Le prospettive sull’economia europea appena comunicate oggi da Draghi non sono certo rosee. La BCE si aspetta un PIL a +0,8% quest’anno, a +1% nel 2015 e +1,5% nel 2016, poco meglio dell’inflazione che è attesa rispettivamente a +0,5%, +0,7%, +1,3%. Tali poco rosee prospettive, rendono praticamente nulle le probabilità di un aumento dei tassi ancora per molti, molti anni. Potenzialmente anche una decina.

Ciò vuol dire che i prezzi dei bond continueranno a salire, magari anche solo marginalmente, e di riflesso eventuali “scossoni” saranno ancora interpretati come occasioni d’acquisto.
Tale scenario sembrerebbe idilliaco per il risparmiatore, peccato che essendo i tassi già praticamente a zero, lo spazio di un ulteriore rialzo dei prezzi è molto molto limitato. Per essere più precisi è pressoché nullo sulle scadenze brevi (sotto i 3-5 anni) e sulle emissioni a rischio medio basso (dalla B in su). Tolto ciò resta veramente poco: high yield e scadenze lunghe, anzi lunghissime.

Il povero risparmiatore sembra quindi di fronte ad un pericoloso bivio: rinunciare completamente al rendimento, consolandosi con la bassissima inflazione, oppure prendere rischi per cui sino a qualche anno fa pretendeva una remunerazione almeno doppia rispetto a quella odierna. Nel secondo caso la partita si fa molto pericolosa e potrà essere vinta solo se si riuscirà a saltare dal treno in corsa poco prima che questo si schianti.

Il gioco sembra pericoloso, ma forse c’è una terza via e si chiama portafoglio dinamico diversificato, in termini di duration, in termini di rischio emittente e soprattutto in termini di valute. In particolare nel nostro Portafoglio Sos-Obbligazioni abbiamo inserito il 25% di bond negoziati in valuta diversa dall’euro (10% Rand sudafricano, 10% Lira turca e 5% Dollari). Per maggiori info: http://www.sostrader.it/sostrader/po...bligazioni.cfm