Premetto che mi son letto tutte le discussioni inerenti nonché tutte le pagine Internet che trattano l'argomento ed ho trovato solo una gran confusione, data soprattutto dall'evoluzione della normativa nel tempo e dalle leggende metropolitane che da sempre circondano di mistero l'argomento.

ANTE: Scusate, questo post sarà piuttosto lungo.


CONTESTUALIZZIAMO LA MIA RICHIESTA: VOGLIO SALVARE I MIEI RISPARMI.

Non stiamo parlando di milioni bensì di circa 100k di cui 50k cash (prioritari) e 50k investiti in azioni/bond poco movimentate (meno urgenti). Inoltre il conto potrebbe essere incrementato di circa 10k l'anno cash.

Mi interessano fattibilità, costi, difficoltà operative. Dati oggettivi.



Nel prossimo futuro, oggettivamente (visto che son tutti i possibili) lo scenario sarà uno di questi:

1) Valore dell'Euro bene o male invariato rispetto ad oggi (o comunque in un range "normale")
2) Uscita di uno o più paesi dall'area Euro; probabile implicazione: caduta del valore dell'Euro
3) Uscita dell'Italia dall'area Euro; probabile implicazione: ritorno alla Lira con svalutazione
4) Disgregazione dell'area Euro; probabile implicazione: ritorno alla Lira con svalutazione


Tenete conto che nella zona Euro i seguenti "precedenti" sono stati già posti in essere e si sa: applicati una volta, sdoganati per sempre! Falso in bilancio e moral hazard (dilaganti), tassazione alle stelle, taglio del nominale e allungamento delle scadenze dei titoli governativi (Grecia), nazionalizzazioni/salvataggi a carico dei contribuenti (in tutta l'EU), esproprio delle obbligazioni subordinate (Olanda), prelievo forzato dai c/c (Cipro), clausola d’esproprio nei prospetti dei titoli governativi (in tutta l'EU), etc... In particolare in Italia quasi tutti sono già stati replicati, se non applicati per prima da brava "apripista".
Sulla base di ciò, nell'analisi dovremo tenere conto anche delle implicazioni "fiscali" degli scenari precedenti.



Scenario 1) Valore dell'Euro bene o male invariato rispetto ad oggi (o comunque in un range "normale"): mi rispondo da solo... in questo caso non ha alcuna utilità pratica un c/c svizzero, non essendo previste perdite di valore.


Scenario 2) Uscita di uno o più paesi dall'area Euro; ad esempio Cipro.
Il segnale politico sarebbe molto più forte e grave di quanto potrà esserne il risvolto economico: l'area Euro non regge e chi ha un'alternativa credibile se la fila. La probabile implicazione sarebbe, ovviamente, la caduta del valore dell'Euro per mancanza di credibilità politica.
In questo caso, un c/c svizzero in Euro non serve a nulla. un c/c svizzero in CHF avrebbe invece molta più utilità ma poco senso: tanto valeva utilizzare il servizio Multicurrency di Fineco qui in Italia.


Scenario 3) Uscita dell'Italia dall'area Euro
E' uno scenario non molto probabile ma di certo tutt'altro che impossibile, passato più volte per la testa di molti; scenario ancor più realizzabile qualora dovesse venir indetto veramente un referendum in materia.
In caso di uscita la certa implicazione sarebbe il ritorno alla Lira... con immediata svalutazione competitiva e relativa perdita di valore.
Qui le cose cominciano a farsi interessanti, analizziamo i vari casi:
a) c/c svizzero in CHF: soldi salvi, potere d'acquisto salvaguardato;
b) c/c italiano in CHF/USD/GBP: soldi salvi? forse... Comunque, se restano, il potere d'acquisto sarà salvaguardato;
c) c/c svizzero in EUR: fisicamente i soldi non sono in Italia quindi non possono venire sostituiti/marchiati in "Nuova Lira", per cui soldi salvi, potere d'acquisto salvaguardato (cambiando gli Euro in nuova Lira a seguito della svalutazione);
d) c/c italiano in EUR: banche chiuse con conversione degli Euro in "Nuova Lira" (probabilmente marchiando gli Euro presenti), quindi svalutazione competitiva. Risultato: debiti in Euro, crediti in Nuove Lire (alias carta straccia), risparmi di una vita s*******ti in pochi secondi.


Scenario 4) Disgregazione dell'area Euro.
Questo caso differisce dal precedente in quanto assolutamente improbabile, a mio avviso. Qualora comunque si verificasse, non necessariamente l'Italia, una volta tornata alla propria valuta nazionale, dovrebbe svalutare per forza come nel caso 3... probabilmente lo farebbe comunque per rilanciare l'economia, però.
a) c/c svizzero in CHF: soldi salvi, potere d'acquisto salvaguardato;
b) c/c italiano in CHF/USD/GBP: soldi salvi? forse... Comunque, se restano, il potere d'acquisto sarà salvaguardato;
c) c/c svizzero in EUR: fisicamente i soldi non sono in Italia quindi non possono venire sostituiti/marchiati in "Nuova Lira", bensì in CHF: per cui soldi salvi, potere d'acquisto salvaguardato (cambiando i CHF in nuova Lira a seguito della svalutazione);
d) c/c italiano in EUR: banche chiuse con conversione degli Euro in "Nuova Lira" (probabilmente marchiando gli Euro presenti), quindi svalutazione competitiva. Risultato: debiti in Euro, crediti in Nuove Lire (alias carta straccia), risparmi di una vita s*******ti in pochi secondi.



GLI OBIETTIVI DEL POST:
Obiettivo primario) Sulla base dei suddetti scenari, sarebbe possibile tutelare i propri sudati risparmi trasferendoli all'estero, ed in particolare in Canton Ticino, Svizzera? L'esigenza è la tutela, non l'operatività: un c/c a costo zero sarebbe il top, meglio -ma non obbligatorio- se prevedesse la possibilità di prelevare gratuitamente col bancomat all'estero (Italia, in questo caso!);
Obiettivo secondario) Le varie soluzioni contemplate, permettono di "mettere al sicuro" i propri risparmi anche dalle grinfie dei ladri di Montecitorio? Ricordate: stiamo parlando di TUTTO LEGALE: soldi dichiarati, su cui sono state pagate tutte le tasse (stipendi da dipendente), da trasferire legalmente e dichiarati negli appositi spazi del 730/Unico se richiesto.
Pertanto, dal punto di vista del "salvataggio dal fisco", vale sempre la stessa domanda in tutti gli scenari: un c/c svizzero potrebbe tornare utile per evitare bolli o tassazioni straordinarie in Italia, tipo prelievo forzato modello Cipro?

Mi interessano fattibilità, costi, difficoltà operative. Dati oggettivi.