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    l'ultima follia del governo che smantella lo stato sociale:esami clinici "inutili" 
    #1
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    Dalle Tac alle analisi, è guerra agli esami «inutili», multe per i medici
    Camici bianchi verso la mobilitazione
    L’elenco delle prestazioni a rischio
    http://www.corriere.it/salute/15_set...04a29dee.shtml



    Il dicastero ha consegnato ai sindacati l'elenco degli esami a maggior rischio di “inappropriatezza”, quelli cioè che non sono sempre ritenuti necessari. I medici potranno essere sanzionati nel caso di “abuso”. Le conseguenze per i cittadini? Se non ricorrono le condizioni elencate nel documento del ministero, dovranno pagare la prestazione di tasca propria. L'obiettivo: risparmiare 7 miliardi entro il 2017
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015...e-tac/2059505/
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    #2
    Fulmine maremmano Guest
    Finalmente !! La spesa delle regioni nella sanità vive di convenzioni che sono spreco e pura follia ! Medici che prescrivono farmaci ed esami inutili
    alle spalle della spesa pubblica solo per interessi privati ! Se fosse vero sarebbe una delle poche buone notizie che leggo !
    Purtroppo in ITALIA l'assistenzialismo è un male endemico difficile da estirpare. E chi sta veramente male è costretto a fare analisi private per le lunghe
    liste di attesa !!
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    #3
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    tolti !!!!!!!!!, chi prende la pensione minima ,gli ultra 80enni con pensioni basse, lavoratori sotto i 1200 € mensili ,metterei un tetto di € 500, solo al superamento di questa soglia si incomincerebbe ad avere ancora assistenza,,tolte le categorie citate precedentemente fino ad € 500 si paga di tasca propria e poi si viene assistiti,assolutamente gratuite per TUTTI dovrebbero essere le cure per malattie come,la, SLA, e altre malattie croniche importanti.
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    #4
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    ...il Governo Renzi aumenterà il limite dell'utilizzo del contante a 3.000 €.... la maggior parte degli italiani in coro: averli 3.000 euro....
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    Tagli al Walfare. Gli italiani devono pagare per la sanità e molti non possono 
    #5
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    La salute è un lusso per molti: nel 40% delle famiglie almeno uno rinuncia alle cure

    Pubblicato il: 20/10/2015 17:17

    La salute è un lusso per molti italiani. Nel 41,7% delle famiglie almeno una persona ha dovuto rinunciare a una prestazione sanitaria, mentre i cittadini pagano il 18% della spesa sanitaria totale, per oltre 500 euro a testa. E a fronte di 3 milioni di cittadini non autosufficienti che necessitano di assistenza, si contano oltre 1,3 milioni badanti, con una spesa per le famiglie di 10 miliardi l’anno.

    E' il quadro tracciato dall’indagine 'Bilancio di sostenibilità del welfare italiano' del Censis e dalle ricerche delle associazioni dei consumatori, presentate oggi a Roma, realizzate per il Forum Ania-Consumatori e pubblicate nel volume "Gli scenari del welfare. Verso uno stato sociale sostenibile", in cui sono illustrate le proposte di assicuratori e consumatori per un welfare futuro equo e sostenibile.

    Dalll'analisi emerge che gli italiani sono alle prese con un sistema di welfare che da generatore di sicurezza sociale è diventato fonte di ansia e preoccupazione e non risponde più alle esigenze dei cittadini. Infatti, mentre aumenta l’incertezza sul futuro delle pensioni, per ogni nucleo familiare diventa sempre più difficile gestire le spese sanitarie e quelle determinate dalla non autosufficienza di un proprio congiunto. Secondo il Censis, il 53,6% degli italiani dichiara che la copertura dello stato sociale si è ridotta e paga di tasca propria molte spese che un tempo venivano coperte dal sistema di welfare nazionale. Si mette mano al portafogli per il 18% della spesa sanitaria totale, contro il 7% registrato in Francia e il 9% in Inghilterra. Inoltre, a causa delle lunghe liste di attesa nella sanità pubblica e dei costi proibitivi della sanità privata, in oltre 2 famiglie su 5 almeno una persona in un anno ha dovuto rinunciare a una prestazione sanitaria.

    Nell’ambito del Forum Ania-Consumatori, assicuratori e consumatori hanno messo a punto otto proposte per un sistema di welfare più efficiente ed equo. Tra queste, innanzitutto, occorre fornire un’informazione trasparente, semplice e completa sulla situazione pensionistica a ogni cittadino e sulle prestazioni attese, anche per effettuare scelte consapevoli per il proprio futuro previdenziale.

    Altra priorità la lotta al fenomeno delle liste d’attesa, causate dal gap tra i servizi promessi a tutti e quelli effettivamente erogati. Ineludibile anche il problema della non autosufficienza in tarda età: il 78% degli italiani è favorevole a un’assicurazione contro la non autosufficienza. Tra le proposte viene sottolineata sia l’importanza di un quadro di regole chiare e uniformi per le forme sanitarie integrative, sia la necessità di incentivare lo sviluppo di sistemi mutualistici. Da ultimo, un sistema equo e sostenibile non può prescindere da una politica fiscale che sia realmente 'pro- welfare' e che nel medio-lungo periodo sia positiva per i conti pubblici.

    "Le indagini fatte - afferma Pier Ugo Andreini, presidente Forum Ania-Consumatori - dimostrano che il sistema attuale di welfare è inadeguato alle reali esigenze dei cittadini. Ne è un chiaro esempio il fatto che gli italiani pagano di tasca propria le spese sanitarie in misura doppia rispetto ai francesi e agli inglesi. Siamo convinti che gli assicuratori possano rendere più efficiente questa spesa e i consumatori possano rendere i cittadini sempre più consapevoli e informati".

    "Il welfare italiano sta cambiando - dichiara Giuseppe De Rita, presidente del Censis - e le famiglie rispondono con processi di adattamento che includono una forte esposizione finanziaria, anche con fenomeni di rinuncia alle prestazioni. Questo cambio del welfare è problematico e non ci saranno grandi riforme. Ciò di cui c'è bisogno è che la famiglia ritrovi quella percezione di fiducia essenziale per fare sviluppo".

    http://www.adnkronos.com/salute/sani...tml?refresh_ce
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    altri tagli alla Sanità in arrivo? 
    #6
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    Sanità, tagli per 15 miliardi in tre anni.
    L’ipotesi del rincaro dei ticket. La Corte dei conti lancia l’allarme per i bilanci delle Regioni. Il rialzo dell’Iva al 13 e 25% è solo rinviato di 12 mesi, non ancora cancellato

    ROMA - Per il 2016 tutto sommato è andata bene. Invece di 113,1 miliardi il Fondo Sanitario nazionale ne riceverà 111, uno in più di quest’anno. Per il futuro, però, il conto che la sanità sarà chiamata a pagare rischia di essere molto, molto più salato. Sulla carta, scritto nell’ultima bozza della legge di Stabilità, ci sono tagli di spesa che potrebbero arrivare a 15 miliardi di euro tra il 2017 e il 2019.
    La manovra, trasmessa ieri al Quirinale per la firma e attesa al Senato lunedì, prevede infatti un contributo a carico delle Regioni di 3,9 miliardi nel 2017 e di 5,4 miliardi nel 2018 e 2019. In tutto sono 14,7 miliardi di euro da recuperare con lo stesso meccanismo con i quali sono stati operati gli ultimi tagli al Fondo sanitario: intesa tra le Regioni, o intervento d’imperio dell’esecutivo. Con quei tagli il Fondo sanitario rimarrebbe congelato a 111 miliardi di euro per tutto il prossimo triennio. In termini reali sarebbe una riduzione netta rilevante. E stare dentro quel tetto sarà molto più difficile per le Regioni, considerato che già oggi otto di loro non riescono a rispettarlo e sono costrette ad alzare addizionali e ticket (saliti del 26% dal 2008) per compensare.

    Il resto quì sotto
    http://www.corriere.it/economia/15_o...mentFormAnchor
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    ITALIA, per la prima volta nella storia, cala l'aspettativa di vita! 
    #7
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    ITALIA, per la prima volta nella storia, cala l'aspettativa di vita!
    La spiegazione immediata data, è minore prevenzione.
    http://www.corriere.it/salute/16_apr...4844517f.shtml
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    #8
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    Citazione Orginalmente inviato da asvin Visualizza messaggio
    ITALIA, per la prima volta nella storia, cala l'aspettativa di vita!
    La spiegazione immediata data, è minore prevenzione.
    http://www.corriere.it/salute/16_apr...4844517f.shtml
    ...speriamo ora la smettino di aumentare ogni 2 anni di 3, 4 mesi il limite pensionistico per le aumentate aspettative di vita....
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    #9
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    Citazione Orginalmente inviato da tfly Visualizza messaggio
    ...speriamo ora la smettino di aumentare ogni 2 anni di 3, 4 mesi il limite pensionistico per le aumentate aspettative di vita....
    già, fra le primissime cose che ho pensato... ora gli viene più difficile raccontare la bufala per giustificare l'aumento dell'età pensionabile; che poi tutti sappiamo che è una bufala il collegamento vero o presunto con l'aumento di speranza di vita media, ma tant'è la bufala pare funzionare.
    Fossero onesti: ammettessero che siamo un Paese di vecchi con pochi giovani per pagare i contributi, con poco lavoro stabile e molto lavoro precario da cui arrivano pochi o nulli contributi, e tutto il resto di annessi e connessi.
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    Sanità troppo cara, undici milioni di italiani rinunciano a curarsi 
    #10
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    rapporto censis
    Sanità troppo cara, undici milioni
    di italiani rinunciano a curarsi
    In due anni è aumentata di 80 euro a persona la spesa «out of pocket», ovvero quella pagata dagli italiani di tasca propria e non rimborsata dal Servizio sanitario nazionale

    di Laura Cuppini

    Pagare per prestazioni sanitarie è ormai un gesto quotidiano: più sanità per chi può permettersela. Ma in tanti devono rinunciare alle cure: nell’ultimo anno sono stati 11 milioni gli italiani che non hanno potuto occuparsi appieno della propria salute. A dirlo è la ricerca Censis-Rbm Assicurazione Salute, presentata a Roma al “Welfare Day”. I numeri sono in forte aumento: nel 2012 erano 9 milioni gli italiani che avevano dovuto rinviare o rinunciare a prestazioni sanitarie a causa di difficoltà economiche. Dunque, meno sanità pubblica e più privata, fino ad arrivare alla sanità negata: niente cure senza soldi. Un problema che riguarda, in particolare, 2,4 milioni di anziani e 2,2 milioni di millennials, ovvero i nati tra gli anni ‘80 e il 2000.

    Sanità pubblica peggiorata

    Nel dettaglio, in due anni, è aumentata di 80 euro a persona la spesa “out of pocket” destinata alla sanità, ovvero quella pagata dagli italiani di tasca propria e non rimborsata dal Servizio sanitario nazionale. Dal 2013 al 2015 si è passati infatti da 485 a 569 euro procapite mentre, nello stesso arco di tempo, è salita a quota 34,5 miliardi di euro la spesa sanitaria privata, con un incremento del 3,2%: il doppio dell’aumento della spesa complessiva per i consumi delle famiglie nello stesso periodo (pari a +1,7%). Negli ultimi 12 mesi 7,1 milioni di italiani hanno fatto ricorso all’intramoenia (libera professione all’interno degli ospedali), il 66,4% per evitare le lunghe liste d’attesa. Il 30,2% si è invece rivolto alla sanità a pagamento anche perché i laboratori, gli ambulatori e gli studi medici sono aperti nel pomeriggio, la sera e nei weekend. Ma a pesare è anche lo scadimento della qualità del servizio sanitario pubblico. Per il 45,1% degli italiani nella propria regione è peggiorata: lo pensa il 39,4% dei residenti nel Nord-Ovest, il 35,4% nel Nord-Est, il 49% al Centro, il 52,8% al Sud. Per il 41,4% è rimasta inalterata e solo per il 13,5% è migliorata.

    Decreto sulle prescrizioni inutili

    Restando in tema di qualità sanitaria, 5,4 milioni di italiani nell’ultimo anno hanno ricevuto prescrizioni di farmaci, visite o accertamenti diagnostici che si sono rivelati inutili. Tuttavia, oltre il 51,3% si dichiara contrario a sanzionare i medici per questo motivo. Il decreto sull’appropriatezza (che vuole eliminare le prescrizioni inutili), si legge nel rapporto, «incontra l’ostilità dei cittadini, che sostengono la piena autonomia decisionale del medico nello stabilire le terapie, anche come baluardo contro i tagli nel sistema pubblico». Il 64% degli italiani è contrario alla norma: il 50,7% perché ritiene che solo il medico può decidere se la prestazione è effettivamente necessaria e il 13,3% perché giudica che le leggi sono motivate solo dalla logica dei tagli. Prevale quindi la sfiducia nelle reali finalità dell’operazione appropriatezza, interpretato dagli italiani come «uno strumento per accelerare i tagli alla sanità e per trasferire sui cittadini il costo delle prestazioni».
    8 giugno 2016 (modifica il 8 giugno 2016 | 13:07)

    http://www.corriere.it/salute/16_giu...47940570.shtml
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