Discussione: Poste italiane

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    Poste Italiane ha chiuso i primi 9 mesi del 2015 con ricavi totali pari a 23,9 miliardi di euro, in crescita del 6% rispetto ai 22,6 miliardi di euro dello stesso periodo dell’anno precedente.Il risultato operativo è stato pari a 930 milioni di euro, in miglioramento del 26,9% dai 733 milioni di eu ...

    Leggi tutto: http://www.soldionline.it/notizie/az...-del-2015?cp=1

    bene i conti, ma non ci voleva lo scivolone in chiusura, se anche domani non passa i 6,75 esco sicuro
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    Fulmine maremmano Guest
    Citazione Orginalmente inviato da davbon77 Visualizza messaggio
    Poste Italiane ha chiuso i primi 9 mesi del 2015 con ricavi totali pari a 23,9 miliardi di euro, in crescita del 6% rispetto ai 22,6 miliardi di euro dello stesso periodo dell’anno precedente.Il risultato operativo è stato pari a 930 milioni di euro, in miglioramento del 26,9% dai 733 milioni di eu ...

    Leggi tutto: http://www.soldionline.it/notizie/az...-del-2015?cp=1

    bene i conti, ma non ci voleva lo scivolone in chiusura, se anche domani non passa i 6,75 esco sicuro
    I conti sono buoni ma il nostro problema si chiama "Europa" e "Draghi". Se l' America decide di venderci non ce ne è per nessuno, siamo nelle loro mani, da sempre.
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    Che sia la volta buona che parte al rialzo?
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    Citazione Orginalmente inviato da xomer Visualizza messaggio
    Che sia la volta buona che parte al rialzo?
    Io ne avevo prenotate 2000, ottenute misere 500 che non mi hanno trasformato il primo giorno in negoziabili, ma solamente al secondo giorno, chiuse due giorni fa a 6.795 con un gain ridicolo e sbloccato finalmente il piccolo capitale che avevo bloccato dal 12.10.2015.
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    Prov. di PD
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    ...le IPO 9 volte su 10 sono sconvenienti...
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    Citazione Orginalmente inviato da tfly Visualizza messaggio
    ...le IPO 9 volte su 10 sono sconvenienti...
    Ciao Fabio,
    molto dipende dall'approccio, se è da cassettista, o se si ha un approccio di tipo speculativo cioè vendere in apertura metà o tutta la posizione. Anche Poste, che è stato sostanzialmente un pacco per il risparmiatore, se venduta in open avrebbe dato un 2% in pochi secondi, tempo di mandare l'ordine.
    Le IPO possono essere delle ottime opportunità

    Aggiungo che c'è un famoso trader italiano specializzato tra le altre cose in operazioni societarie, e tratta anche le IPO...a conferma che vanno affrontate con approccio scientifico in cui nulla si lascia al caso.
    Ultima modifica di asvin : 20-11-2015 alle ore 11.29.01
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    Citazione Orginalmente inviato da tfly Visualizza messaggio
    ...le IPO 9 volte su 10 sono sconvenienti...
    Sulla base di? Non sono d'accordo.

    Per citarne alcune recenti:

    - Poste giapponesi (non ricordo bene, +15/+20?)
    - Ferrari (ok ora scende ma in ottica speculativa chi le ha prese a 52 le poteva vendere il primo giorno a 60 in apertura)
    - Match group
    - Square (2 tech americane quotate ieri che hanno fatto rispettivamente +20 e +40 punto piu punto meno)
    - Abn Amro (la grossa banca olandese torna oggi sul mercato, ipo da quasi 20bln di euro, una delle più grandi da anni in EU e stava viaggiando a +2.5)

    Poi se confrontiamo con i catorci che si quotano all'AIM per rubare soldi agli asinelli bè, sono d'accordo che siano perlopiù sconvenienti.

    Poste è stata una paccata paura, ma non per questo le IPO sono al 90% sconvenienti....servirebbero almeno 10 esempi per indicare tale percentuale, e sarebbe comunque un dato inaffidabile
    “Bull markets are born on pessimism, grown on skepticism, mature on optimism and die on euphoria.” -Sir John Templeton

    "To bankrupt a fool, give him information" - N.N.T.
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    Citazione Orginalmente inviato da JasonJason911 Visualizza messaggio
    Sulla base di? Non sono d'accordo.

    Per citarne alcune recenti:

    - Poste giapponesi (non ricordo bene, +15/+20?)
    + 26% !!!
    Datemi un Pattern e solleverò il mondo !
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    Fulmine maremmano Guest
    Citazione Orginalmente inviato da tfly Visualizza messaggio
    ...le IPO 9 volte su 10 sono sconvenienti...
    Vorrei sostenere la tesi di Tfly, che, per quanto generica, non mi trova assolutamente discorde e che nelle valutazioni di chi mi ha preceduto trova proprio
    concretezza di fatti certi. E' chiaro che il riferimento di TFLY era orientato al mercato italiano, e che quindi ogni confronto con i mercati esteri sia improprio.
    Per chi poi opera con la mentalità del trading stretto e delle analisi tecniche di breve/medio/lungo, entrare su un titolo sulla base della semplice analisi
    fondamentale è chiaramente un approccio diverso e poco coerente. Il parco buoi, prima vittima delle IPO, è spesso condizionato da esclusivi elementi di
    visibilità del collocamento stesso, anche perchè sono pochissimi coloro che possono valutare con assoluta certezza l'appropriatezza di un prezzo di
    collocamento ed i relativi movimenti di prezzo una volta che il titolo fosse posto sul mercato ed iniziassero le contrattazioni. Non mi risulta ad esempio, che
    due validi esperti come i gestori di questo forum, abbiano mai consigliato con assoluta certezza dei collocamenti IPO , nonostante loro stessi siano dotati
    di preparazione tecnica e fondamentale tale da poter essere utilizzata in modo certo e profittevole. In conclusione, qualsiasi operazione di borsa fondata su
    "sensazioni" o "percezioni" equivale a comprarsi un abito sul web senza saperne la taglia ed averlo provato; la possibilità di aver sbagliato acquisto è evidente.

    A parere mio il 9 su 10 di Tfly è vicino alla realtà, e per maggior chiarezza posto due contributi:
    http://www.borsa-finanza.com/ipo.html

    Il primo mettendo in evidenza il concetto di underpricing:

    Un fenomeno usuale, a livello mondiale, per le IPO è quello dell'underpricing (o sottovalutazione del prezzo) dell'azione.

    Può essere definito come la differenza tra il prezzo di collocamento dei titoli e la quotazione registrata nel periodo immediatamente successivo all'offerta (ossia il primo giorno di contrattazione), al netto della variazione dell'indice della borsa in esame.

    In Italia, uno studio pubblicato delle edizioni del Sole 24 Ore ha verificato che negli 87 collocamenti a prezzo variabile verificatisi dal 1985 al 2000 a Piazza Affari, l'underpricing medio è stato del 14,33%.

    L’underpricing ha, fra le sue funzioni, quella di rendere conveniente il collocamento e far si che il mercato sottoscriva una quantità di titoli adeguata.

    Quantità che non avrebbe sottoscritto senza questo elemento di convenienza. Nel periodo considerato, inoltre, l’assoluta scarsità di informazioni per i risparmiatori costringeva ad offrire un underpricing enormemente più significativo per ottenere la raccolta del risparmio desiderata.

    Le norme di trasparenza introdotte per legge negli anni ’90 hanno fatto crollare detto underpricing.

    In Italia, mentre nei primi anni '80 il prezzo di collocamento era fissato già nel prospetto informativo, spesso consegnato con largo anticipo, nelle operazioni realizzate a partire dagli anni '90 la procedura è stata quella del book-building, che formalmente rispetta maggiormente il gioco della domanda e dell'offerta.

    A dispetto di questo e del fatto che nel corso degli anni ’90 gli obblighi di informativa sono divenuti progressivamente più stringenti, costringendo i collocatori a maggiore trasparenza, questo meccanismo ha originato in anni recenti forchette di prezzo ampissime fra minimi e massimi, costringendo spesso chi sottoscrive ad affidarsi al “buon cuore” di chi colloca.

    Nel periodo considerato, inoltre, l’assoluta scarsità di informazioni per i risparmiatori costringeva ad offrire un underpricing enormemente più significativo per ottenere la raccolta del risparmio desiderata.




    Altro contributo quello di MEGLIOLI di qualche anno fa......

    COSA PENSO DELLE IPO
    Ultima modifica di Fulmine maremmano : 20-11-2015 alle ore 15.31.07
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    Fulmine maremmano Guest
    Una osservazione su Poste Italiane alla quotazione attuale di 6,78 , poco sopra del livello di collocamento.
    Il giorno 26 Ottobre, giorno antecedente le quotazioni, il mercato italiano chiudeva a 22630, circa 2,5 punti percentuali sopra le quotazioni attuali.
    Dopo 20 giorni, mi pare che il pacco lo abbia "incassato" chi ha venduto, perchè nonostante tutto la tenuta pare evidente.
    Non c'è da fare salti di gioia , ma pare che la fuga da panico e da speculazione dei primi giorni , si sia ritorta contro chi sperava di guadagnare in
    poche ore la pagnotta. Chi oggi avesse venduto avrebbe almeno incassato per ora i soldi per una cena....
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