tico delle aliquote e l’allargamen*to della base imponibile deve av*venire in contemporanea, altri*menti sperare che prima tutti pa*ghino tasse da record per poi ab*bassarle è utopia pura. Il controllo inflessibile e magari la gogna in piazza andrebbero benissimo so*lo a seguito di un nuovo patto fisca*le con i cittadini, dove lo Stato ridi*mensiona le sue pretese e quindi non perdona più chi sgarra. Per saltare però ci vuole coraggio. In Paesi affetti da altissimi livelli di evasione fiscale finora la ricetta che ha funzionato è stata solo quella della flat tax . In Russia nel 2001 la situazione era drammati*ca: altissima evasione e congiun*tura economica recessiva peggio*rata dall’attentato dell’11 settem*bre. Noi scegliemmo la strada del*la prudenza e non toccammo nul*la, abbandonando l’idea vincente delle due aliquote proposte da Berlusconi nel famoso «contratto con gli italiani», Putin invece deci*se di fare il salto e fissò un’incredi*bile aliquota unica al 13%.
    Il risul*tato fu un boom economico e uno stupefacente incremento del getti*to fiscale di oltre il 25%già nell’an*no immediatamente successivo alla riforma. Neanche da dire che in casa no*stra invece i minitaglietti operati da Siniscalco (messo al posto di un anche allora irremovibile Tre*monti), vennero solo minima*mente percepiti dai cittadini, non salvando il centrodestra dalle ur*ne ma aprendo tuttavia, pur nella loro inconsistenza, la strada a un aumento del gettito che venne poi raccolto e sperperato nei famosi «tesoretti» dal governo Prodi. L’esperienza positiva della flat tax russa invece venne poi seguita da quasi tutti i Paesi dell’Europa del**l’Est e finora i successi sono stati notevolmente superiori agli in*convenienti indipendentemente dalle condizioni congiunturali. Anche l’Ungheria a gennaio di quest’anno ha deciso di«fare il sal*to » e ha fissato un’aliquota unica al 16%. Vedremo se avranno avu*to più ragione loro con il coraggio o noi con la prudenza, anche se le prime indicazioni sull’accelera*zione della crescita ungherese nel primo semestre sembrano lascia*re pochi dubbi su come andrà a fi*nire.
    Nell’attesa che da noi qualcu*no si svegli alla mattina e decida di abbandonare il bilancino da far*macista per prendere lo spadone di Reagan contro le tasse unito a quello della Thatcher contro gli inutili sussidi a sindacati e settori industriali decotti, ci permettia*mo di ric*ordare che c’è stato un Pa*ese europeo che ha discusso a lun*go negli anni passati se mantene*re le aliquote elevate e progressi*ve o tentare di tagliarle pesante*mente introducendone solo due. Per prudenza poi si decise di non toccare nulla e di mantenere le ali*quote invariate. Quel paese si chia*ma Grecia.
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    #62
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    La Guardia di Finanza ha reso noti i risultati ottenuti nei primi cinque mesi del 2011:5,5 mld€ di Iva evasa(+64% rispetto all'analogo periodo del 2010),5360 persone denunciate(e 108 arrestate)per gravi reati fiscali come emissione di fatture false(+13%),5525 per spreco di denaro pubblico(di cui 20 arrestate),1238 per truffe ai danni del SSN per oltre 23 mln€,2407 "finti poveri" che avevano illegalmente percepito contributi,sequestro di 542 mln€(10 volte il valore dello stesso periodo dell'anno scorso),scoperti redditi non dichiarati a livello internazionale per 7 mld€(+47%),individuati redditi evasi da imprese e lavoratori autonomi sconosciuti al Fisco per 11 mld€(42%),bloccati 308mln€ di finanziamenti illeciti alle imprese ed emersi sprechi per 617 mln€ a seguito di indagini d'ufficio o su delega Corte dei Conti
    -Fonte Asca 08,33-08,36
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    #63
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    Citazione Orginalmente inviato da robin
    La Guardia di Finanza ha reso noti i risultati ottenuti nei primi cinque mesi del 2011:5,5 mld€ di Iva evasa(+64% rispetto all'analogo periodo del 2010),5360 persone denunciate(e 108 arrestate)per gravi reati fiscali come emissione di fatture false(+13%),5525 per spreco di denaro pubblico(di cui 20 arrestate),1238 per truffe ai danni del SSN per oltre 23 mln€,2407 "finti poveri" che avevano illegalmente percepito contributi,sequestro di 542 mln€(10 volte il valore dello stesso periodo dell'anno scorso),scoperti redditi non dichiarati a livello internazionale per 7 mld€(+47%),individuati redditi evasi da imprese e lavoratori autonomi sconosciuti al Fisco per 11 mld€(42%),bloccati 308mln€ di finanziamenti illeciti alle imprese ed emersi sprechi per 617 mln€ a seguito di indagini d'ufficio o su delega Corte dei Conti
    -Fonte Asca 08,33-08,36
    Sempre nei primi cinque mesi del 2011 eseguite inoltre investigazioni patrimoniali antimafia nei confronti di 5271 soggetti con sequestro di beni per 1,2 mld€ e confische per 338 ml€,oltre il doppio dell'intero 2010,47 persone denunciate,di cui 31 poste in stato di arresto,per associazione a delinquere di stampo mafioso e 173 per fraudolento trasferimento di valori
    -Fonte Asca 09,09
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    #64
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    La Guardia di Finanza di Roma ha scoperto una "colossale" frode fiscale da parte di una società,la Mete spa,del Gruppo Aiazzone,individuando un imponibile non dichiarato ai fini delle imposte sui redditi pari a 250 mln€ ed il mancato versamento dell'Iva all'Erario per quasi 25 mln€
    Dalle indagini durate un anno e gli accertamenti è emerso che il patrimonio della società,con stabilimento per la produzione di mobili a Monterotondo(RM),sarebbe stato svuotato dei suoi principali beni immobili e mobili destinati all'impresa rendendola quasi inesistente,nonchè si era trasferito fittiziamente la sua sede in Bulgaria
    -Fonte Reuters 13,30
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