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    Report domenica 25 ottobre alle 21.45 Rai3 
    #11
    Fulmine maremmano Guest
    Gentili telespettatori,

    vi comunichiamo che domenica 25 ottobre alle 21.45 su Rai3 andrà in onda la nuova puntata di Report.

    L'inchiesta di questa settimana è:



    "RIVOLUZIONE 4.0"
    di Michele Buono



    Industria 4.0 è la quarta rivoluzione industriale, quella dell'interconnessione e dei sistemi intelligenti: la fabbrica che fa dialogare i macchinari, gli uomini e i prodotti. Sistemi di fabbriche collegate in rete che creano un unico processo produttivo.
    Si razionalizza così la produzione. Si può personalizzare un prodotto, produrre in modo flessibile seguendo la domanda, senza più eccessi, magazzini pieni e invenduto: cioè l'anticamera della crisi.
    Si sa che la crescita, i cambiamenti globali, hanno sempre ruotato intorno alle grandi innovazioni, e spaventano. In questo momento siamo ancora sull'onda lunga delle innovazioni dei secoli precedenti, di più non si può crescere, inseguiamo solo lo zero virgola. Cambiando radicalmente sistema sì. Nel momento in cui sarà possibile la convergenza completa di tutte le innovazioni contemporanee in una nuova rivoluzione industriale, dall'intelligenza artificiale all'internet delle cose, il cambiamento sarà totale. Piano, piano, come già è successo nei secoli passati, si ridisegnerà tutto: dai centri di produzione all'organizzazione sociale.
    Il paradosso della nostra epoca è un eccesso di liquidità nel mondo che non trova sbocchi per investimenti produttivi: i soldi non mancano eppure si parla di crisi.
    Proviamo ad immaginare l'effetto di dare una prospettiva solida di un progetto economico agli investitori. In Italia se ne parla, Germania e Stati Uniti ci hanno già pensato e stanno facendo.



    a seguire:



    "THE NEW NORMAL"
    di Giuliano Marrucci


    Con cadute del 6% al giorno, quest'estate le borse di Shanghai e Shenzhen hanno tenuto per settimane l'economia globale col fiato sospeso. E' la fine del miracolo cinese, fatto da 20 milioni di contadini che per 30 anni si sono trasferiti dalle campagne alle città e hanno permesso all'economia di crescere al ritmo del 10% l'anno.
    Una fine preannunciata. Si chiama "new normal" e significa meno crescita, meno industria, meno esportazioni, da una parte, dall'altra anche più servizi, più consumi interni, e il consolidamento di una classe media urbana che rappresenta un mercato di sbocco gigantesco per i nostri prodotti.
    Un'occasione che rischiamo di perdere perché le nostre aziende, rispetto a quelle straniere, non sanno fare sistema. Non riusciamo neppure a sfondare sul cibo, settore nel quale su 35 miliardi di export vendiamo in Cina per meno di 350 milioni, l'1%. Meno della metà di quanto fattura la Francia soltanto con il vino.



    La puntata sarà trasmessa in replica sabato 31 ottobre alle 17.20. I video e le trascrizioni delle inchieste saranno resi disponibili sul nostro sito www.report.rai.it.


    Potete seguirci anche su www.facebook.com/reportrai3 e www.twitter.com/reportrai3 .


    Buona visione,


    La redazione
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    #12
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    Citazione Orginalmente inviato da Fulmine maremmano Visualizza messaggio
    Gentili telespettatori,

    vi comunichiamo che domenica 25 ottobre alle 21.45 su Rai3 andrà in onda la nuova puntata di Report.

    L'inchiesta di questa settimana è:



    "RIVOLUZIONE 4.0"
    di Michele Buono



    Industria 4.0 è la quarta rivoluzione industriale, quella dell'interconnessione e dei sistemi intelligenti: la fabbrica che fa dialogare i macchinari, gli uomini e i prodotti. Sistemi di fabbriche collegate in rete che creano un unico processo produttivo.
    Si razionalizza così la produzione. Si può personalizzare un prodotto, produrre in modo flessibile seguendo la domanda, senza più eccessi, magazzini pieni e invenduto: cioè l'anticamera della crisi.
    Si sa che la crescita, i cambiamenti globali, hanno sempre ruotato intorno alle grandi innovazioni, e spaventano. In questo momento siamo ancora sull'onda lunga delle innovazioni dei secoli precedenti, di più non si può crescere, inseguiamo solo lo zero virgola. Cambiando radicalmente sistema sì. Nel momento in cui sarà possibile la convergenza completa di tutte le innovazioni contemporanee in una nuova rivoluzione industriale, dall'intelligenza artificiale all'internet delle cose, il cambiamento sarà totale. Piano, piano, come già è successo nei secoli passati, si ridisegnerà tutto: dai centri di produzione all'organizzazione sociale.
    Il paradosso della nostra epoca è un eccesso di liquidità nel mondo che non trova sbocchi per investimenti produttivi: i soldi non mancano eppure si parla di crisi.
    Proviamo ad immaginare l'effetto di dare una prospettiva solida di un progetto economico agli investitori. In Italia se ne parla, Germania e Stati Uniti ci hanno già pensato e stanno facendo.



    a seguire:



    "THE NEW NORMAL"
    di Giuliano Marrucci


    Con cadute del 6% al giorno, quest'estate le borse di Shanghai e Shenzhen hanno tenuto per settimane l'economia globale col fiato sospeso. E' la fine del miracolo cinese, fatto da 20 milioni di contadini che per 30 anni si sono trasferiti dalle campagne alle città e hanno permesso all'economia di crescere al ritmo del 10% l'anno.
    Una fine preannunciata. Si chiama "new normal" e significa meno crescita, meno industria, meno esportazioni, da una parte, dall'altra anche più servizi, più consumi interni, e il consolidamento di una classe media urbana che rappresenta un mercato di sbocco gigantesco per i nostri prodotti.
    Un'occasione che rischiamo di perdere perché le nostre aziende, rispetto a quelle straniere, non sanno fare sistema. Non riusciamo neppure a sfondare sul cibo, settore nel quale su 35 miliardi di export vendiamo in Cina per meno di 350 milioni, l'1%. Meno della metà di quanto fattura la Francia soltanto con il vino.



    La puntata sarà trasmessa in replica sabato 31 ottobre alle 17.20. I video e le trascrizioni delle inchieste saranno resi disponibili sul nostro sito www.report.rai.it.


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    La redazione
    Interessante ...anche in ottica trading
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    Report domenica 1 novembre alle 21.45 Rai3 
    #13
    Fulmine maremmano Guest
    Gentili telespettatori,

    vi comunichiamo che domenica 1 novembre alle 21.45 su Rai3 andrà in onda la nuova puntata di Report.


    L'inchiesta di questa settimana è:


    "BELLI DA PAURA"
    di Giovanna Boursier


    Quando vado a rifarmi il naso o a gonfiarmi la bocca so in che mani mi metto? Siccome gli interventi estetici giustamente non me li passa il Servizio sanitario nazionale, pago e vado in uno studio o clinica privata, ma il medico che specializzazioni ha e cosa mi inietta?
    Ben pochi sanno che né chirurgia né medicina estetica sono specializzazioni universitarie, come invece lo sono per esempio dermatologia e chirurgia plastica, quelle che più si avvicinano al campo dell'estetica. Esistono scuole e master di specializzazione ma non sono obbligatori. Non serve nessuna specializzazione, quindi, per rifare nasi o blefaroplastiche agli occhi, e gonfiare labbra, seni e zigomi con i filler; basta la laurea in medicina.
    Negli Stati Uniti, patria dei trattamenti estetici, l'Fda ha autorizzato 24 filler; in Italia, il ministero della Salute ne ha autorizzati 123. Ci sono quelli temporanei e quelli permanenti, molto più richiesti visto che non serve tornare ogni sei mesi a farseli iniettare, ma anche più pericolosi. Perché se c'è danno, anche quello è permanente, e spesso grave.
    Alla fine la sperimentazione si fa sul paziente, a cui non resta che affidarsi al medico, che dovrebbe a sua volta affidarsi a prodotti già collaudati, ma non sempre è così. Visto che nella carenza di regole si infila anche chi inietta materiali meno sicuri, magari tolti dal commercio solo dopo casi di gravi danni. Il silicone liquido è vietato da 20 anni, ma troppi medici hanno continuato ad iniettarlo. Racconteremo casi di donne rovinate per sempre, non solo dal punto di vista estetico, e di medici colpevoli che continuano ad esercitare.
    Tutte queste attività si svolgono nel privato perché la medicina estetica non è a carico del Servizio sanitario nazionale. Eppure a Palermo il medico del Presidente della Regione Rosario Crocetta è indagato perché avrebbe fatto interventi estetici passandoli per funzionali, e quindi a carico della Regione.
    Infine le cure dimagranti: troppi medici prescrivono anoressizzanti per togliere velocemente chili a pazienti non obesi, spesso senza sottoporli a esami preventivi. Queste sostanze possono esporre i pazienti, ignari, a rischi cardiocircolatori. Le procure indagano su casi di decessi.



    a seguire:


    "QUANDO LA SANITA' AGUZZA L'INGEGNO"
    di Stefania Rimini


    Dalle risonanze magnetiche "al succo d'ananas" alla cura dei tumori radioresistenti con l'innovativa "adroterapia". Due storie in cui ricerca e passione nella sanità si dimostrano più forti di qualsiasi taglio.
    Di solito le radiologie comprano un liquido di contrasto da un'azienda farmaceutica. Alla radiologia del policlinico S.Orsola di Bologna invece danno da bere il succo d'ananas ai pazienti che devono fare gli esami alle vie biliari. "E' un succo normale - spiega la dottoressa Rita Golfieri, direttore del reparto, "ma potrebbe essere impiegato anche un succo di mirtillo normale, perché anche il mirtillo contiene il manganese". L'ananas costa meno, i pazienti lo gradiscono e il Policlinico risparmia ogni anno 13 mila euro. Ma non è l'unica iniziativa: rimettendo mano ai servizi di ristorazione, logistica e pulizie sono riusciti a tagliare i costi di due milioni e mezzo e a ridistribuire ai dipendenti un milione, per esempio eliminando i piatti di plastica e tornando a quelli di ceramica.
    Se poi vogliamo vedere quanto l'Italia può essere all'avanguardia nella sanità allora bisogna andare a Pavia, dove un gruppo di fisici coinvolgendo 500 ditte italiane ha realizzato il sincrotrone, una tecnologia che nel mondo si può trovare solo in altri tre centri in Giappone, Cina e Germania e cura i tumori radioresistenti. Pensate a un gigantesco microonde, un anello di 80 metri di diametro che genera un fascio di protoni o di ioni carbonio che percorrono la circonferenza un milione di volte in mezzo secondo. Il carbonio richiede grandi macchine per essere accelerato ma quando arriva a colpire la cellula tumorale è tre volte più efficace dei raggi X.



    La puntata sarà trasmessa in replica sabato 7 novembre alle 16.30. I video e le trascrizioni delle inchieste saranno resi disponibili sul nostro sito www.report.rai.it.


    Potete seguirci anche su www.facebook.com/reportrai3 e www.twitter.com/reportrai3.


    Buona visione,


    La redazione
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    #14
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    Il business dei funerali: le vostre esperienze 
    #15
    Fulmine maremmano Guest
    Gentili telespettatori,


    torneremo prossimamente a occuparci del business dei funerali. Avete storie ed esperienze personali da raccontare? Prezzi che si sono rivelati più alti del pattuito? Siete stati costretti a pagare in nero? Oppure, avete avuto problemi per la sepoltura dei vostri cari, o nel accedere ai loculi?


    Raccontateci le vostra esperienza scrivendoci al nostro indirizzo mail: report@rai.it



    La Redazione di Report Rai3
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    Report domenica 22 novembre alle 21.45 Rai3 
    #16
    Fulmine maremmano Guest
    Gentili telespettatori,



    vi comunichiamo che domenica 22 novembre alle 21.45 su Rai3 andrà in onda la nuova puntata di Report.


    L'inchiesta di questa settimana è:



    "NERO A METÀ"
    di Bernardo Iovene

    I voucher sono la nuova forma di retribuzione e contribuzione del lavoro accessorio. Dal 2012 la possibilità di utilizzarli è stata allargata a tutti i settori produttivi e così la cifra del loro impiego è passata dalle poche migliaia nel 2008 ai 70 milioni del 2014 e ai cento milioni previsti del 2015. Ma il meccanismo di attivazione permette ai datori di lavoro più furbi di praticare il trucco del nero a metà: in pratica ti pago un'ora con il voucher, il resto in contanti. Il risultato è il contrario di quelle che erano le buone intenzioni del legislatore che ha introdotto i "buoni lavoro" proprio per far emergere il lavoro nero. Invece, paradossalmente, il voucher può addirittura diventare la foglia di fico di alcune forme di sfruttamento. Sono tanti gli esempi: nel lavoro domestico, nella ristorazione, nel turismo, nell'edilizia e in agricoltura. Abbiamo fatto un confronto con l'utilizzo dei voucher in Francia, a cui l'Italia si era ispirata quando nel 2008 li ha introdotti. Oltralpe sono limitati al lavoro domestico e hanno effettivamente dato un sostegno alle famiglie e regolarizzato circa due milioni di lavoratori che prima venivano pagati in "nero". Infine siamo stati in Inghilterra per capire come viene regolato il lavoro occasionale.


    "TANTI E SUBITO"
    di Giorgio Mottola, collaborazione di Ilaria Proietti

    Dopo gli attentati a Parigi, una delle prime misure adottate dal Governo italiano è stata aumentare la sorveglianza dei money transfer. Negli ultimi anni, infatti, molti soldi destinati a finanziare il terrorismo internazionale sono passati attraverso questo canale, che consente di inviare e ricevere denaro in modo veloce, semplice ma soprattutto spesso incontrollabile. Nel 2014 dai money transfer italiani sono partiti oltre 5 miliardi di euro. Per lo più si tratta dei risparmi inviati alle proprie famiglie dagli immigrati residenti in Italia, ma un controllo vero non c'è, e in molti sportelli il limite di 999 euro a settimana viene aggirato con facilità. Il risultato è che oggi nessuno può dire con esattezza quanti soldi facciano entrare o uscire dal nostro Paese.



    "E' ORO QUELLO CHE LUCCICA?"
    di Sigfrido Ranucci, collaborazione di Carla Rumor

    Ci siamo imbattuti per caso nel mondo dorato della Gsg Evolution, acronimo della Gold Sweet Gold, una società che ha i manager che vivono a Verona e che si occupano di fare formazione su piani di investimento in oro. Gira da due anni gli alberghi di tutta Italia e, nel corso di presentazioni effettuate rigorosamente a numero chiuso, informa i risparmiatori italiani sulla convenienza a investire in oro e nei preziosi di una società tedesca di nome Auvesta, di cui la stessa Gsg è partner. Il sistema di investimento di cui parlano è questo: il risparmiatore investe i suoi risparmi versandoli su un conto della banca di Trento e Bolzano del gruppo Intesa. Auvesta poi prende i soldi e li porta in Germania e li trasforma in lingottini, che vengono stipati in un caveau e secondo i promotori non sarebbero aggredibili dal fisco italiano. Grazie ai promoter Auvesta ha già raccolto decine di milioni tra i risparmiatori. Ma è tutto oro quello che luccica?

    I contenuti come sempre verranno pubblicati sul sito www.report.rai.it; ricordiamo anche la diretta Twitter sulle inchieste, durante la messa in onda del programma, oltre ai commenti in diretta sulla pagina Facebook.
    L'appuntamento è per domenica 22 novembre su Rai3 dalle 21.45 e, tutti i giorni, sul nostro sito www.report.rai.it e sui nostri profili social facebook.com/reportrai3 e twitter.com/reportrai3

    La puntata sarà trasmessa in replica sabato 28 novembre alle 16.30.



    Sabato 21 novembre alle 16.30
    in replica la puntata di domenica scorsa "Finché c'è guerra c'è speranza" di Sigfrido Ranucci: sembra incredibile, ma in Italia c'è chi di giorno indossa i panni del fruttivendolo e la notte gioca a fare la guerra. Un filo rosso che parte da un paesino in provincia d'Imperia e arriva fino a dentro i palazzi di Agusta Westland - Finmeccanica.

    E inoltre "Arsenico e il vecchio boss" di Giulio Valesini: Report torna a occuparsi delle casette dell'acqua dell'azienda legata a Felice Maniero.

    I video e le trascrizioni delle inchieste saranno resi disponibili sul nost ro sito www.report.rai.it.


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    Buona visione,

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    Report domenica 29 novembre alle 21.45 Rai3 
    #17
    Fulmine maremmano Guest
    Gentili telespettatori,



    vi comunichiamo che domenica 29 novembre alle 21.45 su Rai3 andrà in onda la nuova puntata di Report.


    L'inchiesta di questa settimana è:



    "LA GIUSTA CAUSA"
    di Claudia Di Pasquale



    La legge è uguale per tutti, ma quando si tratta di applicarla i giudici di primo grado possono pensarla in un modo, quelli di secondo grado in un altro e la Cassazione può ribaltare i verdetti precedenti: e, soprattutto, giudicare in modo opposto fattispecie che sembrano avere grandissime analogie. A tutto questo si aggiunge l'estenuante lunghezza dei processi. Un cocktail micidiale quando in ballo c'è una causa per un licenziamento che può definirsi anche dopo 10 anni. A complicare le cose ci si mettono i vuoti di organico degli uffici giudiziari e le lentezze del Consiglio superiore della magistratura che lascia gli uffici direttivi vacanti per molti mesi. Per quale motivo? E quali sono i criteri per nominare i procuratori capo, i presidenti dei tribunali, i procuratori generali presso le corti d'appello? L'inchiesta di Report proverà a spiegarlo.



    A seguire:


    "LA G RAN C ORTE"
    di Giuliano Marrucci


    Negli ultimi anni la Consulta ha dichiarato incostituzionali il taglio delle pensioni d'oro e degli stipendi dei manager pubblici, la nomina senza concorso di 800 dirigenti dell'agenzia delle entrate, il blocco della rivalutazione delle pensioni e anche l'utilizzo di autovelox mobili privi di taratura periodica. Tutte sentenze che rischiano di costare allo stato una montagna di quattrini. A volte si potrebbero limitare i danni, ma servirebbero leggi diverse.





    I video e le trascrizioni delle inchieste saranno resi disponibili sul nostro sito www.report.rai.it .




    Segnaliamo inoltre che sabato 28 novembre alle 16.30 trasmetteremo in replica la puntata di domenica scorsa. La prima inchiesta è "Nero a metà" di Bernardo Iovene: i voucher sono la nuova forma di retribuzione e contribuzione del lavoro accessorio. Dal 2012 la possibilità di utilizzarli è stata allargata a tutti i settori produttivi. E inoltre "Tanti e subito" di Giorgio Mottola: dopo gli attentati a Parigi, una delle prime misure adottate dal Governo italiano è stata aumentare la sorveglianza dei money transfer. Negli ultimi anni, infatti, molti soldi destinati a finanziare il terrorismo internazionale sono passati attraverso questo canale. Infine: "E' oro quello che luccica?" di Sigfrido Ranucci: ci siamo imbattuti per caso nel mondo dorato della Gsg Evolution, una società che ha i manager che vivono a Verona e che si occupano di fare formazione su piani di investimento in oro...



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    Report domenica 6 dicembre alle 21.45 Rai3 
    #18
    Fulmine maremmano Guest
    Gentili telespettatori,



    vi comunichiamo che domenica 6 dicembre alle 21.45 su Rai3 andrà in onda la nuova puntata di Report.


    L'inchiesta di questa settimana è:


    "TROPPA TRIPPA"
    di Sabrina Giannini


    Centoventotto milioni di euro spesi solo per gli snack per cani e gatti.
    Può sembrare una cifra eccessiva ma non è nulla rispetto al miliardo e ottocento milioni di euro che spendono i 14 milioni di proprietari di animali da compagnia.
    Un settore che non soffre la crisi dei consumi e che è in costante crescita. Questo grazie a straordinarie operazioni di marketing, e a una normativa a maglie larghe che consente etichettature troppo generiche e l'utilizzo di materie prime che non rispondono agli stessi criteri di quelle certamente più sicure per l'alimentazione umana, i cui avanzi vengono buttati in pattumiera (per un valore di 8 miliardi di euro).
    L'inchiesta di Sabrina Giannini cerca di fare luce su un settore poco trasparente: tutte le aziende produttrici contattate, in Italia, Europa e Stati Uniti, hanno rifiutato di mostrarci gli stabilimenti, così come i loro fornitori di scarti di macellazione e farine di carne. Infine l'ultima novità del mercato che vede in competizione le multinazionali: le diete a supporto delle patologie che colpiscono cani e gatti. Alimenti molto costosi che suscitano dubbi.



    a seguire:


    "IL BARATTO AMMINISTRATIVO"
    di Giulio Valesini


    In Italia si stanno sperimentando nuove forme di collaborazione tra cittadini e amministrazioni locali. La prima permette di pagare le tasse anche senza soldi. Si chiama baratto amministrativo ed è stato introdotto dalla legge Sblocca Italia del 2014. Lo stanno già sperimentando alcuni comuni italiani: il cittadino, in cambio di lavori utili come la manutenzione del verde o la pulizia di una scuola, ottiene sconti sulle tasse comunali o l'azzeramento dei debiti accumulati. A Milano, la prima grande città a introdurre il baratto amministrativo, si permette ai morosi con un reddito inferiore ai 21 mila euro di chiudere le pendenze con il Comune, multe comprese.


    "BIKE TO WORK"
    di Giulio Valesini


    Se vai a lavoro in bicicletta, il comune ti paga. L'ha proposto ai suoi cittadini il sindaco di Massarosa, in provincia di Lucca. Si chiama Bike to work e la piccola citta toscana è la prima in Italia a sperimentarlo sul modello di Parigi. Il lavoratore -ciclista riceverà 25 centesimi ogni chilometro percorso per andare sul posto di lavoro. Un incentivo in più per lasciare la macchina a casa e inquinare di meno.





    I video e le trascrizioni delle inchieste saranno resi disponibili sul nostro sito www.report.rai.it.




    Segnaliamo inoltre che sabato 5 dicembre alle 16.30 su Rai3 trasmetteremo in replica la puntata della settimana scorsa, con l'inchiesta "La giusta causa", di Claudia Di Pasquale. La legge è uguale per tutti, ma quando si tratta di applicarla i giudici di primo grado possono pensarla in un modo, quelli di secondo grado in un altro e la Cassazione può ribaltare i verdetti precedenti: e, soprattutto, giudicare in modo opposto fattispecie che sembrano avere grandissime analogie. E inoltre: "La Gran Corte", di Giuliano Marrucci. Ci sono sentenze che rischiano di costare allo Stato una montagna di quattrini. A volte si potrebbero limitare i danni.



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    Buona visione,

    La redazione
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    Report domenica 13 dicembre alle 21.45 Rai3 
    #19
    Fulmine maremmano Guest
    Gentili telespettatori,

    vi comunichiamo che domenica 13 dicembre alle 21.45 su Rai3 andrà in onda la nuova puntata di Report.


    L'inchiesta di questa settimana è:

    "LA TRATTATIVA"

    di Luca Chianca


    Report ha cercato di ricostruire il percorso di quella che si sospetta essere una delle più grosse tangenti mai pagate al mondo. Parliamo di circa un miliardo di dollari che l'Eni avrebbe sborsato per l'acquisto della licenza per sondare i fondali marini del blocco petrolifero denominato Opl245 in Nigeria. Il sospetto che sia stata pagata una tangente emerge per puro caso durante un processo civile presso l'Alta Corte di giustizia inglese dove nel 2012 si celebra una disputa tra due società, la Malabu oil, dell'ex ministro del petrolio della Nigeria Dan Etete, e una società delle British Virgin Islands, la Energy Venture Partners, del mediatore nigeriano, Emeka Obi. E' il mediatore Obi che chiede all'ex ministro Etete il riconoscimento ufficiale del suo ruolo nella compravendita della Opl245.

    Tra le carte del processo inglese spunta anche il nome di Luigi Bisignani che, intercettato in quel periodo dalla procura di Napoli per la P4, parla con i massimi vertici dell'Eni dando indicazioni per concludere l'affare. Bisignani, intervistato da Report, ammette di aver avuto un ruolo di "attivatore" dell'affare, e ammette anche di aver avuto contatti con i massimi vertici dell'Eni, vecchi e nuovi. E' stata l'Eni, guidata da Paolo Scaroni, che nel 2011 ha comprato per oltre un miliardo di dollari la licenza per il blocco petrolifero nigeriano. Eni da parte sua afferma di aver svolto la trattativa e concluso l'accordo senza i mediatori. Ma Report nel corso della sua inchiesta ha raccolto testimonianze che suscitano interrogativi su questa versione.

    Inoltre buona parte dei soldi pagati da Eni, ben 800 milioni, non sarebbero andati al governo, ma nelle tasche di società private nigeriane riconducibili al misterioso, Aliyu Abubakar, definito nel suo paese l'uomo ombra. Anche se l'ambasciata nigeriana ha inspiegabilmente negato il visto ai giornalisti, Report è riuscito a documentare a Lagos le sedi delle società a cui Eni ha versato gran parte degli 800 milioni: e vedremo che cosa ha trovato.


    "ENI DISMETTE"

    di Emanuele Bellano



    Eni ha annunciato dismissioni per 11 miliardi di euro. Il piano prevede la vendita delle partecipazioni in Snam e nella società petrolifera portoghese Galp. Venderanno poi parte di Saipem, che con 10 miliardi di fatturato all'anno è il gigante italiano attivo nella ricerca ed estrazione di petrolio. Intanto, a maggio dello scorso anno, hanno venduto le partecipazioni nella raffineria ceca Ceska Rafinerska e la rete di distributori di benzina in Slovacchia, Repubblica Ceca e Romania. Chi è il compratore? E il prezzo di vendita è stato conveniente per Eni?

    I manager di Eni hanno annunciato anche la vendita di Versalis, la società che possiede i suoi poli chimici, da Porto Marghera in Veneto a Priolo in Sicilia. Strutture vecchie che si trovano su aree altamente inquinate e mai bonificate. Insieme ad altri poli industriali italiani fanno parte dei 39 Sin, i siti inquinati di interesse nazionale individuati dal ministero dell'Ambiente. Di tutti e 39 finora nemmeno uno è stato ripulito del tutto e destinato a nuovo uso. Eppure è stata creata una società ad hoc, Sogesid, interamente pubblica, che opera come braccio operativo del ministero dell'Ambiente e il cui scopo è coordinare le bonifiche dei Sin. Alla fine non solo non hanno bonificato, ma i vertici di Sogesid e del Ministero sono anche finiti sotto indagine per truffa allo stato e associazione a delinquere.

    "MA QUANTO MI COSTI?"

    di Roberto Pozzan


    La richiesta di energia elettrica aumenta sempre di più nel mondo. Ogni paese si trova ad affrontare un quesito: costerà di più generare corrente con centrali a gas o con centrali solari fotovoltaiche? Report ha cercato di fare un raffronto tra le due tecnologie, analizzando tutti i costi sia dal punto economico che quello di ricaduta ambientale, dalla sabbia alla cella, dal giacimento alla centrale, fino allo smaltimento e trattamento per il riutilizzo.

    I video e le trascrizioni delle inchieste saranno resi disponibili sul nostro sito www.report.rai.it .


    Segnaliamo inoltre che sabato 12 dicembre alle 16.30 su Rai3 trasmetteremo in replica la puntata della settimana scorsa, con l'inchiesta "Troppa Trippa" , di Sabrina Giannini. C entoventotto milioni di euro spesi solo per gli snack per cani e gatti. Può sembrare una cifra eccessiva ma non è nulla rispetto al miliardo e ottocento milioni di euro che spendono i 14 milioni di proprietari di animali da compagnia. Un settore che non soffre la crisi dei consumi e che è in costante crescita. Questo grazie a straordinarie operazioni di marketing, e a una normativa a maglie larghe che consente etichettature troppo generiche e l'utilizzo di materie prime che non rispondono agli stessi criteri di quelle certamente più sicure per l'alimentazione umana, i cui avanzi vengono buttati in pattumiera (per un valore di 8 miliardi di euro). L'inchiesta di Sabrina Giannini cerca di fare luce su un settore poco trasparente: tutte le aziende produttrici contattate, in Italia, Europa e Stati Uniti, hanno rifiutato di mostrarci gli stabilimenti, così come i loro fornitori di scarti di macellazione e farine di carne. Infine l'ultima novità del mercato che vede in competizione le multinazionali: le diete a supporto delle patologie che colpiscono cani e gatti. Alimenti molto costosi che suscitano dubbi.
    E inoltre: "Il baratto amministrativo" di Giulio Valesini. In Italia si stanno sperimentando nuove forme di collaborazione tra cittadini e amministrazioni locali. La prima permette di pagare le tasse anche senza soldi. Si chiama baratto amministrativo ed è stato introdotto dalla legge Sblocca Italia del 2014. Lo stanno già sperimentando alcuni comuni italiani: il cittadino, in cambio di lavori utili come la manutenzione del verde o la pulizia di una scuola, ottiene sconti sulle tasse comunali o l'azzeramento dei debiti accumulati. A Milano, la prima grande città a introdurre il baratto amministrativo, si permette ai morosi con un reddito inferiore ai 21 mila euro di chiudere le pendenze con il Comune, multe comprese e "Bike to Work" di Giulio Valesini Se vai a lavoro in bicicletta, il comune ti paga. L'ha proposto ai suoi cittadini il sindaco di Massarosa, in provincia di Lucca. Si chiama Bike to work e la piccola citta toscana è la prima in Italia a sperimentarlo sul modello di Parigi. Il lavoratore-ciclista riceverà 25 centesimi ogni chilometro percorso per andare sul posto di lavoro. Un incentivo in più per lasciare la macchina a casa e inquinare di meno.


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    Report domenica 20 dicembre alle 21.45 Rai3 
    #20
    Fulmine maremmano Guest
    Gentili telespettatori,

    vi comunichiamo che domenica 20 dicembre alle 21.45 su Rai3 andrà in onda la nuova puntata di Report.


    Il titolo della puntata di questa settimana è: "COM'E' ANDATA A FINIRE?"




    Com'è andata a finire?
    "CARISSIMA SALMA"
    di Bernardo Iovene


    Report torna sul caro estinto dopo 17 anni documentando la protesta nelle camere mortuarie degli agenti delle onoranze funebri che contestano l'appalto scaduto da oltre un anno affidato ad un loro concorrente. Negli ospedali romani per anni accade quello che era sempre stato considerato un illecito, la presenza di agenzie funebri nella camera mortuaria, addirittura al sant'Andrea le ditte pagavano per avere in appalto la gestione. Era previsto, infatti, che recuperassero la somma dai funerali. Questa prassi ha permesso a poche agenzie di aggiudicarsi in media la metà dei 28 mila funerali che si celebrano a Roma. Teoricamente invece, a contendersi il caro estinto nella capitale ci sarebbero circa 600 agenzie. Report ha documentato anche lo stato in cui versano i cimiteri napoletani dove il Comune ha deciso di affidare i servizi, con un bando di gara, a una ditta esterna, e così gli ex seppellitori abusivi, che per decenni si sono presi cura delle tombe dei cari defunti, saranno estromessi definitivamente.


    Com'è andata a finire?
    "IL MONTE DEI MISTERI"
    Di Paolo Mondani


    Il 13 novembre scorso la Procura della Repubblica di Siena ha riaperto le indagini sul caso della morte di David Rossi, dopo averle archiviate per suicidio. David Rossi è stato capo comunicazione della banca e braccio destro di Giuseppe Mussari, già dominus di Mps. Dopo l'archiviazione, la famiglia di David ha dato mandato a tre periti di produrre un approfondimento (su dinamica della caduta, aspetto medico legale e grafologico) che hanno convinto la Procura a riaprire le indagini. Report analizza le parti salienti delle perizie.
    Nel frattempo, continuano le indagini giudiziarie sulle spericolate operazioni della gestione Mussari del Monte dei Paschi. La procura di Milano che indaga su questi fatti ha prodotto una perizia sui bilanci recenti della banca. Mentre la Consob dopo molto tempo si sveglia e contesta a Montepaschi i bilanci dal 2012 al 2014.


    Com'è andata a finire?
    "ANAS PER L'ITALIA"
    Di Giovanna Boursier


    Report torna su Anas, la società pubblica che gestisce 25.000 chilometri di strade e autostrade. Ad aprile ci eravamo occupati di vari argomenti: del viadotto siciliano Scorciavacche, inaugurato senza collaudo con tre mesi di anticipo e con la rampa d'accesso crollata dopo una settimana; delle gallerie tra le Marche e l'Umbria, dove le ditte d'appalto non avrebbero messo il cemento prescritto da progetto; della Maglie- Leuca, in Puglia, dove nei progetti nessuno aveva visto le discariche sotto il terreno. Il giorno dopo la nostra inchiesta l'allora Presidente di Anas, Pietro Ciucci, si era dimesso. Al suo posto, a maggio, arriva Gianni Vittorio Armani, e dopo sei mesi tutti i nodi vengono al pettine. Tra le maglie del pettine finisce impigliata anche Antonella Accroglianò, passata alle cronache come la Dama Nera. A fine ottobre, la Guardia di Finanza perquisisce gli uffici Anas di mezza Italia e arresta dieci persone, tra dirigenti e funzionari Anas, imprenditori che hanno in corso appalti milionari e anche l'ex sottosegretario alle infrastrutture Luigi Meduri. Secondo gli inquirenti, Antonella Accroglianò, dirigente del comparto tecnico amministrativo, era a capo di una cellula criminale che otteneva tangenti in cambio di appalti, o per velocizzare le pratiche , accordi bonari e contenziosi che in Anas sono arrivati a ben 9 miliardi. Viene fuori che gli indagati sono 31, e non solo gli 11 riportati dai giornali. Compreso uno dei 3 condirettori generali di Ciucci, pagati circa 400.000 euro l'anno, Alfredo Bajo, indagato per abuso d'ufficio. E' andato in pensione, ma dirige ancora Anas International anche se secondo la legge Madia, non può ricoprire incarichi dirigenziali in società pubbliche a titolo oneroso. Anche Stefano Liani, ex capo compartimento in Toscana fino al 2010, quando Ciucci lo nomina a Roma Direttore centrale nuove Costruzioni, è indagato. Armani lo ha promosso anche Direttore Progettazione e Realizzazione Lavori, dandogli in mano, praticamente, la direzione della costruzione di tutte le nuove strade. Suo fratello, Marco Liani, era in Anas fino al 2005. Esce perché condannato per corruzione, ma un anno fa rientra negli appalti con una società di cui è socio al 33%. Liani, intervistato, dice: "non sono io che do gli appalti e di quel che fa mio fratello l'ho saputo dai giornali". Qualche giorno dopo la nostra intervista, però, Armani ha tolto l'appalto alla società del fratello di Stefano Liani, e dice: "Io non mi fido di nessuno". L'Anas è un sistema malato" e io ho la responsabilità di lavorare in un ambiente dove la persona a cui hai dato responsabilità potrebbe essere un delinquente".


    Com'è andata a finire?
    "OPERAZIONE PONTE"
    Di Stefania Rimini

    C'era una volta il ponte sospeso più lungo del mondo: un'illusione che ci è già costata 312 milioni e che rischiamo di pagare ancora più cara. Nel 2002 i manager della società Stretto di Messina ci avevano annunciato che la prima pietra sarebbe stata posata nel giro di 3 anni. Da allora ne è passata di acqua sotto il non-ponte e l'unica pietra che si intravede è il macigno delle penali che rischia di caderci tra capo e collo: oltre 800 milioni di indennizzo che pretendono i costruttori e i consulenti, rimasti a bocca asciutta. Ma cosa ha fatto il consorzio Eurolink, capeggiato da Salini-Impregilo, per meritarsi il risarcimento? E se davvero al contribuente toccherà sborsare quasi 1 miliardo per il nulla, di chi sarà la responsabilità? Intanto i Siciliani e i Calabresi stanno già pagando i costi reali della telenovela ponte-non ponte, perché con l'alibi del ponte che sarebbe arrivato e avrebbe risolto tutto, per anni non si è fatto più niente per migliorare le infrastrutture e soprattutto per affrontare il dramma che in queste zone è la madre di tanti guai: il dissesto idrogeologico.


    Com'è andata a finire?
    "IL DANNO E LA BEFFA"
    Di Sigfrido Ranucci


    Report torna dopo un anno ad occuparsi del laboratorio dell' Istituto Superiore di Sanità che doveva certificare i dispositivi medici quali Pacemaker, neurostimolatori e stent. Avevamo denunciato che i macchinari per effettuare i test erano fatiscenti e fuori uso, sebbene continuassero a uscire dall' Istituto Superiore le certificazioni. Dopo la nostra denuncia gli investigatori del Nucleo della Guardia di Finanza di Roma sono entrati nell' Istituto, e vedremo che cosa è emerso dopo un anno di indagini.



    E inoltre:


    IL BISCOTTO PERFETTO
    Di Giulio Valesini


    Come gestisce lo stato i beni sequestrati e confiscati alle organizzazioni criminali? Un tesoro che vale miliardi di euro tra aziende, immobili e conti bancari, gestiti dal 2010 dall'Agenzia Nazionale, un ente che dipende dal ministero dell'Interno. Lo stato prevede che i beni tolti alla criminalità vengano destinati ad usi pubblici e sociali. Ma spesso questo non avviene. E ci sono casi in cui è lo stato a subire la beffa più grande. Come a Fasano, in provincia di Brindisi, dove il tribunale da ragione ad un ex contrabbandiere che aveva chiesto di pignorare una parte dei beni che lo stato gli aveva confiscato solo qualche anno prima. A lui, assunto nel panificio sequestrato, nessuno si è ricordato di pagare il tfr cui però aveva diritto. Una vicenda sulla quale il direttore dell'agenzia Nazionale per i Beni confiscati, Umberto Postiglione, dopo la segnalazione di Report, ha promesso di fare una denuncia alla Procura della Repubblica.




    Video e trascrizioni delle inchieste saranno disponibili sul nostro sito www.report.rai.it pochi minuti dopo la fine della trasmissione. Potete seguirci anche su www.facebook.com/reportrai3 e www.twitter.com/reportrai3


    Buona visione,

    La redazione
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