Discussione: Oro

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    Oro 
    #1
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    MM News pubblica una lista di 107 nazioni e delle loro riserve in oro in tonnellate e in percentuale delle riserve nazionali.

    Cosí, spontaneamente, un paio di osservazioni:
    l’Italia è al quarto posto dietro a Stati Uniti, Germania e il Fondo Monetario Internazionale.

    È quindi Mario Draghi a far da guardia alle 2451 tonnellate di oro italiano (e probabilmente futura guardia dell’oro della Banca Europea) che costituisce il 63,4% delle “nostre” riserve. Nostre fra virgolette perché solo nel giorno X del crollo dell’economia mondiale sapremo a chi veramente appartengono.

    Primi posti per i paesi “islamici” sono il ventitreesimo per la Libia di Gheddafi e l’Arabia Saudita con ca. 143 tonnellate, pari al 4,6% delle riserve libiche e a ca. il 10% delle riserve saudite. Colpisce come la percentuale di oro sia relativamente bassa anche per la straricca Arabia Saudita che, pare, abbia invece le casseforti di Stato ricolme di figurine verdi di nessun valore con il ritratto dei presidenti americani, cosa che al momento fa molto arrabbiare anche i cinesi.

    Altro dato interessante, nella lista non compare, oltre l’Iran, anche un paese del Mediterraneo orientale che pure ha un PIL di ca. 202 miliardi $ (2008) e un reddito medio pro capite di 28.600 $.

    Una svista?

    Un’ultima cosa. Se cercate di abbonare una Newsletter o richiedere informazioni via mail da MM News, un sito di economia molto critico, e il vostro Mail – provider si chiama gmx o web. de, entrambi appartenenti al gruppo United Internet, aspetterete invano. Mail e newsletter di MM News vengono censurate e non le troverete nemmeno nel recipiente di Spam.

    Rank Country/Organization Gold(tonnes) Gold’s share of nationalforex reserves (%)
    1 United States 8,133.5 68.7%
    2 Germany 3,407.6 64.6%
    3 International Monetary Fund 3,005.3 -
    4 Italy 2,451.8 63.4%
    5 France 2,435.4 64.2%
    6 China 1,054.0[12] 1.5%
    7 Switzerland 1,040.1 28.8%
    8 Japan 765.2 2.4%
    9 Netherlands 612.5 51.7%
    10 Russia 607.7[13] 4.7%
    11 India 557.7[6] 6.4%
    12 European Central Bank 501.4 19.6%
    13 Taiwan 423.6 4.1%
    14 Portugal 382.5 83.8%
    15 Venezuela 356.4 35.7%
    16 United Kingdom 310.3 15.2%
    17 Lebanon 286.8 26.5%
    18 Spain 281.6 34.6%
    19 Austria 280.0 52.7%
    20 Belgium 227.5 31.8%
    21 Algeria 173.6 3.8%
    22 Philippines 154.7 12.1%
    23 Libya 143.8 4.6%
    24 Saudi Arabia 143.0 10.2%
    25 Singapore 127.4 2.3%

    Link: http://ilderviscio.wordpress.com/201...ondo/#more-643
    21.01.2010
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    #2
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    Citazione Orginalmente inviato da DNGMRZ
    MM News pubblica una lista di 107 nazioni e delle loro riserve in oro in tonnellate e in percentuale delle riserve nazionali.

    Cosí, spontaneamente, un paio di osservazioni:
    l’Italia è al quarto posto dietro a Stati Uniti, Germania e il Fondo Monetario Internazionale.

    È quindi Mario Draghi a far da guardia alle 2451 tonnellate di oro italiano (e probabilmente futura guardia dell’oro della Banca Europea) che costituisce il 63,4% delle “nostre” riserve. Nostre fra virgolette perché solo nel giorno X del crollo dell’economia mondiale sapremo a chi veramente appartengono.

    Primi posti per i paesi “islamici” sono il ventitreesimo per la Libia di Gheddafi e l’Arabia Saudita con ca. 143 tonnellate, pari al 4,6% delle riserve libiche e a ca. il 10% delle riserve saudite. Colpisce come la percentuale di oro sia relativamente bassa anche per la straricca Arabia Saudita che, pare, abbia invece le casseforti di Stato ricolme di figurine verdi di nessun valore con il ritratto dei presidenti americani, cosa che al momento fa molto arrabbiare anche i cinesi.

    Altro dato interessante, nella lista non compare, oltre l’Iran, anche un paese del Mediterraneo orientale che pure ha un PIL di ca. 202 miliardi $ (2008) e un reddito medio pro capite di 28.600 $.

    Una svista?

    .........................
    Notizia interessante, ma mi vengono in mente alcune considerazioni.
    Sul crollo dell'economia mondiale, personalmente ho qualche perplessità. Almeno se con questo intendiamo una depressione economica planetaria che richieda l'utilizzo delle riserve auree. Il mio parere è che le dinamiche delle varie economie mondiali possono provocare delle fisiologiche collisioni reciproche, provocando temporanei effetti depressivi sullo sviluppo economico nelle vare aree geografiche. Ma credo che questo in ogni caso non possa portare al crollo totale di tutte le economie mondiali in quanto i fenomeni economici non sono fenomeni naturali (quali tsunami, terremoti, impatto di asteroidi, carestie, epidemie, ecc.), ma sono pur sempre delle situazioni sotto il controllo umano, magari di pochi che contano, ma sempre pilotati dalla mano dell'uomo. Perciò cedo che sia innanzitutto nell'interesse di chi sta nella stanza dei bottoni scongiurare delle catastrofi economiche: non interessa a nessuno arrivare all'autodistruzione del sistema economico. Questo non significa ovviamente che non ci possano essere dei periodi di stagnazione e di scarso sviluppo, ma questo rientra negli eventi ciclici di tutti i fenomeni economici. Quello che stiamo vivendo è una fase critica che a mio avviso prelude al passaggio del testimone della leadership mondiale dagli USA alla Cina. E' un processo di transizione già in atto che provocherà probabilmente un ridimensionamento delle economie occidentali in favore di quelle orientali. Ma da questo a dire che vi potranno essere delle situazioni in cui ci si riduca alla fame, ne passa.
    Tra l'altro, con i mezzi tecnologici attuali, ben difficilmente la situazione potrà sfuggire di mano e quello che probabilmente avverrà in futuro sarà un maggiore allineamento del grado di benessere a livello mondiale. Ciò significa in estrema sintesi che i paesi attualmente più ricchi in futuro lo saranno di meno, mentre quelli più poveri si risolleveranno verso standard di vita più "umani". In effetti gli squilibri nella distribuzione di ricchezza attualmente sono ancora altissimi e questo non potrà durare ancora per molto.

    Il fatto che i paesi arabi non abbiano grandi riserve auree, probabilmente è dovuto semplicemente al fatto che loro sono "seduti" su un enorme forziere di oro ... nero! Poichè evidentemente non sono degli sprovveduti, ciò significa -per me - soltanto una cosa: che di petrolio ce n'è ancora in abbondanza. E questo rappresenta sicuramente la loro formidabile "assicurazione" sul proprio futuro, tanto quanto (se non di pi&#249 dell'oro giallo. Nel momento in cui anche questi iniziassero ad accumulare oro (giallo) allora significherebbe che il petrolio si sta esaurendo e che quindi è giunto il momento di pensare "veramente" a fonti energetiche alternative.
    Ultima modifica di bzamengo : 24-01-2010 alle ore 11.39.44
    Operare in borsa è come andare per mare ... non si finisce mai di imparare!
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    #3
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    ...la fonderia W.C. Heraeus, il più grande produttore e raffineria di metalli preziosi a capitale privato, ha individuato un blocco di tungsteno da mezzo chilo spacciato per lingotto d’oro...

    http://informazionescorretta.blogspo...iovono-tv.html
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    #4
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    GORDON BROWN SPIEGHI PERCHE’ HA DECISO DI VENDERE L’ORO INGLESE

    È stato chiesto a Gordon Brown di rilasciare, prima delle elezioni nazionali, un comunicato ufficiale a riguardo della sua decisione controversa di vendere le riserve auree della Gran Bretagna.
    La decisione di vendere oro inglese presa da Mr Brown mentre era cancelliere, è considerata una delle peggiori mosse finanziarie del Ministero del Tesoro ed è costata 7 miliardi di sterline ai contribuenti inglesi.
    Brown e il Tesoro hanno anche ripetutamente rifiutato di rivelare informazioni riguardo questa vendita, tra accuse di avere ignorato gli avvertimenti.

    Dopo una serie di richieste d’informazioni da parte del The Daily Telegraph negli ultimi quattro anni, il Commissario per le Informazioni ha ordinato che il Ministero del Tesoro rilasci una dichiarazione a riguardo, pubblicando le notizie richieste entro 35 giorni a partire dalla fine di Aprile.
    Ci si aspetta che questa vendita sia un ago della bilancia delle elezioni, gettando luce sulle decisioni di Brown mentre era al Tesoro.
    La scorsa notte, George Osborne, il cancelliere ombra, ha richiesto che l’informativa fosse pubblicata subito: “La decisione di Gordon Brown di vendere le riserve auree in un momento in cui il mercato è al minimo costa ai contribuenti britannici miliardi di Sterline; è stata una delle peggiori scelte fatte in economia da un cancelliere”.

    “Il pubblico britannico ha il diritto di sapere cosa sia successo e perché così tanti soldi dei contribuenti siano andati persi. I documenti dovrebbero essere pubblicati subito.”

    Tra il 1999 e il 2002 Mr.Brown ha ordinato la vendita di 400 tonnellate delle riserve auree quando il prezzo dell’oro era il più basso degli ultimi 20 anni. A partire da quel momento il prezzo si è più che quadruplicato, il che significa che quella decisione costa ai contribuenti un prezzo stimato attorno ai 7 miliardi di sterline, almeno secondo Mike Warburton contabile della Grant Thorton.
    È anche chiaro che Brown è andato avanti nella sua decisione di vendere malgrado i seri timori espressi dalla Bank of England. Non è nemmeno certo se siano stati consultati gli esperti bancari riguardo questa decisione, guidata da un piccolo gruppo di assistenti senior del Tesoro vicini alle posizioni di Brown.

    Il Tesoro è stato ufficialmente richiamato dall’Information Commissioner (il commissario per l’informazione) riguardo i suoi tentativi di bloccare la pubblicazione di ogni informazione riguardo questa vendita.

    Anche la decisione dell’Information Commissioner è essa stessa oggetto di critica. Il commissario incaricato si è preso quattro anni di tempo per arrivare alla conclusione di pubblicare quei documenti malgrado il forte interesse pubblico e politico riguardo la vendita. I funzionari incaricati hanno mancato una lunga serie di date di scadenza per la richiesta di pubblicazione che hanno impedito al parlamento di analizzare approfonditamente le informazioni sulla vendita.
    È emerso anche che il commissario avrebbe tenuto una serie di incontri privati con dei rappresentati del Ministero del Tesoro e che avrebbe fatto in modo di insabbiare molti dei documenti perché non fossero resi pubblici. Questo avrebbe reso possibile al Tesoro di rivedere le bozze della nota di vendita – permettendosi di apportarvi numerose modifiche.

    Nella nota ufficiale, l’Information Commisioner rende chiaro che l’ordine di pubblicazione riguarda un numero “limitato” di documenti.
    Ed Balls, ora Schools Secretary, Ed Miliband, ora Climate Change Secretay, e la Baronessa Vadera, un altro ex ministro, erano tutti assistenti del primo ministro durane quel periodo.
    Se la nota informativa non sarà resa pubblica entro Aprile, il Tesoro si ritroverà con un’accusa di oltraggio alla corte e dovrà affrontare una azione legale. Un portavoce ha dichiarato la scorsa notte che il Tesoro non ha intenzione di appellarsi alla decisione.

    COME L’ASTA ARRIVA A COSTARE SETTE MILIONI DI STERLINE AI CONTRIBUENTI:

    Il prezzo dell’oro è quadruplicato dal momento in cui Gordon Brown ha venduto più della metà delle riserve auree britanniche.

    Il Tesoro aveva oltretutto preannunciato la sua decisione di vendere 395 delle 715 tonnellate di oro della Bank of England, causando la caduta dei prezzi. I lingotti sono stati venduti in 17 aste tra il 1999 e il 2002, facendo pagare l’oro tra i 256 e i 296 dollari l’oncia. Dopodiché il prezzo dell’oro ha cominciato a salire velocemente, assestandosi ai 1100 dollari l’oncia.

    I contribuenti hanno subito una perdita stimata attorno ai sette miliardi di sterline, due volte l’ammontare delle perdite per aver lasciato l’Exchange Rate Mechanism nel 1992.
    I ricavati delle vendite erano in dollari, euro e yen. Negli ultimi anni molti altri paesi hanno ricominciato a comprare oro in grandi quantità.

    Titolo originale: "Explain why you sold Britain's gold, Gordon Brown told "
    Fonte: http://www.telegraph.co.uk DI HOLLY WATT E ROBERT WINNETT

    24.03.2010
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    #5
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    Tanto per leggere qlacos'altro sull'oro
    http://intermarketandmore.investireo...-oro-9580.html
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    #6
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    Ai massimi di sempre oltre 1243$ l'oncia(+20% in tre mesi)
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    swap 
    #7
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    http://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_esecutivo_11110
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    I grandi guru.......ma per favore...... 
    #8
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    I grandi guru scommettono sempre più sull'oro: fino a 1.550 dollari
    Un sondaggio rivela ch sono sempre di più gli economisti che alzano le stime sui prezzi del bene rifugio per eccellenza, guardando anche al 2011 e oltre. C'è poi chi invita a un investimento oculato, con moderazione. Almeno nel breve.

    Pubblicato il 02 settembre 2010 | Ora 11:18
    Fonte: WSI

    Da qualche anno a questa parte la febbre dell'oro non è stata mai così invasiva: "merito" delle prospettive secondo cui i tassi di interesse resteranno su livelli decisamente bassi ancora a lungo, soprattutto negli Stati Unit ma anche in Europa.

    Non per niente, guardando al futuro del bene prezioso per eccellenza, lo scorso 12 agosto gli analisti di Goldman Sachs hanno pubblicato in una nota ai clienti che il metallo prezioso potrà raggiungere quota $1.300 l'oncia entro l'inizio del 2011.

    Al coro dei bullish sul metallo di prezioso si sono unite però anche altre voci autorevoli.

    Eugen Weinber di Commerzbank prevede che nel 010 le quotazioni testeranno quota 1.400. A suo avviso, per la sorpresa dei più scettici, sarà proprio la ripresa dellla congiuntura a sostenere le quotazioni del bene rifugio. "L'economia più fote si tradurrà in una maggiore domanda dei gioiell. E comunque, anche se l'ecoomia dovesse rimanere debole o peggiorare, gli investitori cercheranno riparo nell'oro".

    Dan Brebner, analistadi Londra presso Deutsche Bank, considerato il guru più accurato in materia del 2010 secondo i dati di Blooombrg, crede che il Gold Price balzerà a 1.550 dollari l'oncia, il 20% in più rispetto ai livelli attuali.



    In un contesto attuale di forte incertezza, e in cui sicuramente i tassi di interesse si mostrano fiacchi, qual è il consiglio ideale da dare agli investitori?

    Al momento le quotazioni dell'oro sono scambiate sui mercati americani a quota 1,250,60 dollari circa all'oncia. Quanto sarà lunga ( o breve) la strada per arrivare a quota 1.300?

    Un articolo pubbicato da The Street fa un po' da contraltare e consiglia di usare un po' di moderazione.

    "Guardando al breve termine e verso la Festività del Lavoro che si svolgerà nel fine settimana imminente negli Usa, è vero che i prezzi dell'oro potrebbero salire in modo ulteriore e forse anche fino a 1.260 dollari l'oncia - prevede Jeffrey Christian, direttore di CPM Group.

    Ma l'esperto, pur ritenendo che le quotazioni potranno continuare a salire anche nel resto del 2010, avverte sul rischio di un movimento non lineare.

    "Penso che i prezzi calarano un po' agli inizi di settembre, e che forse 1.300 e un valore anche superiore sarà testato poi alla fine di settembre e ottobre".

    Nel breve dunque, attenti a non fare della corsa all'oro la propria ossessione -la frenesia porta infatti a posizionarsi spesso sul metallo per paura di perdere qualche lauta opportunità. Peccato che peò che sia altrettanto vero che è sufficiente un calo giornaliero a due cifre, un rumor di qualsiasi genere, a smobilizzare di fretta l'investimento.
    davanti al cul ragion non vale!

    parvus homo magnam cacatam fecit....

    ....la parola è d'argento....ma il silenzio è d'oro...!!!!
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    #9
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    Oro sempre a livelli record.Il metallo tocca il nuovo picco storico a 1274,95 dollari l'oncia.Complice la scarsa fiducia dei mercati internazionali sulla ripresa economica e i segnali contrastanti che arrivano dalla politica monetaria(è di oggi la notizia del primo intervento della Banca del Giappone per frenare il superyen)
    Rispondi citando
     

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    #10
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    http://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_esecutivo_11110
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